Si vuole forse la selezione della specie? (2) Ragionevole o ragionatore?

bambinoBimbo nato senza gambe a Parma – 2^ parte.

Abbiamo recensito l’articolo riguardante la prima parte qui.

Proviamo a seguire il “filo del ragionamento”: dove ci vuole condurre il pensiero unico? Ma con una premessa: che differenza esiste tra ragionevole e ragionatore?

Ragionatore è anche colui che fa uso della ragione a torto, e che o per una debolezza del pensiero o per una falsa sottigliezza, o per vendicarsi di una smentita, o per mettere in sacco l’esperienza o l’evidenza, sostituisce alla verità, con il gioco del ragionamento, l’apparenza della ragione. Al contrario, il ragionevole designa l’essere che sottomette la ragione all’esperienza, e in particolare colui che, nell’ordine della condotta e della morale, non cerca affatto di costruirsi un sistema per giustificarsi, quanto piuttosto di trovare la misura della verità, proporzionata alla condizione umana. (Guitton, Arte nuova di pensare, Roma)

Sì. Perché sembra filare tutto liscio fino alla penultima frase dell’articolo. Qui viene tesa, subdola, una trappola. Il medico, oggi come allora ha fallito una diagnosi prenatale. D’accordo: molto grave. Ma grave perché? Non ha messo sull’avviso in tempo utile, oggi come allora, i genitori. Che avrebbero potuto abortire il bambino da loro concepito. D’accordo la legge lo permette. Ma dove sta acquattata l’insidia dell’ideologia dominante? E’ contenuta, evidente come il morbillo, nell’ultima frase, appunto: «Diagnosi mancate, cause, successi, soldi. Sono le battaglie dei grandi sulla pelle dei piccoli.»

E’ chiaro? Le battaglie dei grandi. Sulla pelle dei piccoli. Che invece che nascere dovevano godere del diritto di farsi assassinare entro il terzo mese dal concepimento!!

Ma ecco il magistrale lavoro del giornalista ragionatore:

Il ginecologo già condannato.
Nel 2003 non si accorse di un’infezione: la piccola morì e lui risarcì mezzo milione

di Andrea Pasqualetto.

C’è il piccolo Bryan, nato la notte di Natale senza gambe, e c’era la piccola Elena, nata nel 2003 con un grave problema psicofisico e morta all’età di quattro anni, Continua a leggere

Noi suore di clausura vi chiediamo di andare al Family day!

Le Sorelle della Comunità di Vitorchiano (Vt)
Le Sorelle della Comunità di Vitorchiano (Vt)

Pubblichiamo uno stralcio della mail diffusa dalle Suore di clausura trappiste di Vitorchiano e della Repubblica Ceca.

Suor Lucia, Badessa delle Trappiste di Praga, ha mobilitato il suo convento e quello di origine pregando – tutti – di partecipare al  Family Day di Roma il 30 gennaio prossimo:

Carissimo,
di’ a tutti da parte mia (puoi girare questo e-mail a chi vuoi) che per amore dei più deboli, i nostri bambini e i nostri ragazzi, DEVONO andare e non fare come Pilato!! Un peccato di omissione può essere peggio di molti altri peccati. Noi qui siamo 25, siamo suore di clausura e non possiamo andare. CHI VUOLE ANDARE AL POSTO DI OGNUNA DI NOI? E’un favore personale che chiediamo a degli amici. Rimborseremo le spese del viaggio. (…)

Suor Lucia e le sorelle di Naší Paní

fonte: il blog amico di Costanza Miriano

 

Monica Cirinnà
Monica Cirinnà

Consideravamo con la nostra Gemma che pregare per il ritiro del D.d.L. di Monica Cirinnà, partecipando o meno all'”Ora di Guardia” (qui il volantino), recandosi se possibile al Family Day il 30 gennaio a Roma – Circo Massimo (si prevede che Piazza San Giovanni sarà troppo piccola!) dalle 12 alle 17 -, costituisce per noi un modo nuovo, sicuramente efficace e stimolante di fare “politica attiva”. E’ pure commovente e significativo che le Suore di Vitorchiano (nientemeno!) si “espongano” in maniera tutt’altro che politicamente corretta, Loro sì, per fermare una legge non Giusta.

Il ddl Cirinnà al Senato non passerà. Neppure coi 5Stelle

Monica Cirinnà
Monica Cirinnà

…noi del Betania’s stiamo pregando anche per questo.

Giuliano Guzzo

Senato

Se la matematica non è un’opinione, al di là del Family Day del prossimo 30 gennaio – che si annuncia oceanico -, un fatto è chiaro: il ddl Cirinnà non potrà essere approvato. Non al Senato, almeno. Lo dicono i numeri: a Palazzo Madama, dove siedono

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