Immagini come da lontano e una strana nostalgia.

Da Avvenire dell’altro ieri, da MARINA CORRADI che “canta”della Nostalgia spesso e con maestria. Ringraziando Silvia per la sua “Nostalgia canaglia” e per la sua sensibilità.

Navigando sul web, sul sito di un quotidiano imbattersi – dopo il dramma degli esuli della ‘Sea Watch’ e della ‘Sea Eye’, tra crisi della Carige e «prima gli italiani!» – in un video diverso. Aprirlo, guardarlo, guardarlo ancora. Quasi in una misteriosa nostalgia. Una videocamera nascosta in un bosco dell’Appennino parmense mostra il passaggio degli animali selvatici nell’anno appena finito, da una stagione all’altra. Non sono immagini insolite per gli amanti della natura, forse lo sono tra le cronache quotidiane. L’occhio tecnologico sembra essere stato posto lungo un sentiero battuto dalla fauna.

Apre la sfilata una volpe affamata, che si lascia dietro sul manto candido Continua a leggere

Marchionne, Elkann, ognuno di noi davanti al male. Per non arrendersi all’«ingiustizia»

Il destino di Sergio Marchionne ha provocato le coscienze. Le riflessioni di John Elkann hanno sollecitato molti ad approfondire alcuni temi come giustizia, precarietà e senso della vita. Socci qualche giorno fa, oggi la nostra, sì la Nostra, MARINA CORRADI ci accompagna, con un articolo su Avvenire del 24 scorso e partendo dallo smarrimento umano di Elkann, a valutare ciò che davvero conta: siamo fatti per la Salvezza!

Quando un uomo come Sergio Marchionne scompare di colpo dalla scena dei media, e, in un silenzio costernato, da un ospedale non filtra nulla, se non un definitivo «non tornerà più a lavorare», il primo pensiero è lo sbalordimento. Sbalordimento per come la vita di ognuno, e anche dei più potenti, di quelli che sembrano avere il mondo nelle mani, sia in realtà legata al nostro povero corpo: a un cuore, a polmoni, a un cervello che possono in un attimo Continua a leggere

Pontificale di Natale. Gesù è il Dio con noi.

+ MARIO DELPINI Arcivescovo di Milano:

…Quale egoismo spropositato ha indotto a pensare che l’io è il centro del mondo e il criterio del bene e del male, questo io fragile, smarrito, e insieme arrogante e suscettibile, che non può ammettere d’aver ricevuto la vita e si vanta di potersi dare la morte?

Fratelli, sorelle, non so rispondere alla domanda sul percorso del sentire del nostro tempo, ma non posso tacere la rivelazione di questo Natale. L’uomo può decidere di fare a meno di Dio, ma Dio non può, non vuole fare a meno di ogni uomo, di ogni donna: Dio non è la caricatura assurda che qualche pensatore fantasioso ha tratteggiato. Ecco chi è il nostro Dio: è nato per voi un Salvatore che è Cristo Signore: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. E il Padre dice al Figlio: il tuo trono, Dio, sta nei secoli dei secoli.

Gesù è il nostro Dio, è il Dio dei vivi non dei morti, Gesù è il Dio che dà vita, Gesù è il Dio che rinnova l’alleanza con gli uomini. Fratelli, sorelle, non cercate il Signore tra i morti, è risorto, siede alla destra del Padre e ci rende partecipi della sua vita. Perciò, fratelli, sorelle, cercate Gesù, pregate Gesù, dimorate in lui perché senza di lui non possiamo fare niente. Questa grande gioia vi annuncio, questa via di salvezza ho la responsabilità di indicarvi, questo solo ho da dirvi: Dio è qui per noi, per me, per te, per darci la sua vita. Il nostro Dio è Gesù, il Figlio che è stato esaltato nella gloria e con la sua gloria avvolge di luce la nostra vita, la nostra vita mortale, per renderci partecipi della sua vita, la vita eterna e felice.

Ecco perché la celebrazione del Natale moltiplica la gioia e aumenta la letizia, perché accogliamo Gesù e Gesù è la nostra speranza, è la nostra pace, è il nostro Dio.

QUI il video dell’omelia completa.

