Un importante e autorevole contributo sulla vicenda Alfie Evans.

De Zurbaran “Agnus Dei”

L’ETERE COSTA:

L’EUTANASIA NON E’

ARGOMENTO DA TIGGI’.

 

Grazie Costanza.

il blog di Costanza Miriano

In Inghilterra si è deciso che quando un bambino è malato molto gravemente e non può guarire, gli si sospendono idratazione e nutrizione, perché la sua vita “non è degna”. Così Charlie è stato ucciso. Così  Isaiah è stato ucciso. Per Alfie il giudice ha decretato la stessa fine, negando la possibilità che venga trasferito al Bambin Gesù, dove non lo avrebbero guarito, no, ma lo avrebbero curato fino alla fine (posso dire di essere orgogliosa che ci sia un ospedale così, in Italia, grazie alla Chiesa?). 

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L’ultima parola sul destino di un figlio non è solo una questione di misure.

Francisco de Zurbaran “Agnus Dei” 1635-40. Al Prado

Chiedo perdono, sono ripetitivo: reagisco a questo tipo di notizie in questi termini, i soliti termini…

Si chiama selezione della specie!

Quante gole ha tagliato l’Isis?

Complimenti ancora a Marina Corradi, quanto più la si frequenta tanto più la si apprezza. Da Avvenire di ieri.

Caro Avvenire,
ho letto con molto interesse e attenzione gli interventi pubblicati da Avvenire sul caso Charlie. Nella posizione dei genitori mi sono però particolarmente immedesimato, perché mi è accaduto di portare mio figlio (a due-tre mesi dal suo concepimento) dal medico. Così facevano tutti. Il medico voleva misurare mio figlio «perché si era ancora in tempo se le misure non fossero rientrate in certi parametri…». Peccato che sia io, sia mia moglie consideriamo la vita umana un dono e ci occupiamo di misure e probabilità all’Università di Torino. Il medico, pur con tutte le ragioni della medicina difensiva, è stato costretto a rispondere alla mia domanda «siamo in tempo per fare cosa?…» e prontamente è stato pagato e licenziato. Inconsapevolmente avevo portato mio figlio nella tana del lupo, ma siccome ero il responsabile di mio figlio ce ne siamo andati via. Il destino, la stessa vita di mio figlio era nelle mie mani e stava per essere posta in mani altrui sulla base di qualche tabella… Tutto questo per porre questa domanda: a chi spetta l’ultima parola sul destino di un figlio come Charlie, se i genitori sono giuridicamente capaci e vogliono tutelarne la vita? A Londra si è avuta l’impressione che spettasse all’ospedale e poi ai giudici (invocati dall’ospedale) impegnati a valutare la dignità di una vita.

Valter Boero – Presidente MPV, Torino

Sono passati vent’anni, ma nel ricordo è come fosse ieri. Aspettavo la terza figlia e il medico mi ordinò un’ecografia precoce, indicandomi anche lo specialista cui rivolgermi. Mi ritrovai in uno studio privato a Milano. L’ecografista esaminò a lungo, attentamente, le immagini in bianco e nero sullo schermo. Mi chiese la data d’inizio della gravidanza, poi me la chiese ancora. Infine Continua a leggere