L’ora di religione per i più piccoli è una risposta alle loro domande.

Altro che Gesù di Renan…

Da Avvenire di oggi. Ho sinceramente desiderato, leggendo questa nuova testimonianza di Marina Corradi, che una come Lei possa ricoprire una responsabilità in politica attiva. Poi, con una altrettanto sincera rassegnazione, ho invece realizzato che Marina sia assolutamente utile al mondo dove sta e con la libertà che le è propria.

Ma leggiamo la freschezza della sua esperienza. Altro che Gesù di Renan… Di politicamente corretto si muore… 

Ma questo è solo il mio parere…

Caro Avvenire,
ho una nipotina di tre anni e mezzo che quest’anno inizia a frequentare la scuola materna. I genitori hanno deciso di farle frequentare l’ora di religione soltanto per non crearle problemi di discriminazione con i compagni di classe e anche per l’assenza di un valido programma sostitutivo che quella scuola non è in grado di assicurare. Diversamente avrebbero, e io con loro, preferito un’alternativa alla religione. Mi chiedo infatti come sia possibile parlare di religione a creature di quell’età senza rischiare di far danni. Proporre loro concetti già ostici per un adulto, cercare in qualche modo di accostarli al mistero senza turbarli con visioni pseudometafisiche, presentare simbologie spesso crude, sempre incomprensibili. Credo che sarebbe molto più utile impiegare quel tempo per curare altri aspetti dell’educazione, magari – perché no – quella fisica. Con assai più benefici per un bambino di pochi anni che chiede risposte chiare a domande quasi sempre assai semplici e sempre maledettamente serie. Oppure, se proprio si vuol introdurre qualcosa di alto, raccontargli qualcosa del Gesù di Renan. Grazie dell’ascolto.

Bruno Stefanelli

«Mi chiedo infatti come sia possibile parlare di religione a creature di quell’età senza rischiare di far danni», scrive il signor Stefanelli. Vorrei rispondere non da giornalista ma da madre di tre figli, che ora sono grandi. Ricordo molto bene però che quando erano piccoli ciò che mi meravigliò di più – io, senza fratelli minori, ero ignara di bambini – era, in loro come credo in ogni bambino, una naturale apertura al mistero della vita e del Continua a leggere