Servi della morte.

Berlicche

Dove sono tutti gli strenui difensori della libertà? Dove sono quelli che “la volontà del paziente prima di tutto”, nel caso di Alfie Evans, come in quello precedente di Charlie Gard o dei tanti altri che non hanno conquistato l’onore delle cronache perché i protagonisti sono stati schiacciati o la censura e la disinformazione hanno impedito di conoscerli?

Non si sentono. Il loro silenzio è però più eloquente dei fiumi di parole che ci hanno riversato addosso in altri casi. Rivelatore.
Le loro battaglie di libertà non sono al servizio di un signore qualsiasi.
La battaglia per la libertà di “morire con dignità”, al servizio della morte.
La battaglia per la “libertà di decidere della donna” di uccidere il proprio figlio, al servizio della morte.
La battaglia per la libertà delle droghe, al servizio della morte.
E non di una morte qualsiasi. Della morte procurata, della morte innaturale.

Quello lo…

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Alfie Evans: sospesa la sentenza che autorizza l’ospedale a interrompere i trattamenti. Lunedì i genitori in tribunale.

QUI dal sito SIR la bellissima notizia.

“È uno schiaffo alla ragione umana e una ferita alla coscienza, e segna una pagina tristissima della giurisprudenza che ci riporta a vicende del passato nefaste e irripetibili, l’affermazione che la vita di un bambino malato sia ‘inutile’. Ed è quindi con soddisfazione che accogliamo la notizia della sospensione della sentenza che avrebbe portato Alfie Evans alla morte”. Questo il commento di don Roberto Colombo, docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma) e membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita (Città del Vaticano) sulle ultime notizie concernenti la vicenda del bambino britannico al centro di un contenzioso giudiziario tra i genitori e l’ospedale dove è in cura.

Tom e Kate porteranno via Alfie.

NEI COMMENTI GLI AGGIORNAMENTI MINUTO PER MINUTO.

il blog di Costanza Miriano

Tom e Kate hanno tentato di poratare via Alfie dall’ospedale con una Equipe medica e un aereo pronti a portare Alfie in Italia. 
La polizia li ha bloccati. 
Gente è accorsa in loro aiuto.

In un video  spiega: «Sono qui con Alfie…ho un documento del Christian Legal Center, dice che ho il diritto di portare fuori dall’ospedale mio figlio». Ma «non mi fanno uscire da qui…Stanno chiamando la polizia». Fuori c’è già l’aereo pronto per portare Alfie l’Italia.DanTEuHX4AA5nZa

Intanto si era radunata una folla sempre più numerosa. Dopo un  braccio di ferro tra l’avvocato della famiglia Evans e i servizi sociali l’Alder (l’ospedale) è stato sollevato dal dovere di cura e  il compito di prestare attenzione medica è assegnato…

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E’ una pena. Di morte.

I giovanissimi genitori di Alfie Evans.

Liverpool. «La vita di Alfie è inutile»: il giudice ordina di staccare la spina.

Il piccolo ha due anni e soffre di una grave malattia degenerativa del sistema nervoso. I macchinari potrebbero essere spenti presto.

SILVIA GUZZETTI Avvenire, 11 aprile 2018

È stato l’ennesimo giudice dell’Alta Corte di Londra Anthony Paul Hayden a dire la parola fine alla vita di Alfie Evans, il piccolo che non ha neppure due anni ed è affetto da una malattia degenerativa del sistema nervoso.

La spina dei macchinari verrà staccata presto, forse anche domani, giovedì, ma nessuno che era presente alla dura sentenza di morte può dire il giorno e l’ora. La legge ha deciso così per proteggere i medici e gli infermieri dell’Alder Hey Children Hospital di Liverpool Continua a leggere

Inghilterra, bimbo di due anni in coma per un tumore si sveglia mentre i genitori stanno staccando la spina

Dedico questo post all’amico che definiva “criminale” l’atteggiamento dei genitori di Isaiah Hastrup che, sempre nella civilissima Inghilterra, si sono strenuamente, e invano, opposti all’omicidio decretato dall’Alta Corte.

