Dignità

Grazie Antonio. Sei righe. La riflessione su una vita. E sulla morte. In sole sei righe…

Berlicche

C’è gente che si appella alla magistratura per andare via dall’ospedale e morire a casa, e gente che paga per lasciare casa propria e ammazzarsi in una clinica.
In ambedue i casi si sostiene che ciò sarebbe in nome della dignità.

Io penso che non è dove si muore, ma come si muore. Tu, davanti a quel salto infinito.

Non è la morte a potere essere degna, ma solo noi stessi.

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Angelus della V di Quaresima. L’adultera.

da "La passione di Cristo" di Mel Gibson
da “La passione di Cristo” di Mel Gibson

Papa Francesco: «Basta il suo sguardo di misericordia per far sentire a quella persona che lei non è il suo peccato»

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo di questa Quinta Domenica di Quaresima (cfr Gv 8,1-11) è tanto bello, a me piace tanto leggerlo e rileggerlo. Presenta l’episodio della donna adultera, mettendo in luce il tema della misericordia di Dio, che non vuole mai la morte del peccatore, ma che si converta e viva. La scena si svolge nella spianata del tempio. Immaginatela lì, sul sagrato [della Basilica San Pietro]. Gesù sta insegnando alla gente, ed ecco arrivare alcuni scribi e farisei che trascinano davanti a Lui una donna sorpresa in adulterio. Continua a leggere

Protagonisti siano i poveri.

"Le serviteur de Dieu." Joseph Wresinski
“Le serviteur de Dieu.” Joseph Wresinski

 

Ecco un articolo, come ci ha abituato Lidia, dal taglio particolarmente originale. Sulla povertà.

Una vita spesa per un aiuto vero al povero; un esempio che ci fa cambiare mentalità per aiutare a nostra volta. 

CLAUDIO CALVARUSO
Il 14 febbraio è l’anniversario della morte di padre Joseph Wresinski, il fondatore del Movimento internazionale di lotta contro la povertà Atd-Quarto Mondo. Nato da famiglia molto povera, padre Joseph (12 febbraio 1917-14 febbraio 1988) venne destinato giovanissimo come parroco in una bidonville vicino Parigi popolata da famiglie in miseria. In comunione con loro ideò il ‘suo’ Continua a leggere

“Che benedizione il lavoro”. Parola di Marina Corradi.

Norman Rockwell
Norman Rockwell

Ammiro chi sa osservare così attentamente la realtà scoprendo la ragione buona del nostro vivere. Marina Corradi è una persona sensibile e una giornalista “vera”. Ecco come sa definire nei fatti il significato di dignità del lavoro come dignità della vita. La responsabilità di chi ha un lavoro, seppure “povero”, precario, faticoso, distante, pressante, ripetitivo, imporrebbe almeno di considerare questo privilegio…

“Una casa di cure per malattie nervose. Nella sala di soggiorno già di mattina è accesa una tv: un malato le sta davanti senza guardarla. Due pazienti in pigiama affacciati a un balconcino fumano, aspirando avidamente. Una bella donna col viso devastato da un ignoto dolore se ne sta seduta in un angolo, come ripiegata su se stessa, assente. Tutti si trascinano con passi pigri, strascicando le scarpe, come gente che non ha alcun luogo in cui andare. Dalla cucina arriva rumore di piatti, e odore di minestra di verdura. Sull’orologio sul muro le lancette avanzano con esasperante lentezza.

Improvvisamente nella sala entra uno sconosciuto e svelto la traversa, con una cassetta degli attrezzi in mano. A un infermiere chiede dove si trova il locale caldaia: è un operaio, addetto a una qualche riparazione. Ma in questo luogo di destini sospesi, di passi spenti che tornano sempre nel medesimo punto, la rapida andatura di un uomo che va a lavorare sembra un evento eccezionale. Gli sguardi dei malati lo seguono con un’ombra di nostalgia: anche loro, in un tempo che adesso sembra remoto, andando a lavorare camminavano a quel modo.

lavoro- dignitàChe benedizione è, pensi, per gli uomini il lavoro, che li trae fuori da sé, che li costringe ad alzarsi e a fare e a essere insieme agli altri. E che benedizione è averlo, un lavoro, anche uno qualunque: nei passi certi di un operaio in mezzo all’andirivieni opaco dei malati, l’ ho riconosciuto.”

Marina Corradi – 27/7/14