Anche Giuda è nostro fratello.

“Dobbiamo pensare ai ‘due alberi’: quello di Giuda e quello di Gesù.  Sul primo muoiono i desideri folli dell’uomo che non sa guardare in alto e affidare al Padre i proprio progetti, sul secondo albero prende forma la vita che non muore più. Il regno del satana finisce sul primo albero, il Regno di Dio comincia a germogliare dal legno della Croce e non muore più.”

Il post è tratto dal sito http://www.onos46.it/ di don Luigi Galli. Ringraziamo la nostra Antonietta per la segnalazione.

Settimana Santa : martedì. Il tradimento di Giuda.

14 Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti 15 e disse: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni? ”. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. 16 Da quel momento  cercava l’occasione propizia per consegnarlo. (Mt.26,14-16)

10 Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù. 11 Quelli all’udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l’occasione opportuna per consegnarlo. (Mc.14,10-11)

1 Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua, 2 e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mezzo, poiché temevano il popolo. 3 Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici. 4 Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani. 5 Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro. 6 Egli fu d’accordo e cercava l’occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla. (Lc.22,3-6)

Giuda non va banalizzato; è un’operazione diffusa perché Continua a leggere

L’utero in affitto ruba l’identità ai bambini.

Paolo Crepet, psicologo, pscichiatra e scrittore
Paolo Crepet, psicologo, pscichiatra e scrittore

Una voce di verità in mezzo a tanti giochi di parole dei media per giustificare ciò che non è mai accettabile. Da Lidia.

Lo psichiatra Paolo Crepet: nessuna eccezione, pratica aberrante e inaccettabile.

LUCIA BELLASPIGA

«Chi sono io? Di chi sono figlio? Chi sono mia madre e mio padre? Questa è la discriminante: ogni volta che diventa impossibile rispondere a queste domande, che sono il diritto assoluto di ogni essere umano, si è compiuto qualcosa di sbagliato». È la bussola con cui Paolo Crepet, psichiatra, si orienta in quella che definisce «una galassia di situazioni diverse tra le quali occorre distinguere», eufemisticamente chiamata ‘gestazione per altri’, o più realisticamente utero in affitto.
Mai prima d’oggi nella storia dell’umanità si è rischiato di venire al mondo Continua a leggere

“Le forbici e i tagli che minacciano il vero amore.”

Wladimir Kush "Always together" 2009 olio su tela - Maui Hawaii U.S.A.
Wladimir Kush “Always together” 2009 olio su tela – Maui Hawaii U.S.A.

gloria rivadi suor Gloria Riva. 

da “Avvenire” – 1/10/15
Già all’interno del dettato biblico, le forbici decretarono il fallimento di un amore: Dalila, infatti, tagliò i capelli a Sansone, mettendo fine al loro ménage con un tradimento, ben peggiore dell’adulterio. Le forbici trovano la loro forza nello sdoppiamento e insieme nell’unità delle lame, in questo senso esprimono efficacemente la parabola delle relazioni umane e in particolare del matrimonio, connubio quotidiano di sentimenti che uniscono e che, talora, dividono. Un pittore surrealista di origine russa, ma emigrato negli Stati Uniti e poi, successivamente, nelle Hawaii, ha dedicato al tema del matrimonio diverse opere. Una di queste, dal titolo ‘Sempre insieme’ (Always together), raffigura un paio di forbici danzanti fra fogli di carta tagliati. I fogli riportano un verso di Shakespeare, in Le allegre comari di Windsor, dove Slender spinto dallo zio accetta, senza esserne innamorato, di sposare Annetta, certo che il rimanere insieme farà crescere solo la distanza. Un verso amaro che con quattro secoli di anticipo fotografa la totale sfiducia dell’uomo post contemporaneo nei confronti del matrimonio.  Continua a leggere