Una casa sulla roccia

Dylan Askin non aveva più speranze: colpito a soli due anni da una forma rarissima di cancro, l’istiocitosi polmonare a cellule di Langerhans, giaceva ormai da mesi nel suo letto d’ospedale senza più forze, senza che i suoi polmoni riuscissero a riprendersi, con la vita appesa ai macchinari che continuavano a farlo respirare.

Dopo settimane d’angoscia, i genitori Mike e Kerry, 36 e 29 anni, d’accordo con i medici del Queens Medical Hospital di Nottingham che non davano più al piccolo alcuna chance di sopravvivenza, presero la decisione straziante di staccare la spina. Il 25 marzo del 2016, nel giorno del Venerdì Santo, lo fecero battezzare davanti a tutti i parenti accorsi in ospedale per l’ultimo saluto e dettero il consenso per bloccare il supporto vitale. Era tutto pronto per avviare la procedura e i medici avevano già cominciato a sedarlo quando, con un insperato e inspiegabile colpo di coda…

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Un importante e autorevole contributo sulla vicenda Alfie Evans.

De Zurbaran “Agnus Dei”

L’ETERE COSTA:

L’EUTANASIA NON E’

ARGOMENTO DA TIGGI’.

 

Grazie Costanza.

il blog di Costanza Miriano

In Inghilterra si è deciso che quando un bambino è malato molto gravemente e non può guarire, gli si sospendono idratazione e nutrizione, perché la sua vita “non è degna”. Così Charlie è stato ucciso. Così  Isaiah è stato ucciso. Per Alfie il giudice ha decretato la stessa fine, negando la possibilità che venga trasferito al Bambin Gesù, dove non lo avrebbero guarito, no, ma lo avrebbero curato fino alla fine (posso dire di essere orgogliosa che ci sia un ospedale così, in Italia, grazie alla Chiesa?). 

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BREXIT.

È il 6 febbraio 1943. Il dottor Ernst Illing, psichiatra responsabile di un ospedale del Terzo Reich, scrive ai genitori di un bambino ricoverato:

«Devo comunicarvi il mio rammarico nell’informarvi che il bambino è morto il 22 gennaio 1943 per infiammazione delle vie respiratorie… Egli non aveva fatto alcun tipo di progresso durante il suo soggiorno qui. Il bambino non sarebbe certamente mai diventato utile alla società ed avrebbe anzi avuto bisogno di cure per tutta la vita. Siate confortati dal fatto che il vostro bambino ha avuto una dolce morte».

Nella Germania nazista più di 5000 bambini e adolescenti con disabilità fisica o disturbi mentali furono uccisi in reparti speciali, come quello del dottor Illing.

Dopo una prima fase, atrocemente “limitata” ai malati inguaribili, si passò alla mattanza: anni di eutanasia selvaggia che coinvolsero dai portatori di malattie ereditarie anche non gravi a semplici malati di broncopolmonite, dai neonati deboli agli anziani fragili. Un mantra attraversava il cielo della Germania: “vita indegna di essere vissuta” (lebensunwertes Leben). Oggi, mentre il piccolo Charlie Gard… QUI l’articolo completo.

di Giacomo Bertoni

fonte: Il Blog di Costanza Miriano 29/7/2017

 

Choc in Belgio, eutanasia su un minore.

falsi-profeti

Choc. Ancora in Belgio.

E non è da addebitare al terrorismo. E non è da addebitare al terrorismo islamico. E forse non è percepito nemmeno come vero e proprio choc. Né in Belgio né altrove.

Noi ancora una volta, choccati, provocatoriamente torniamo a chiederci: “Quante gole ha tagliato l’Isis?”

Povero, compianto, re Baldovino che abdicò per non firmare la legge sull’aborto…  (Leggi qui)

Un paziente terminale, la sua volontà di accelerare la fine, il consenso di chi gli è più caro, il via libera dei medici: lo vuole, lo vogliono tutti, soffre troppo, perché non praticargli l’iniezione letale? È l’eutanasia nella formula prevista dalla legge belga (e di quella di Olanda e Lussemburgo), con la differenza che questa volta è stata praticata su un minorenne. Non se ne conosce l’età e il nome, ma solo che Continua a leggere