Dalle elezioni un bel “ciaone” ai cristiani del PD

Che bello, amici! Che bello! E’ finito!!!!!!!!!!!!!!!!!

Finalmente Domenica 4 Marzo è svanito il sogno dei nostri fratelli in Cristo che hanno creduto di poter fare politica nel Partito Democratico.

Liquidato (con un “ciaone”) il leader “boy scout”, che ambiva a rifondare la DC sulla sponda sbagliata del Parlamento.

Liquidate le varie suore laiche e i tanti “cristiani adulti” utili a votare PACS e divorzio breve, a girotondare attorno a bandiere arcobaleno, a mostrarsi orgogliosi del proprio collare progressista in trasmissioni inneggianti a qualsivoglia libertà e diritto.

Liquidato anche il refrain del finto buon samaritano: “io questa cosa non la voglio per me ma siccome è importante per te ti aiuto a ottenerla”. Continua a leggere

Lettera aperta di padre Maurizio Botta a Mario Adinolfi.

Riprendo dal Blog di Costanza Miriano questo post per un unico motivo. Stimo un sacerdote, una giornalista-mamma e un politico-giornalista. Si tratta rispettivamente di Padre Maurizio Botta che scrive, Costanza Miriano e Mario Adinolfi. Qui si parla di POPOLO DELLA FAMIGLIA. Mi permetto di proporlo alla benevolenza degli amici del Bar, nel rispetto delle opinioni personali di ciascuno. QUI il post originale

Caro Mario,

tu ormai un po’ mi conosci, sai che come sacerdote desidero al di sopra di tutto che le persone trovino Gesù e quando la loro coscienza non è rettamente formata esulto nel vedere che accettino di aprirsi e confrontarsi con il Catechismo e il Magistero della Chiesa. Questo mi accade ogni giorno ed è per me prezioso. Mi stanno a cuore tutte le anime e la fede in Gesù verrà sempre prima di ogni appartenenza politica. Per questo motivo ho sempre il timore che qualcuno possa, seppur per un lecito e doveroso ragionamento politico, rimanere scandalizzato.

Conosco bene i limiti che il mio essere sacerdote mi impone. Ma su questo punto ho assistito, in anni più o meno passati, a interventi pubblici di uomini di Chiesa così forti, da non riuscire a non sorridere per l’indignazione di alcuni davanti a un appello umile con cui 200 sacerdoti, religiosi e religiose hanno voluto sostenerti. Dice un proverbio: vino e sdegno rendono manifesto ogni disegno.

La mia è una lettera pubblica di un amico che incoraggia un amico. Anzi, che sente il bisogno di dire alcune verità mai dette sull’uomo Mario Adinolfi.

Non penso tu sia un santo, ma sicuramente molto migliore di tanti più magri e pettinati. Ho imparato a conoscere anche Continua a leggere

Satiri-tera…

Si presenta

un Boy Scout

come

leader del

Cattolico

Adulto*.

* (…) Il termine “cattolico adulto” racchiude una profonda superbia. Esprime l’idea di un cattolico migliore e più evoluto degli altri, che sarebbero rimasti bambini. Il cattolico adulto pensa: “Sono io che ho capito tutto. Gli altri sono solo dei bigotti attaccati alle loro stupide devozioni”.

I cattolici adulti credono in una specie di religione “fai da te”. Rifiutano Continua a leggere

Delpini scrive ai 18enni e al Foglio non va giù.

Intenso dibattito in Diocesi, attorno agli articoli critici pubblicati dopo che l’Arcivescovo Delpini ha indirizzato la sua lettera ai 18enni che si accingono a votare per la prima volta.

Ce ne informa la nostra ineffabile Silvia, l’esperta in comunicazione per il B’sB, curatrice del sito  Parrocchia Regina Pacis di Saronno e collaboratrice della Diocesi di Milano.

Propone, perché ce ne possiamo rendere conto, la lettura del seguente articolo, davvero livoroso, di CAMILLO LANGONE, pubblicato su Il Foglio del 23 gennaio scorso.

Le elezioni sono parte della realtà e la realtà ci interessa tutta, con la possibilità di Bene, in questo caso Bene Comune, che potrebbe e dovrebbe favorire. Monsignor Delpini non è né un Prefetto né il Presidente della Repubblica ma non per questo sarà relegato in Sacrestia!

foto La Presse

Ma come parli, arcivescovo?

L’arcivescovo di Milano esorta i giovani ad andare a votare. Come fosse un presidente della Repubblica o un prefetto.
 
