Quel che Dante c’insegna sulle stelle e che sorprende ancora oggi.

Andromeda
Andromeda

Rileggere la Commedia con gli occhi all’insù. (Lidia)

ENRICO NEGROTTI

Un invito a rileggere la poesia del viaggio interstellare di Dante e uno sguardo sull’orizzonte dell’universo che la moderna astronomia da un lato svela e dall’altro rende più complesso: al punto che «l’alta fantasia» cui «mancò possa» (Par. XXXIII, 142) comunica suggestioni valide anche per l’uomo del XXI secolo. Sono gli esiti del confronto tra un italianista, Donato Pirovano, e un astronomo, Attilio Ferrari:
Pirovano ricorda che Dante ha sempre osservato con acuta attenzione i fenomeni celesti. La raffigurazione dell’universo diviso nei nove cieli (Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno, Stelle fisse e Primo Mobile) Continua a leggere

Per che cosa vale la pena vivere. La Divina.

Henri Matisse "il volo di Icaro" (1944 -47)
Henri Matisse “il volo di Icaro” (1944 -47)

La Divina Commedia spiegata “alle Casalinghe”.
Metodo di Franco Nembrini che ha ispirato direttamente Roberto Benigni. Ecco la breve relazione di un suo incontro:

“Se aveste incrociato Dante mentre andava al bar a bere una birra e gli aveste chiesto, così a bruciapelo, “ma tu per che cosa vivi?” Lui vi avrebbe certamente risposto “ma come? Per che cosa dovrei vivere? per essere felice, per essere un uomo compiuto, vero.” Per Dante e per gli uomini medievali era normale sentire consapevolmente di essere capaci di un desiderio infinito di bene, di bellezza e di verità. E’ a questo punto che Dante ha un’intuizione speciale, Continua a leggere

Accompagnàti (almeno) da un libro.

puzzle“Per un uomo vivo che ha domande sulla vita tutto risponde, tutto parla. L’opera d’arte parla a chi ha delle domande da fare.”

 “A 11 anni ho dovuto lavorare come garzone in un negozio. Avevo legittime ragioni per essere in difficoltà: la malattia del papà, la condizione della mia famiglia, la fatica del lavoro. Era molto tardi, mi avevano chiesto di scaricare fuori orario un camion con delle casse di acqua e di vino. Piangevo, alle 11 di sera, mi si chiede di fare un’ulteriore fatica, ero lontano da casa, la nostalgia… . A un certo punto, mentre portavo le mie casse su questa ripida scala che andava al magazzino, mi sono ricordato di una terzina che avevo studiato: è una terzina del Paradiso dove Dante si fa profetizzare dal suo trisavolo il destino di esule, con queste parole: Continua a leggere

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. L’inganno dell’amore omosessuale spiegato da Dante

Accompagnàti (almeno) da un libro.  

(dipinto di Ary Scheffer – 1835) 

 

il blog di Costanza Miriano

paolo-francesca-dante

di Benedetta Frigerio   Intervista per TEMPI a Anthony Esolen, fra i maggiori traduttori inglesi della Divina Commedia. «Si ama davvero una cosa quando si riconosce la sua natura e il suo fine ultimo»

«“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. È questa la menzogna su cui si fonda la recente sentenza della Corte Suprema americana». Spiegando il verdetto federale che ha fatto dei rapporti omosessuali un diritto costituzionale pari al matrimonio, Anthony Esolen, fra i traduttori inglesi più noti della Divina Commedia di Dante Alighieri e professore di letteratura inglese al Providence College di Rhode Island, non può che tornare «all’inganno antico di cui parla Francesca nel canto V dell’Inferno».

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Non furono secoli bui! La Divina Commedia

260px-Dante03C’è chi ritiene che quelli del Medioevo siano stati secoli bui. La Divina Commedia, da sola, da sola basterebbe a svergognarlo. Ecco la preghiera di San Bernardo alla Vergine. Da sola basterebbe per rappresentare la Divina Commedia, Da sola:

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.

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