Fabrice Hadjadj: la Carità.

Cassius Clay – George Foreman

Diamo oggi la dignità di post alla citazione di ieri nell’articolo di Dantonia sul Beato Piergiorgio Frassati: Fabrice Hadjadj afferma che “L’amore più profondo implica una dimensione tattile… Vicino o lontano sono determinazioni del tatto, più che della vista e dell’udito: posso vedere o udire una cosa a distanza, essa mi è vicina solo quando posso raggiungerla o esserne raggiunto. Il prossimo è Edmond, che ho voglia di schiaffeggiare o Roland che ha l’alito pesante. Niente a che fare con l’amore per l’umanità o la difesa dei diritti dell’uomo, che conducono a lotte igieniche e inoffensive. La filantropia si accontenta di una foto e manda un assegno; la carità esige la prossimità fino al pugilato”.

Pensando alla santità come vita eterna. Niente di meno.

fonte: Shutterstock

“Quando mi avvertiranno che alla fine del mondo non manca che un solo anno, non rinuncerò ad amare mia moglie, ad avere con lei un altro bambino, a fare scoprire agli altri miei cinque figli la poesia di Dante…
Perché so che questa vita non serve per avere un futuro ma perché ciascuno abbia la vita eterna”

– Fabrice Hadjadj –
fonte: “L’Osservatore Romano“, 4 marzo 2011

Il ‘desiderio di cose grandi’

PassionBukowski-838x629Ecco ciò che vive, ecco chi è Hadjadj:
“Ci tocca scegliere tra una liquidazione tecnica e una vita offerta. Non c’è alternativa: darsi la morte o donare la vita per ciò che ne vale la pena”.

Una casa sulla roccia

Hadjadj
“Il cristianesimo non è una serie di norme soffocanti, è al contrario il ‘desiderio di cose grandi’, talmente grandi che superano la capacità umana. Per accoglierle bisogna accettare di essere dilatati, di essere persino squarciati.”

Fabrice Hadjadj

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