I cristiani possono vantarsi solo della Croce.

Alluvione di Firenze – il Crocifisso di Cimabue nel fango | by Alberto Cameroni

Ancora riflessioni sulla Croce. Il passaggio che inizia con “Invece il cristianesimo” è, secondo me, commovente. Grazie a COSTANZA MIRIANO!

(…) Se non fosse necessaria la croce, Cristo sarebbe uno a cui effettivamente è andata un po’ male. Se non ci fosse questa necessità anche per noi la morte sarebbe un’enorme contraddizione, e la fine di tutto. La sofferenza sarebbe una sfiga, e a questo punto allora meglio evitarla con tutte le forze. Allora va bene uccidere i bambini malati, logico ammazzarsi in Svizzera quando le cose si mettono male. Invece il cristianesimo è la storia di Dio che si è fatto uomo ed è venuto a offrirci la salvezza per mezzo della croce. La croce è necessaria perché l’uomo ha bisogno di redenzione. Nessuna visione pacificatrice che prescinda dalla salvezza di Cristo, dal mistero della sofferenza e della morte, dal mistero oscuro del peccato, quello originale e quello che compiamo con la nostra iniziativa, quello che è presente dentro e fuori di noi, è cristiana. I cristiani possono vantarsi solo della croce. Non sarà certo la nostra bellezza a convincere nessuno, perché noi non siamo affatto belli, solo Cristo è bello, e i santi, quelli che lo lasciano agire in loro, ne possono acchiappare qualche molecola di bellezza.

QUI l’articolo completo: “La battaglia finale”

 

Anche quest’anno alla marcia per la vita

Si chiama Costanza Miriano. Viene normalmente definita “pro life”, portatrice ottusa e bigotta di un’ideologia.

Sono balle. Leggiamo di Che è portatrice questa ragazza, mamma, moglie e donna!…

il blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Anche quest’anno sarò alla marcia per la vita.

Perché sono viva, e questo non era affatto scontato. Sono stata chiamata alla vita, tra le infinite possibilità è successo a me, e ne sono grata a Dio e ai miei genitori che gli hanno detto di sì. Ci sarò perché voglio esprimere la mia gratitudine e dire che se siamo vivi è perché qualcuno ci ha amato.

Perché la vita è una cosa molto seria, visto che è eterna, e cerco di giocarmela seriamente.

Perché la vita dei nostri figli ha benedetto la nostra vita, e di questo miracolo ancora non mi capacito, e continuo a stupirmi (ultimo biglietto della festa della mamma: “mamma ti adoro, ma sei un po’ troppo affettuosa”) e glielo dico ogni volta che li guardo. Va be’, quasi ogni volta, siamo onesti: quando non grugniscono e non seminano rifiuti.

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Le conseguenze dell’aborto.

il blog di Costanza Miriano

Le conseguenze dell’aborto, spiegato senza ideologie, in modo professionale. Intervista a Benedetta Foà, psicologa clinica, che aiuta “genitori” (donne ma anche uomini) in lutto.

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Vuoi spiegarci brevemente qual è il tuo lavoro e di che persone ti occupi?

Grazie Costanza, lo spiego volentieri. Ho cominciato ad occuparmi di post-aborto nel 1995. In quel momento mi trovavo in Bosnia al tempo della guerra che si è svolta nell ex-Jugoslavia tra il 1991 e il 1996. Ero lì come volontaria della Caritas a portare aiuti umanitari. È stato dopo questa esperienza che ho realizzato  che prendersi cura degli Esseri Umani è la cosa più importante  che ci sia. È grazie al dott. Philip Ney, psichiatra Canadese, che è venuto a tenere un corso di formazione alla parrocchia di San Giacomo a Medjugorje, che mi si sono aperti gli occhi rispetto al trauma dell’aborto. Fino a quel momento non era un argomento…

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Chi colma il cuore della donna.

Ary Scheffer "Dante e Beatrice"
Ary Scheffer “Dante e Beatrice”

Ecco la proposta del nostro Giordano. Ci raccomanda questa riflessione di Costanza Miriano, specie nella prima parte, come “sublime”.

Quando lessi la prima volta la “Mulieris Dignitatem” credo proprio che non ne capii praticamente nulla, nella sostanza: avevo diciassette anni, e idee tutte strampalate su come dovessero essere maschi e femmine, sul matrimonio, su una malintesa parità tra i sessi. Mi sembravano belle parole, ma destinate a rimanere su carta.
Dieci anni dopo l’enciclica mi sono sposata, e i successivi anni li ho passati praticamente a cercare di comprenderla. Piano piano, con il tempo, le parole del Santo Padre si stanno traducendo in carne, si sono incarnate nella storia della nostra coppia, hanno dato un nome a ciò che vivevo e anche in parte soffrivo.
Credo che in amore si soffra quando si dimentica che “C’è un paradosso nell’esperienza dell’amore: due bisogni infiniti di essere amati si incontrano con due fragili e limitate capacità di amare”. (R. M. Rilke) “Solo nell’orizzonte di un amore più grande è possibile non consumarsi nella pretesa reciproca e non rassegnarsi, ma camminare insieme verso un Destino di cui l’altro è segno”. (C. S. Lewis)
Uomo e donna sono due povertà che si incontrano e si donano. Continua a leggere

Il momento è decisivo: il 30 gennaio a Roma per “la marcia di san Giovanni”

Monica Cirinnà
Monica Cirinnà

Family

Day!

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20 ngiugno ter

di Costanza Miriano

Preparate gli zaini, comprate i biglietti, lavate la macchina (o meglio controllate le gomme), accendete gli elicotteri le navi i treni gli aerei gli alianti, chiedete le ferie al lavoro, fingete mal di testa strappate permessi. Da questa mattina è ufficiale. Si torna in piazza il 30 gennaio. A Roma. Raduno alle 11,30. Marcia su san Giovanni (tacco dodici nella borsa, si cambiano le scarpe all’arrivo). I dettagli sono ancora da definire, in corso i colloqui con le forze dell’ordine.

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Fede è la ricerca del Padre

Vincent Van Gogh
Vincent Van Gogh “Iprimi passi” – 1890, Metropolitan Museum of Art. New York
“Il ruolo della donna poi è fondamentale per permettere all’uomo di essere padre, per dargli o negargli l’accesso al rapporto con il figlio (noi mamme se vogliamo siamo bravissime a sminuire l’uomo, a escluderlo, ad allontanarlo dai figli), e poiché la fede è la ricerca del Padre, è prezioso se noi mamme riusciamo a trasmettere un’idea di paternità come una cosa positiva, non da rifiutare ma da accogliere.  Continua a leggere