Indegni, ma invitati alla Mensa!

Daniele_da_Volterra_001Egli s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.

(1 Re 19, 4-8)

Pane e acqua, doni dell’Angelo. Cibo disceso dal cielo, che sostiene il cammino di Elia. Una prefigurazione dell’Eucarestia, principale nutrimento della “dieta” cristiana.

Ma chi è il profeta che riceva questo esclusivo regalo? Un puro? Un santo?

L’Elia fotografato da questo frammento di Antico Testamento è un uomo deluso. Disilluso. Stanco. Terrorizzato.

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Il mio cammino è fuga o pellegrinaggio?

EliaSolo due parole sull’incontro di Quaresima tenuto il 13 marzo nella chiesa di san Giuseppe. A tema 1 RE 19,1-18. Gezabele, che aveva sposato il re Acab, lo convinse a disconoscere il Dio dei Giudei per venerare un idolo. Il capitolo precedente aveva visto Elia sfidare e sconfiggere i falsi profeti e dimostrare che il vero Dio è il Dio di Jahvè. Ma Gezabele lo minaccia di morte: la vita di Elia diventa una fuga. L’uomo più straordinario fallisce totalmente quando è lasciato alle sue proprie risorse. Non rimane ad Elia che la disperazione; la sua vita diventa una fuga.

Quando noi stiamo camminando procediamo verso qualcosa o fuggiamo da qualcosa? Esempio di don Ivano: ci sposiamo perché investiamo la nostra vita in una vera vocazione o perché temiamo la solitudine?

Inoltrato nel deserto si addormenta ora sotto un ginepro. Il sonno è simbolica espressione di Dio oppure, al contrario e in questo caso, luogo dell’abbandono alla tristezza.  Ecco che il Signore soccorre: offre del cibo e lo fa con un di più di attenzione. Continua a leggere