Con Giovannino il popolo risorge sempre.

Cinquant’anni fa moriva Giovannino Guareschi. Con don Camillo e Peppone ha lasciato un’importante eredità da recuperare per gli uomini di oggi.

GIORGIO VITTADINI  Il Sussidiario – 20 LUGLIO 2018 –

Cinquant’anni fa, il 22 luglio 1968, Giovannino Guareschi lasciava improvvisamente questo mondo. Aveva sessant’anni. Quello che spinge a parlare di lui non è solo la ricorrenza e il dovere di ricordare uno degli scrittori italiani più tradotti nel mondo (142 lingue) insieme a Dante Alighieri. E nemmeno il desiderio di rendere giustizia a un genio dell’umano così incompreso e ingiustamente bistrattato. Il fatto è che le vicende vissute da don Camillo, da Peppone e dai tanti altri personaggi meno conosciuti, così come le considerazioni contenute negli articoli del settimanale Candido che dirigeva e i giudizi taglienti espressi nelle sue vignette, hanno molto da insegnare, non “anche”, ma soprattutto oggi e in vista del domani. Almeno per una serie di fattori.

Il primo riguarda il riferimento al popolo, Continua a leggere

Ascoltare e rispettare.

coscienza«Questa volta la COSCIENZA è riuscita a far saltare tante STRATEGIE politiche.»
Ecco una nuova sollecitazione dalla sensibilità della nostra Lidia. E ricalca ciò che anche don Fabio Coppini richiama puntualmente: «La strategia non porta a nulla, la Vita porta al Bene».

Approfondiamo con CARLO CARDIA
“Dopo i tanti commenti politici seguiti all’approvazione in Senato del ddl sulle unioni civili, può essere utile tornare in modo nuovo su un punto cruciale. E cioè sul ruolo che ha avuto la coscienza di ciascuno di noi – cittadini o parlamentari, impegnati socialmente in tanti modi – nel determinare un sommovimento non previsto, che ha fatto saltare in poche ore strategie, alleanze, prassi regolamentari, e che a un certo punto ha fatto sì che nessun gruppo politico fosse sicuro della propria tenuta, della fedeltà alle indicazioni Continua a leggere