Ma come parli, arcivescovo? Monsignor Delpini, arcivescovo di Milano, perché scrivi ai diciottenni una lettera di esortazione al voto? Non sei il presidente della Repubblica, non sei nemmeno il sindaco o il prefetto: se credi che un diciottenne ti possa dar retta dovresti esortarlo ad andare a Messa. “Si merita di più ascoltando devotamente una Santa Messa che a pellegrinare per tutta la terra”, disse San Bernardo, tu invece credi nel pellegrinaggio al seggio elettorale: ma questa cosa è religione civile, è Rousseau, è idolatria… E perché caspita hai citato Pericle come maestro da seguire? Pericle era un demagogo, un guerrafondaio e soprattutto un pagano, mentre noi crediamo in Cristo (che nella tua lettera non appare mai). Del politico greco citi un discorso particolarmente balordo, in cui si giudica inutile chi non si occupa degli affari pubblici: dunque i monaci eremiti e le suore di clausura sono inutili? Parli di “diritto-dovere di votare”: dunque sei un adoratore del vitello di carta, dell’articolo 48 che definisce il voto un “dovere civico”? Io, da cattolico, alla Costituzione antepongo il Vangelo e i miei doveri si chiamano precetti: nel Catechismo ce ne sono cinque e nessuno ha a che fare con la politica. Parli come Talleyrand, Monsignor Delpini, come quei vescovi cosiddetti costituzionali che durante la rivoluzione francese scelsero di servire lo stato anziché la Chiesa. Ma loro avevano un’attenuante: chi non giurava fedeltà alla Costituzione repubblicana rischiava la testa. Tu invece quale attenuante hai, Monsignore?

Delpini scrive ai diciottenni: «Giovani al primo voto, partecipate».

Stemma episcopale di mons. Delpini

Proponiamo, pubblicato oggi sul sito della Chiesa di Milano a cura di Pino NARDI, questo articolo interessante, ancora, sul tema delle elezioni. La recensione ci è giunta dalla nostra Silvia. E la ringraziamo. QUI Il testo integrale della lettera dell’Arcivescovo ai 18enni.

L’Arcivescovo rivolge l’appello a non disertare le urne alle prossime elezioni: «La politica è responsabilità per il bene comune e per il futuro del Paese. È necessario che le cose cambino, e chi può avviare un cambiamento se non voi? Con l’astensionismo non si cambia niente»

«Vorrei che per tutti il compimento dei 18 anni fosse una festa: nessuno si lasci convincere da quelli che dicono che non c’è niente da festeggiare! La festa che propongo, la festa alla quale invito è quella che celebra la bellezza della vita e si assume la responsabilità di renderla bella, per sé e per Continua a leggere

La politica dimensione essenziale della convivenza civile.

Ambrogio Lorenzetti “Allegoria del Buon Governo” (part.) 1337-40, Palazzo Pubblico, Siena
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Nel discorso in Piazza del Popolo a Cesena, il 1° ottobre 2017, papa Francesco ha offerto un punto di vista sulla politica che riteniamo decisivo per affrontare la prossima scadenza elettorale. Lo proponiamo a tutti come una ipotesi di lavoro, che ciascuno può verificare nell’incontro e nel dialogo con chiunque. (dal sito “Clonline” – 18/01/2018)

Grazie a Gemma e a don Fabio C. per la segnalazione.

La piazza è un luogo emblematico, dove le aspirazioni dei singoli si confrontano con le esigenze, le aspettative e i sogni dell’intera cittadinanza; dove i gruppi particolari prendono coscienza che i loro desideri vanno armonizzati con quelli della collettività. Io direi – permettetemi l’immagine –: in questa piazza si “impasta” il bene comune di tutti, qui si lavora per il bene comune di tutti. Questa armonizzazione dei desideri propri con quelli della comunità fa il bene comune. In questa Continua a leggere

Con le nozze gay i socialisti, in Francia, hanno perso il voto islamico

scivoloElezioni

in Francia (2)

Strade

sdrucciolevoli…

Giuliano Guzzo

musulmani

La sconfitta, ai ballottaggi, del Front National guidato dalle Le Pen ha fatto tirare un forte sospiro di sollievo – non solo in Francia – a molti, forse troppi se si considera quello che risulta in ogni caso

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Possiamo non dirci cristiani? Certo che sì!

foto_7Oggi ho ricevuto da un carissimo amico questo comunicato della giunta saronnese. E mi sono sentito un po’ stilita.

Non sapete chi sono gli stiliti? Gente simpatica! Accade che tra il IV e il V secolo il Cristianesimo passi da essere motivo di condanna a morte a religione di stato. Un gruppo di cristiani non ci sta. E sceglie la via del martirio volontario. Monaci nel deserto che trascorrono la vita in cima a una colonna, contestando l’opportunismo di chi il giorno prima è carnefice e il giorno dopo si fa strenuo baluardo. Santi asceti, che scagliano le proprie feci addosso a chi si avvicina per curiosare.

Ecco, di fronte all’equilibrismo del testo “Possiamo non dirci cristiani?” provo lo stesso smarrimento piccato. E mi viene una gran voglia di issarmi su di una colonna.

Lo scritto è un’evidente (e subdola) captatio benevolentiae pre-elettorale.

Il titolo ammicca a noi cattolici e il contenuto dello scritto è abilmente cosparso di fumo. Continua a leggere