Il mio istante e l’eterno.

Il contributo degli amici è determinante per il Bar. Apre la mente, allarga la prospettiva, fa pensare bene. Ragazzi, come chiedono i bambini: ANCORA!

Oggi il… soccorso ci giunge gradito dalla nostra Gemma, anima gentile. Sì, perché credo che riflessioni come quella che pubblichiamo di seguito, tengano viva, vivissima, la Speranza. Qui ci si svela di un credito aperto per noi in Paradiso. Ciò che ironicamente chiamiamo appunto “punti Paradiso”…  vengono davvero computati. Dal Sito della Fraternità San Carlo, novembre 2017.

In Paradiso rimarranno, trasfigurati, i segni fisici di questa nostra vita, testimonianza bella e perenne di ciò che è avvenuto nel tempo, sulla terra.

Una meditazione di Paolo Sottopietra* sul Paradiso, il “per sempre” del Cielo che è già preparato nella nostra vita terrena.

Il razionalismo del nostro tempo ha indebolito in noi la capacità di immaginarci concretamente il Paradiso, l’ultimo porto della nostra vita. L’eternità ci appare come un non-tempo. Le uniche immagini che ci soccorrono sono una luce abbagliante, che non lascia distinguere forme e contorni, o un’aria rarefatta attraversata da nuvole bianche. Fatichiamo perciò ad avvertire che il nostro presente ha a che fare con il per sempre del Cielo e siamo perciò meno disponibili alla fatica della lotta quotidiana per la verità di noi stessi e del mondo in cui viviamo. Per lottare, infatti, dovremmo essere convinti che gli atti e le scelte che compiamo contino realmente.

Ma l’eterno non è un’atmosfera vuota. Dopo la sua Continua a leggere

Sogni per un anno.

Attendevamo la riflessione di… stagione del nostro Fausto Corsetti. Ed ecco: Con l’augurio affettuoso di un sereno Anno Nuovo, è oggi giunta e lo ringraziamo per l’amicizia che ci dimostra.

Fausto: possiamo contare su di Te, e naturalmente su tutti gli altri Amici, per esprimere sulle colonne del Betania’s Bar il Tuo Te Deum?

Quando ovunque sovrasta il silenzio e ogni cosa resta avviluppata dal grande freddo non è facile pensare a come sarà il tempo della fertilità, il tempo della pienezza dei frutti. Giocherellare con un seme nella mano che anticipa qualcosa che verrà, che certamente si compirà, ma che ancora non si vede, non si può vedere: promessa di un inedito che accadrà spontaneamente e soltanto al tempo giusto.
Giusto è lo spazio di un quaderno bianco, colmo di fogli vuoti, per raccogliere frammenti di vita che divengono veri quando incontrano, abbracciano i giorni che passano, quando tessono relazioni e vissuti che non si ripetono uguali, che durano, che non si offrono mai in modo scontato o prevedibile.
Tutto inizia fragile, piccolo, inevidente. Tutto passa attraverso Continua a leggere