Facce da italiani. Manuel Bortuzzo.

La testimonianza di un Uomo attaccato alla vita.

Quanto gli rimane è infinitamente più grande di ciò che gli hanno preso. La fede su cui evidentemente ma senza ostentazione poggia la sua famiglia è qualcosa di cui non  può essere defraudato.

Perché posso dire “mio” solo di Colui a cui appartengo…

 

Giulia Michelini ha scelto per la vita.

Facce da Italiani.

Bella, in carriera e “pro life”. Senza compromessi. Grazie Giulia!

Una casa sulla roccia

L’attrice Giulia Michelini, nota ai più per il ruolo interpretato in Squadra antimafia, ha rilasciato una forte dichiarazione in favore della vita, raccontando la sua storia di ragazza madre. Una testimonianza controcorrente, che di certo è una buona notizia!

Questi i fatti. Napoletana d’origine, a diciannove anni Giulia Michelini si trovava a Roma e aveva una relazione con un uomo di otto anni più grande di lei. Tutto sembrava andare bene, vedeva il successo a portata di mano e aveva in mano la sua vita come ogni ragazza appena maggiorenne desidererebbe che fosse, in quell’impeto adolescenziale che molto ha di fantasioso e poco di reale.

Un giorno, però, Giulia scopre che una nuova vita ha preso corpo dentro di lei. La sua famiglia le spinge verso l’aborto e lei stessa sa che la relazione con il padre del bambino non è destinata a durare. Anche le altre persone attorno a lei le dicono che «un figlio…

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Fiori per il giudice Livatino, mite guerriero che combatteva la mafia.

Facce da Italiani è una delle nostre rubriche. Oggi ci fregiamo di ospitare al Bar il giudice Bambino. Parliamo di Rosario Livatino. Un credente credibile. E Servo di Dio.

Grazie a MARINA CORRADI che lo ha commemorato il 21 scorso  dalle colonne di Avvenire.

Caro Avvenire,
due giovani sposi agrigentini, Angela Guarraggi e Gianluca Volpe, al termine del loro matrimonio, celebrato nella chiesa Sant’Alfonso di Agrigento il 13 ottobre, hanno voluto affidare il loro bouquet di fiori, che generalmente gli sposi conservano gelosamente tra i ricordi, a un amico con una preghiera: «Deporli per loro sulla stele del Giudice Rosario Livatino». Alberto, questo il nome dell’amico, ha esaudito il desiderio di Angela e Gianluca e commentando il gesto mi ha detto che «appena mi hanno chiesto di deporre il loro bouquet sulla stele del giudice, a stento ho trattenuto la commozione: è stato un gesto di speranza bellissimo».  A me, caro direttore, piace leggerlo come un gesto di riconoscimento e gratitudine verso un giudice e testimone credibile che ha lasciato certamente un vuoto nella magistratura, ma continua ad essere luce per tanti. Questo gesto mi ha fatto ritornare alla memoria quanto a tre anni dall’omicidio, monsignor Carmelo Ferraro, vescovo di Agrigento, si chiedeva: «Come mai la figura di Livatino esercita un così irresistibile fascino nelle giovani generazioni e non solo?». «Gli assassini, senza saperlo – concludeva –, anziché spegnere quella luce, hanno acceso un’enorme fiaccola», alla cui luce anche Gianluca e Angela camminano. Mi sento di dire, attraverso le colonne di Avvenire, un grande grazie ad Angela e Gianluca.

Don Carmelo Petrone direttore di “L’Amico del Popolo” Agrigento

Il 21 settembre 1990 alle 8 e 30 il giudice Rosario Livatino come ogni giorno sta recandosi da Canicattì, dove vive, al Tribunale di Agrigento. Sulla Statale 640 viene inseguito e raggiunto da un commando di sicari che lo incalzano per i campi. L’ultimo colpo è di lupara, a sigillare l’esecuzione. Rosario Livatino non aveva ancora compiuto 39 anni. Fin da ragazzo molto studioso, fervente cristiano, impegnato nell’Azione Cattolica, era entrato giovanissimo in Magistratura. I suoi colleghi si erano abituati a vedere sulla sua scrivania un Continua a leggere

Facce da italiani. Arisa.

Proponiamo un buon post, non proprio recente, del blog amico di Giuliano Guzzo. Ci parla della brava Arisa.

Giuliano Guzzo

arisa

Mi pare che Controvento, anche se vittoriosa, non sia al livello de La notte, la sua canzone sanremese dell’altr’anno. Preciso di non essere un esperto, ma credo che sulla differenza qualitativa fra i due brani ci sia poco da discutere. Eppure

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Facce da italiani. Laura Biagiotti.

PAOLA BELLETTI

Anche noi ricordiamo con Lavinia le promesse di Cristo, per lei e per noi.

Su Wikipedia le date, alle 10 di stamattina, erano già state aggiornate.

Laura Biagiotti nasce il 4 agosto del 1943 e muore il 26 maggio del 2017. A Roma.

Il 26 maggio 2017 è oggi (ieri, per chi legge). A leggerlo come data di morte sembra sia già passato tanto, tantissimo tempo. Ora, per chi la amava, lo scorrere delle ore parrà un’ingiustizia, un imperterrito, noncurante susseguirsi di circostanze, liti, sorrisi, discorsi, scooter a zigzag nel traffico, urla, risate, tazzine di caffè, affari, sconfitte, film al cinema… Tutto prosegue senza Laura.

Stamattina ho ascoltato alla S. Messa il brano del Vangelo di Giovanni (Capitolo 14) Continua a leggere

Facce da italiani. Luigi Calabresi.

Ucciso il 17 maggio 1972.

… era disarmato. Era disarmato per scelta. Lui disse, per due motivi: “il primo è che tanto non avranno il coraggio di spararmi guardandomi negli occhi, mi spareranno alle spalle.

E il secondo è perché se io per caso mi accorgessi che qualcuno sta per spararmi non voglio avere la possibilità di sparare per primo e di ammazzare qualcuno.”

Dal racconto del figlio Mario.

fonte: Radio 24 – Mix 24 di Giovanni Minoli

Ascolta l’intero programma LUIGI CALABRESI: STORIA DI UN COMMISSARIO QUI