Subito coperto (con la sua verità) il poster contestato contro l’aborto.

Consola, non poco, che la copertura tempestiva ha dato un risalto che mai avrebbe avuto se non ne avessero provveduto. (n.d.B’sB)
Nel quartiere Aurelio un cartellone di 7 metri per 11 ricordava cosa avviene a 11 settimane di gravidanza. Accontentate le proteste delle consigliere del Pd al Campidoglio e altre associazioni.
VIVIANA DALOISIO Avvenire di venerdì 6 aprile 2018

Ci saranno anche voragini da riparare, per le strade della Capitale, e spazzatura a deturpare le belle vie del centro, ma le priorità del Campidoglio sembrano altre. Per esempio, un cartellone che campeggiava su un palazzo di via Gregorio VII, nel quartiere Aurelio. Mostrando un bambino a 11 settimane di vita, con lo slogan Continua a leggere

Gigi De Palo: «È nato Giorgio, ha la sindrome di Down, siamo felici».

TANTO MENO QUESTA NOTIZIA COSTITUISCE ARGOMENTO DA TIGGI’: L’ETERE COSTA! Ma… felicitazioni! E rispondiamo con la preghiera alla domanda di questa famiglia felice… Da Avvenire di ieri.

Il giovane presidente del Forum delle famiglie annuncia su Facebook la nascita del quinto figlio. E dice: incomprensibilmente per il mondo, siamo felici.

A. MA.

È nato Giorgio Maria. Non servono tante parole per annunciare una nascita. È gioia, felicità pura. Gigi De Palo, 41enne presidente del Forum delle famiglie, ex assessore alla Famiglia del Comune di Roma, celebre per le sue «manifestazioni dei passeggini vuoti» e per i sandali francescani che indossa estate e inverno, affida a un post su Facebook le sue emozioni. D’accordo con la moglie racconta che il loro quinto figlio è nato in un ospedale romano con la sindrome di Down e che non è stata nemmeno una sorpresa, perché negli ultimi mesi c’erano stati segnali, incontri, tanto che lui e la moglie Anna Chiara ci scherzavano su.

Questo è tutto, semplicemente mamma e papà accolgono Giorgio. E sono felicissimi, “incomprensibilmente (per il mondo) felici».

Ecco il suo post.

Non vuole aggiungere nulla: solo che è felice. Teme di essere frainteso, di passare per «quello bravo» che accoglie un figlio così com’è, come un dono. Ma nessuno lo fraintende. Parlano per lui le centinaia di risposte al suo post: un elenco lunghissimo di auguri, di ringraziamenti per questa testimonianza di amore, per l’accoglienza piena e incondizionata alla vita. E poi, tante promesse di preghiere, come richiesto dallo stesso Gigi.

Imperfetto? «Aborto per 7 su 10». I numeri choc di Treviso: «Così stanno sparendo i figli Down»

De Zurbaran “Agnus Dei”

L’ETERE COSTA: NEMMENO L’ABORTO E’ ARGOMENTO DA TIGGI’!

NON SI CHIAMA SELEZIONE DELLA SPECIE?

Una casa sulla roccia

da Avvenire 11.03.18

E’ una denuncia choc quella che arriva da Treviso, profondo Nord Est. In una terra in cui le preoccupazioni economiche pesano meno che altrove e dove la natalità è considerata ancora un valore, sembra infatti vacillare il rispetto della vita ‘senza se’ e ‘senza ma’: sempre più spesso le giovani coppie rifiutano figli davanti a diagnosi di disabilità, persino eventuali.
I dati sono drammatici e negli ultimi anni hanno rasentato il 70%. Lo conferma il direttore dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Treviso, Enrico Busato. «Su dieci donne, sette interrompono la gravidanza quando vengono a sapere che il loro figlio potrà avere qualche imperfezione. Numerosi genitori, quindi, decidono per l’aborto». E questo vale, secondo Busato, per ogni forma di possibile disabilità, su tutte la sindrome di Down. «Li vediamo catturati dalla paura, temono di rimanere soli, considerano subito il figlio che portano in grembo un “peso”…

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Un importante e autorevole contributo sulla vicenda Alfie Evans.

De Zurbaran “Agnus Dei”

L’ETERE COSTA:

L’EUTANASIA NON E’

ARGOMENTO DA TIGGI’.

