Coronavirus. Ma a salvarci tutti sarà la gentilezza.

La segnalazione ci giunge dalla nostra Gemma: è di Avvenire del 3 marzo, l’Autore è l’ineffabile Davide Rondoni. “O che magari se ne abbia ancora qualche traccia senza sapere però bene cosa sia né da dove venga questa cosa bella che illumina i giorni dell’ansia.” Si parla di gentilezza. Altrove (leggi qui) definiva lo “spostare i capelli dal viso” così: “Il gesto che è stato calibrato dai secoli dei secoli, nel buio e poi dalle collisioni delle prime stelle e dal sollevarsi e ritirarsi delle maree, gesto preparato dai venti quando il mondo era disabitato e che solo gli uomini possono fare, loro che sono quasi niente nell’universo. Spostare i capelli dal viso del figlio…” Metafora della gentilezza… E la questione del “dono”: “Posso dire MIO solo di Ciò a cui appartengo”.

Imperdibile!

C’è un virus di cui tutti parlano e che segnalano come Covid-19. E ci sono le sue conseguenze, l’allarme, le cautele, persino le isterie. E però c’è un’altra cosa, e non ne parla nessuno. Una conseguenza quasi invisibile: come lui, il maledetto. Ma io l’ho vista. È la gentilezza. Anche lei, se così si può dire, una conseguenza del virus.Appare e scompare rapida, in gesti quasi impercettibili. Una attenzione verso qualcuno che sta entrando, un sorriso cortese in più, una sfumatura di cura. Soprattutto verso quelli che sentiamo più esposti. Insomma, piccoli gesti o atteggiamenti che portano scritto addosso, come un tatuaggio invisibile, ‘eh, ci tocca vivere questa situazione, almeno trattiamoci bene tra noi’ o qualcosa del genere. E allora si  Continua a leggere

Caucaso, poesia e vino.

Georgia1L’incontro con una nazione antica, fiera ed estrosa, ricca di potenzialità. (Lidia)

Viaggio in Georgia.

DAVIDE RONDONI

Ci sono popoli che devono essere raccontati. Hanno vicende importantissime. A volte salgono alla ribalta per motivi geopolitici di forte attualità, poi rientrano, per noi, nel loro buio millenario. Li conosciamo poco o niente. Ad esempio i Georgiani. Verrebbe da dire, per iniziare questo racconto che qualcun altro proseguirà: be’, sono come gli italiani, una grande storia alle spalle e una gran voglia di stare bene. E hanno il senso dell’amicizia. Quando Boris Pasternak Continua a leggere

Così creativi, così violenti.

affittoQuando le espressioni ( e astrazioni) del linguaggio comune manipolano la realtà. (Lidia e uno dei nostri giornalisti -scrittori preferiti).

di Davide Rondoni

Verrebbe da dire che siamo in un’epoca di grande creatività. Spuntano nuove espressioni che prendono la scena, si impongono nel dibattito. E verrebbe da dire: bello, un segno di fantasia. Nascono nuove espressioni, spesso colorite, rimbalzano sui media, sui social. E a volte ne sostituiscono altre. E verrebbe da dire: buon segno, una società viva crea sempre nuove espressioni per raccontare di sé. Succedono fatti, Continua a leggere

Bacio passionale e morso nel cuore. Tarantolati di Gesù.

Caravaggio - La conversione di San Paolo
Caravaggio – La conversione di San Paolo

Come si fa a non diventare cristiani ascoltando queste parole?
Quanto mi scuote questo Dio innamorato, che non chiede nulla e che dà tutto.
Questo Dio che manifesta la propria forza salvando le mie debolezze, attraverso l’azione della Grazia. Il bacio più passionale che abbia mai ricevuto.

Lo scriveva Gabriele commentando il post composto da San Paolo per il Betania’s di ieri. Sì, perché se il nostro blog ha visto la luce il 4 novembre scorso con San Carlo Borromeo a far da padrino, cresce sotto lo sguardo attento di San Paolo, Paolo di Tarso, che lavorava la stoffa. 

E se Gabriele è stato scosso e fatto cristiano come da un bacio passionale.

E se Giacobbe è stato “marchiato” nello sciatico.

E se al nostro San Paolo di ieri è stata infitta nella carne una spina, il Paolo proposto da Gemma e cantato da Davide Rondoni, altro amico fedele della nostra compagnia, è stato morso. Notate quante volte viene usato questo verbo. Carnale.

Come un’autobiografia. Come una lettera d’amore per Cristo. Continua a leggere