Schegge: omelia don Fabio. IV domenica di Pasqua.

"The last Supper" da Jesus Christ Superstar
“The last Supper” da Jesus Christ Superstar

Dopo aver ricordato che la prossima settimana i bambini di quarta elementare riceveranno  la Prima santa Comunione, ricordiamo che si tratta di ricevere il vero corpo e il vero sangue di Gesù Cristo, dobbiamo sapere che la preoccupazione di Dio, di Gesù, con l’Eucaristia è di fare comunione, unità tra le persone. “Io – dice Gesù – sono contento quando vi amate l’uno con l’altro.” La stessa preoccupazione del nostro Papa, Continua a leggere

“Non torneremo da Erode”*. Schegge di don Fabio Coppini.

Gentile da Fabriano "Adorazione dei Magi" 1423 - agli Uffizi. (part.)
Gentile da Fabriano “Adorazione dei Magi” 1423 – agli Uffizi. (part.)

Epifania è la Manifestazione di Gesù.

Ma anche i Re Magi sono importanti e noi ci scambiamo i regali a Natale proprio perché 2000 anni fa questi 3 uomini hanno portato i doni a Gesù. Noi ci siamo accorti che dopo Natale i regali, i giochi, il ricordo delle feste non ci bastano già più. Il nostro cuore attende Qualcosa di più grande, non si accontenta mai: così era il cuore dei Magi. Anch’essi hanno cercato ciò che è infinito: Dio. E mentre lo facevano hanno incontrato SE STESSI! La Verità di sé, ciò che sono veramente, ed erano pieni di gioia.

Ma che nesso esiste tra i doni consegnati a Gesù allora e lo scambiarceli adesso? Continua a leggere

Indegni, ma invitati alla Mensa!

Daniele_da_Volterra_001Egli s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.

(1 Re 19, 4-8)

Pane e acqua, doni dell’Angelo. Cibo disceso dal cielo, che sostiene il cammino di Elia. Una prefigurazione dell’Eucarestia, principale nutrimento della “dieta” cristiana.

Ma chi è il profeta che riceva questo esclusivo regalo? Un puro? Un santo?

L’Elia fotografato da questo frammento di Antico Testamento è un uomo deluso. Disilluso. Stanco. Terrorizzato.

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IV Domenica dopo il Martirio di San Giovanni Battista: omelia

paneAlzati, mangia!. Questo imperativo è tutto per la vita. Il contesto è quello di Elia, seduto sotto una ginestra, deluso dalla vita e trapassato da un desiderio difficile:

Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri.

Elia vive un momento di profondo scoraggiamento. E a volte capita anche a noi, quando ci sembra che non c’è più nulla di buono nella storia, quando il cammino si fa incerto e i problemi sembrano più grandi delle nostre spalle.

E ci sentiamo condannati, presi di mira, stretti e indifesi. E magari anche noi rannicchiati da qualche parte a dire Signore, basta! Non ce la faccio più, sono stanco!

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Ma dov’era Tommaso? Don Giacomo Rossi.

Caravaggio - Incredulità di San Tommaso
Caravaggio – Incredulità di San Tommaso

 

 

Il contributo di una bella omelia del Tempo di Pasqua dall’amico della Repax don Giacomo Rossi.

…”Questo è il cristianesimo: incontro con persone nelle quali uno riconosce qualcosa di grande, riconosce l’impronta unica e inconfondibile di quell’uomo Gesù. Là dove riconosci persone afferrate da Dio, allora riconosci Cristo e dove, pur nella tua miseria, sai di essere stato afferrato e affascinato anche tu da Lui. E’ necessario ritornare a questo che significa ritornare alla Chiesa, alle amicizie nella loro verità.

Bisogna lasciarsi coinvolgere in un incontro, accettare di essere conosciuti e coinvolti in profondità e verità: nella tua parrocchia, con degli amici, in un movimento, con un prete amico, con alcune persone… Altrimenti siamo come Tommaso: sempre altrove nei momenti decisivi. Il momento decisivo è l’amicizia cristiana, il ritrovo dei dodici. Se sei disponibile a farti conoscere, allora scopri che il Signore entra anche a porte chiuse… Ma non si può venire a Messa pensando di portarsi via qualcosa senza accettare di essere coinvolti, senza pensare di dover poi conoscere qualcuno… A volte tra noi si ha l’impressione che si prende la Messa come fosse una scaramanzia, perché manca la disponibilità a un incontro reale. Ma se manca questo, non è più la cena del Signore, la memoria di Lui nella storia di un pane condiviso, ed è sì un rito magico dove il Signore non c’è. Se è così, come Tommaso, dobbiamo ancora aspettare di incontrarlo.”