Catechesi d’Avvento: Dio. L’audio.

“Tu cominci appena a cercarlo, e Cristo ti è già vicino. Non può sottrarsi a chi lo desidera, lui che si è manifestato a chi non lo attendeva; poiché Cristo è amore”.

Ambrogio nella Liturgia di una vergine e martire

fonte: Radiorizzonti inBlu

Catechesi d’Avvento: Dio

unnamedcatechesiavvento2017Carissimi,

qui di seguito trovate il testo della Catechesi di Avvento tenuta ieri nella Parrocchia Ss. Pietro e Paolo di Saronno e animata dal gruppo “storico” del Betania’s Bar.

Lasciandoci guidare e ispirare dal Catechismo della Chiesa Cattolica, abbiamo lavorato sulle tre lettere che da millenni scuotono il cuore di noi creature: Dio.

Attraverso il metodo dell’Officina di espressione, caro all’associazione Bombacarta, evitando le trappole di un inutile “fare accademia”, abbiamo messo in dialogo tra loro testi e brani musicali.

A noi il risultato piace molto. E ve lo proponiamo, sperando di ricevere numerosi riscontri.

Un grazie speciale a Silvia e Norma, Stefano e Maurizio, Giordano e l’impareggiabile Giannino che con il “coretto” della parrocchia Regina Pacis ha regalato bellezza alla parte musicale.

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Non è cosa che si vede e si tocca?

«Peppone si seccò e andò a piantarsi a gambe larghe davanti a don Camillo: “Si può sapere che cosa volete da noi? Veniamo forse noi da voi?”. “E cosa c’entra? Anche se voi non venite in chiesa Dio esiste sempre e vi aspetta”. Lo Smilzo intervenne: “Il reverendo ha forse dimenticato che noi siamo scomunicati?”. “È una questione di secondaria importanza – replicò don Camillo –. Anche se siete stati scomunicati, Dio continua ad esistere e continua ad aspettarvi. Scusate tanto: io non sono iscritto al vostro partito, non pratico la Casa del Popolo e sono considerato un nemico del vostro partito. Per questi fatti potrei forse asserire che Stalin non esiste?”. “Stalin c’è, e come! E vi aspetta al varco!” urlò Peppone. Don Camillo sorrise: “Non lo metto in dubbio e non l’ho mai messo in dubbio. E se io ammetto che Stalin esiste e mi aspetta, perché tu non vuoi ammettere che Dio esiste e ti aspetta? Non è la stessa cosa?”. Peppone rimase molto colpito da questo elementare ragionamento. Ma lo Smilzo intervenne: “La sola differenza è che, mentre il vostro Dio nessuno lo ha mai visto, Stalin lo si può vedere e toccare. E se anche io non l’ho visto e toccato si può vedere e toccare quello che Stalin ha creato: il Comunismo!”. Don Camillo allargò le braccia: “E il mondo sul quale viviamo io, te e Stalin non è forse una cosa che si vede e si tocca?”.»

Giovannino Guareschi

Due sguardi, il “punto infiammato” di una giornata di Meeting.

La gentilezza e la serietà di uno steward. “La mia prima volta al Meeting è tutta qui, nel peso di uno sguardo”. MARCO POZZA racconta la sua prima volta al Meeting di Rimini.

Chiuderà domani il Meeting di Rimini. Ci piace condividere, con questa lettera  a Il Sussidiario odierno di don Marco Pozza che stiamo imparando a conoscere, il clima che si respira nei padiglioni e persino nei corridoi, pure negli spazi esterni della Fiera. E’ il respiro stesso della Manifestazione. Davvero.

Caro direttore,
fregato da uno sguardo, sguardo-in-agguato: stregato da uno sguardo. La mia prima volta al Meeting è tutta qui, nel peso di uno sguardo. Gli organizzatori mi hanno invitato per portare la mia testimonianza: non ha nulla di speciale, ma è la più bella perché è mia, la mia storia. Che è una storia d’amore con l’umano, perchè prima è storia d’amore con Dio, sangue e refrigerio.

L’invito ufficiale era questo: quello reale si è annunciato nel viaggio di ritorno. Continua a leggere