Contro il pensiero ateo lo Spirito vince.

cosmoErnest Naville confuta le pretese delle correnti materialiste: non sanno risolvere il problema dell’universo. (Lidia)

DARIO ANTISERI

Mentre il secolo scorso si era aperto con movimenti filosofici – si pensi al positivismo, al pragmatismo, al marxismo e al persistente idealismo – che pretendevano di cancellare ogni spazio del sacro e di estirpare la stessa possibilità della domanda di senso religioso della vita, il nostro secolo si è aperto con una acuta consapevolezza dei fallimenti teorici e politici degli ‘assoluti terrestri’. E questo nell’orizzonte di una riconquista razionale della idea di ‘contingenza umana’. Certo, la domanda sul senso religioso della vita Continua a leggere

Il Dio delle macerie.

L’articolo fresco di giornata che ci segnala Giordano, principe consorte di Lidia, è dirimente, con le sue argomentazioni, rispetto alla questione dell’autonomia delle cose del mondo rispetto a Dio. E la chiama col suo vero nome, senza giri di parole. Lo proponiamo alla libertà degli amici del Bar. Il mio contributo consiste nel riproporre la poesia dell’amico mons. Mario Delpini “Fino allo squarcio”. E’ come minimo pertinente.

 Il crocifisso ancora appeso dopo il crollo della chiesa di Sant’Egidio Abate a Cavezzo, Modena, nel 2012

Il crocifisso ancora appeso dopo il crollo della chiesa di Sant’Egidio Abate a Cavezzo, Modena, nel 2012.

PIERO VIETTI

La natura ci disprezza e il resto vien da sé. (The Zen Circus, “Canzone contro la natura”)

Dio è per noi rifugio e forza / aiuto sempre vicino nelle angosce. / Perciò non temiamo se trema la terra / se crollano i monti nel fondo del mare. (Salmo 45)

Dove era Dio, la notte del 24 agosto scorso, quando la terra del centro Italia ha cominciato a tremare, e sembrava non volesse più smettere? Dove era Dio, quando case, palazzi, paesi interi si sono sbriciolati, schiacciando sotto il peso delle pietre uomini, donne, anziani e bambini? Continua a leggere

Morte e umanità. Dov’è Dio e dov’è l’uomo.

Bouguereau

Interessante, ma l’importante è non dividersi, la prospettiva evidenziata dall’articolo che segue: Dio c’è sempre oppure il mondo “gode” di una propria autonomia; e in questo caso, allora, “dov’è l’uomo?”. Azzardo: in ultima analisi, l’interrogarsi su dove sia Dio e dove sia l’uomo potrebbero essere domande, non dico oziose, ma forse identiche…

“Molti cristiani oggi sono persuasi che il mondo abbia una propria autonomia da Dio, che siamo veramente liberi e che Dio non può costringerci né con il castigo né con il premio terreno e che quindi la vera domanda da porsi è “Dov’è l’uomo?”.

ENZO BIANCHI

Il giorno dei funerali delle vittime del terremoto è il momento in cui il dolore dei singoli assume una dimensione e una visibilità comunitaria, sociale. Nelle bare, che sono sempre troppe, insopportabilmente troppe, sono rinchiuse le speranze di chi è rimasto sotto le macerie e di chi da quelle macerie è uscito distrutto nei suoi sentimenti più cari.
In modo misterioso, i veri celebranti del rito funebre sono proprio i morti Continua a leggere

“Egli è qui!”

Il Campanile di Amatrice
Il Campanile di Amatrice

Mi scuso: ma insisto fondamentalmente per me…

“Quando ti senti solo cosa fai?

Lo cerchi.

Ti affidi al Crocefisso, come “quei muri appesi ai Crocefissi” in “Attimo”di Gianna Nannini.

E poi qualcuno ti indica che, se è vero che è risorto, è vero che è vivo.

E se è vero che è vivo, è vero che è qui. Sempre.

Come fai a non sperare?”

Proponiamo nuovamente il video “Egli è qui.”

A me ha fatto bene rivederlo.

“Tu dove stai?”

"Sia la Croce sorgente di forza e segreto di pace" Iscrizione nella chiesetta di S. Croce in Alassio
“Sia la Croce sorgente di forza e segreto di pace”
Iscrizione nella chiesetta di S. Croce in Alassio

“Lo diciamo tutti insieme a Dio: Signore tu parli, dici sempre le stesse cose, ma qui abbiamo perso tutto, ma Tu dove stai?Sembra – ha proseguito il vescovo D’Ercole – che “apparentemente non abbiamo ricevuto risposta ma appena si va a guardare si scorge, dietro la polvere, che il terremoto con la sua violenza può togliere tutto tranne una cosa: il coraggio della fede. E queste “non sono le solite parole convenzionali che noi preti diciamo, sono una scialuppa di salvataggio per chi si trova nel mare in tempesta, senza questa sorgente di fede saremmo in un lastrico di miseria abbandonato da Dio, perché oggi i riflettori sono accesi domani si spegneranno“.