Tolti i rami secchi si vede di nuovo il cielo.

Riportiamo questo bel commento di don Marco Pozza, un prete appassionato, al Vangelo di domenica scorsa per il Rito Romano.

E’ perché apre il cuore, perché ci parla di potatura, di ferite provocate dalla potatura. E  richiama alla mente Michelangelo, scultore, che affermava che la scultura, un capolavoro, si fa” per via di levare “ e non per via di porre“.

Il primo uomo, nella Scrittura, fu un agricoltore. D’allora, finora, l’agricoltura è mestiere sacro: la nobiltà riposa sulla terra. Una vigna che si snoda sul dorso di una collina, tra tutti i panorami possibili, è uno spettacolo della natura. La vigna, saccheggiata dalla vendemmia, appare ancora più intrigante: «Amo la stanca stagione che ha già vendemmiato – scrive Vincenzo Cardarelli -. Niente più mi somiglia, nulla più mi consola, di Continua a leggere

Funziono solo cinquanta minuti alla settimana.

E’ da troppo che non ci occupiamo di don Marco Pozza. A dire il vero è da troppo tempo che non gli permettiamo di occuparci di noi. Io lo definisco grande! Un po’ come don Mario Delpini, amico del Bar da “tempi non sospetti” e nuovo arcivescovo di Milano: l’umiltà è segno della sua statura. 🙂 Propongo agli amici di leggere la riflessione, e fino in fondo, per almeno due motivi: è Dio che ci fa. E anche perché il nostro desiderio vuole sacerdoti onnipotenti 24 ore su 24. Purtroppo, anzi per fortuna sono grandi, appunto e grazie a Dio, cinquanta, QUEI CINQUANTA MINUTI alla settimana. Ci pare poco? E noi, poveri, quanto tempo possiamo dire di funzionare?

 

Ammetto, senza vergogna, che il Demonio da qualche settimana mi sta tentando seriamente. Sia ben chiaro questo: tra noi due sono anni che la sfida è aperta, da lavori-in-corso. A volte è lui a vincere una battaglia, altre volte sono io a scansare le sue mostruose seduzioni: non è vittoria la mia, semplicemente gli impedisco di vincere facilmente. Comunque mica poco come risultato. Il fatto è che, togliete per un attimo (solamente per un attimo, però!) Cristo, ciò che rimane è un dato di fatto: Lucifero è rimasto il solo compagno di viaggio che Continua a leggere

Goethe a Casamicciola: l’imprevisto è la legge di Dio

Ti hanno donato vita, tu proteggerai sempre la vita-in-emergenza. Nel titolo del Meeting che si è appena concluso, la chiave del miracolo di Ischia.

Anche don MARCO POZZA, che ospitiamo ancora al Bar grazie all’articolo odierno su Il Sussidiario, non è Ciellino. Ma ha portato la sua testimonianza di “prete di frontiera” al Meeting di Rimini. Anche Lui è stato colpito dal tema di quest’anno, e continua a lavorarci su confrontandolo con la nostra realtà. Come quella del più recente terremoto ad Ischia. Io aggiungo che le parole di Goethe non siano altro che la parafrasi del “Fate questo in memoria di me.”

Soffre d’ingordigia, dalla notte dei tempi, quell’incivile bestia del terremoto. Puntuale sferra colpi d’aguzzino: è nottambulo, quando il mondo s’appisola per cercare di rimettere in sesto le membra stanche, i corpi appesantiti, i pensieri che il giorno ha lasciato stesi al sole. L’anno scorso è toccato ad Arquata del Tronto, Amatrice, Accumuli e dintorni. Quest’anno la sorte è caduta sull’isola, ad Ischia, zona Casamicciola. La trama è la stessa: l’imprevisto che s’annuncia, la terra a tremare sotto i piedi, le macerie dalle quali s’alzano vagiti di bambini, polveri del fumo, grida di silenzio. Per fisionomia il terremoto somiglia al Dio-cristiano: Continua a leggere

Due sguardi, il “punto infiammato” di una giornata di Meeting.

La gentilezza e la serietà di uno steward. “La mia prima volta al Meeting è tutta qui, nel peso di uno sguardo”. MARCO POZZA racconta la sua prima volta al Meeting di Rimini.

Chiuderà domani il Meeting di Rimini. Ci piace condividere, con questa lettera  a Il Sussidiario odierno di don Marco Pozza che stiamo imparando a conoscere, il clima che si respira nei padiglioni e persino nei corridoi, pure negli spazi esterni della Fiera. E’ il respiro stesso della Manifestazione. Davvero.

Caro direttore,
fregato da uno sguardo, sguardo-in-agguato: stregato da uno sguardo. La mia prima volta al Meeting è tutta qui, nel peso di uno sguardo. Gli organizzatori mi hanno invitato per portare la mia testimonianza: non ha nulla di speciale, ma è la più bella perché è mia, la mia storia. Che è una storia d’amore con l’umano, perchè prima è storia d’amore con Dio, sangue e refrigerio.

L’invito ufficiale era questo: quello reale si è annunciato nel viaggio di ritorno. Continua a leggere

Misericordia.

Dori: la smemorata disarmante della Pixar

 

Ancora “nei dintorni” della Festa dell’Assunta, ancora con don Marco Pozza parliamo di mamme, di Madre, e della Misericordia che ci usano, della pazienza che portano e della memoria che perdono.

Un po’ come la mia mamma. E allora… è bene che anch’io ricambi quella santa pazienza.

Che la mia mamma non stesse bene, me n’ero accorto tantissimo tempo fa. In tutti questi anni, però, non ne ho mai parlato con nessuno: per un senso di pudore, per una questione di delicatezza, per il fatto che non volevo assolutamente che si sentisse diversa dalle altre donne. Dentro di me, tuttavia, andavo dicendo: “Possibile che mio fratello non se ne accorga?” Me ne avesse anche solo accennato di sfuggita, avrei colto l’occasione per confidarmi con lui: per studiare assieme un modo per aiutarla. Invece nulla: per un sacco di mesi, per intere stagioni, per anni conteggiati in lustri. Poi, un giorno, Continua a leggere

Anche domani sarò la tua Mamma.

Vorrei condividere, in occasione della Festa della Madonna Assunta, questa lettera di una madre al figlio (*). E’ stata letta e salvata da don Marco Pozza sul muro di una cella di galera dove vive la sua missione. E’ una mamma che dona e che chiede.

Tamara de Lempicka “Madonna”

«Figlio mio, guardami. Sono sempre io, tua madre.
Ora mi vedi spenta, stanca, svuotata di energie e assente. Ma sono sempre io, colei che ti ha voluto con tutto il cuore e ti ha messo al mondo. Non guardarmi con disprezzo, gli anni passano per tutti e la vita non è clemente con nessuno.
Sono la donna che sempre ti ha protetto, che sempre ti ha amato e custodito nel suo cuore. Sono la donna che ha pianto per te, che la notte non ha dormito vegliandoti e che di giorno si è dedicata completamente a te: sono semplicemente la tua mamma.
Se un giorno guardandomi mi vedrai vecchia e svampita, se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi: abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Pazientemente e con immenso amore.
Un giorno scoprirai che, nonostante i miei errori, ho sempre voluto il meglio per te, che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po’ Continua a leggere