 

Grazie Costanza.

il blog di Costanza Miriano

In Inghilterra si è deciso che quando un bambino è malato molto gravemente e non può guarire, gli si sospendono idratazione e nutrizione, perché la sua vita “non è degna”. Così Charlie è stato ucciso. Così  Isaiah è stato ucciso. Per Alfie il giudice ha decretato la stessa fine, negando la possibilità che venga trasferito al Bambin Gesù, dove non lo avrebbero guarito, no, ma lo avrebbero curato fino alla fine (posso dire di essere orgogliosa che ci sia un ospedale così, in Italia, grazie alla Chiesa?). 

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Potrebbe accadere anche in Italia

Una casa sulla roccia

Salvo improbabili ripensamenti della Cedu, anche il piccolo Alfie Evans è destinato a morire, non già per la sua malattia ma per la sospensione delle cure. E’ da vedere se ciò sia davvero il ‘suo miglior interesse’, come pretendono i giudici inglesi, oppure se a prevalere sia solo l’interesse della spesa sanitaria britannica. Si sta affermando in Europa il concetto per cui la sospensione delle cure non solo è un diritto incontrastabile del soggetto capace di esprimere le sue scelte, ma costituisce anche un obbligo per coloro che ne pretendono troppe: basta avanzare il sospetto di futilità delle cure o di accanimento terapeutico per obbligare qualcuno a togliersi di scena. La legge sul biotestamento da poco approvata potrebbe portare anche in Italia ad un conflitto tra istituzioni sanitarie ed esercenti la potestà genitoriale. Anche da noi sarebbe chiamato a decidere il giudice. Per ora non è accaduto…

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«Staccate la spina»: anche Isaiah come Charlie?

I genitori di Isaiah Hastrup

Peccato che in molti ci irridano pensando al “voto utile” e alla matematica! C’è chi confida nella Provvidenza (…e grandinerà su questa affermazione…). L’unico partito che fa del suo programma una difesa della famiglia in tutte le sue declinazioni è il Popolo della Famiglia. Ci direte che ci siamo sbagliati? Ammetteremo l’errore. Ma che la realtà imponga un approccio deciso e che sia ora di urlarlo dai tetti è sempre più urgente. Balle? Leggete questo “aggiornamento”…

FRANCESCO OGNIBENE su Avvenire di oggi.

I giudici hanno respinto il ricorso dei genitori di Isaiah, il bambino d’un anno reso gravemente disabile da un parto drammatico. La tesi è la stessa per Charlie e Alfie: “è nel suo interesse” morire.

Dopo Charlie e Alfie, ora anche Isaiah. Un giudice inglese ha bocciato ieri il ricorso di Lanre Haastrup e Takesha Thomas, genitori del bambino nato il 18 febbraio di un anno fa al King’s College di Londra con un parto drammatico che per effetto della lunga mancanza di ossigeno ne compromise gravemente le capacità del cervello e la mobilità. Ricoverato da allora, il piccolo Isaiah vive attaccato al ventilatore meccanico dal quale dipende per la respirazione.
I medici, accusati dalla famiglia per quanto accaduto alla nascita, da tempo ritengono che l’insistenza dei genitori per tenerlo in vita nella speranza di ottenere qualche beneficio da altre terapie configuri accanimento terapeutico. Tesi sposata dai Continua a leggere

Mancanza di comprensione

La cosiddetta Finestra di Overton …

Berlicche

E’ assolutamente normale che chi non ha una speranza per il proprio futuro non possa capire la speranza delle altre persone; che chi non dà un senso alla propria vita non possa comprendere il senso della vita degli altri. Non fa che applicare la mancanza di comprensione su se stesso al resto del mondo.

Così si può capire il caso ieri di Charlie Gard, oggi Alfie Evans, e con loro tanti altri adulti, bambini, vecchi, le cui esistenze non sono ritenute meritorie di proseguire. In vista di un paradiso materiale immaginario in cui niente di ciò che rende umani potrebbe sopravvivere. Usando scuse che sanno di putrefazione.

E’ il paradosso più grande: che chi crede che la propria vita sia l’unica parentesi in un oceano di nulla sia così pronto a ridurre a nulla tutto il resto.
In fondo è proprio questa la più grande pena per costoro: quella…

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