Il nuovo che verrà.

Cari Amici,

l’ingranaggio della nostra umana esistenza è alla ricerca instancabile di unità e di continuità. Alla fine, e solo allora, si vedrà come il senso della vita umana si trovi solo e proprio nell’”interno vividissimo e ignoto”.

Un caro abbraccio.

FAUSTO CORSETTI

Può sembrare una esagerata semplificazione affermare che il momento presente, e ancor più quello futuro, è segnato dalla memoria di quanto già si è vissuto e sperimentato. Eppure i nostri occhi sono intrisi di luci, colori, immagini, volti, gesti, suoni già raccolti e gelosamente, indelebilmente, custoditi uno dentro l’altro nell’intimo di noi stessi.
È sufficiente un cenno perché torni presente un’emozione vissuta. Un colore o un riflesso di luce hanno la forza di evocare Continua a leggere

Regali e doni.

Grazie ancora Stefano!
E attenzione, amici, questa testimonianza non è buona per le “mezze tacche”!

E neppure per stomaci deboli…

Piovono Miracoli 2.0

di Stefano Bataloni

Di recente, non ricordo dove e da chi (sono un paio di giorni che mi interrogo in proposito senza esito), ho ascoltato una bella catechesi (o omelia, non ricordo nemmeno questo!), probabilmente sulla Parabola dei Talenti (Mt 25, 14-30), in cui si illustrava molto bene quale differenza passa tra un regalo e un dono.

Un regalo, diceva la persona, è qualcosa che ci viene dato, in una circostanza particolare, come premio, come riconoscenza per qualcosa che si è fatto. Molto spesso è qualcosa di tangibile.

Si regalano libri, abiti, gioielli, viaggi, denaro…a volte si regala del tempo agli altri.

Un regalo è gratuito, non chiede niente in cambio. Un regalo è qualcosa che, una volta ricevuto, ci appartiene, ne possiamo fare ciò che vogliamo, possiamo cederlo.

Un dono, invece, è qualcosa che si riceve e non è legato ad una circostanza particolare, non è legato a qualcosa…

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Vi racconto la bellezza dell’educare.

Ci piacerebbe dire che la cifra del nostro blog sia nei termini bellezza ed educazione…
Naturalmente si tratterebbe di millantato credito.
Ma che bello avere amici come Franco Nembrini che dell’educazione ha fatto la propria missione e testimonianza.
Oggi, qui, ci parla del mare.
Ricordo che mia nonna, che al mare c’è stata, mi pare, due o tre volte a Rimini e a Grado, mi raccomandava di stare in riva al mare, specialmente nei giorni di burrasca, e respirare profondo perché c’è lo iodio. Ecco: oggi Nembrini ci parla, in qualche modo, di quanto faccia bene lo iodio.

“Educare è dare testimonianza di una felicità, ora, e che viene da una Storia di cui siamo protagonisti.”

Gigi De Palo: «È nato Giorgio, ha la sindrome di Down, siamo felici».

TANTO MENO QUESTA NOTIZIA COSTITUISCE ARGOMENTO DA TIGGI’: L’ETERE COSTA! Ma… felicitazioni! E rispondiamo con la preghiera alla domanda di questa famiglia felice… Da Avvenire di ieri.

Il giovane presidente del Forum delle famiglie annuncia su Facebook la nascita del quinto figlio. E dice: incomprensibilmente per il mondo, siamo felici.

A. MA.

È nato Giorgio Maria. Non servono tante parole per annunciare una nascita. È gioia, felicità pura. Gigi De Palo, 41enne presidente del Forum delle famiglie, ex assessore alla Famiglia del Comune di Roma, celebre per le sue «manifestazioni dei passeggini vuoti» e per i sandali francescani che indossa estate e inverno, affida a un post su Facebook le sue emozioni. D’accordo con la moglie racconta che il loro quinto figlio è nato in un ospedale romano con la sindrome di Down e che non è stata nemmeno una sorpresa, perché negli ultimi mesi c’erano stati segnali, incontri, tanto che lui e la moglie Anna Chiara ci scherzavano su.

Questo è tutto, semplicemente mamma e papà accolgono Giorgio. E sono felicissimi, “incomprensibilmente (per il mondo) felici».

Ecco il suo post.

Non vuole aggiungere nulla: solo che è felice. Teme di essere frainteso, di passare per «quello bravo» che accoglie un figlio così com’è, come un dono. Ma nessuno lo fraintende. Parlano per lui le centinaia di risposte al suo post: un elenco lunghissimo di auguri, di ringraziamenti per questa testimonianza di amore, per l’accoglienza piena e incondizionata alla vita. E poi, tante promesse di preghiere, come richiesto dallo stesso Gigi.

Apologia dell’Imprevisto.

Un imprevisto è la sola speranza.” Con questa citazione  la nostra Gemma commentava un post di qualche settimana fa sulla difficoltà. Ieri l’Amico Stefano Bataloni ha inviato questo biglietto d’auguri. Lo condivido con gli amici del Bar.

Per augurarvi ancora buon Natale ho trovato queste parole dell’amico don Luigi Maria Epicoco:

Il cristianesimo si poggia sua una serie fortunata di imprevisti. Il primo è la nascita di un bambino in una sperduta regione della Giudea. Nascere al tempo di Gesù era un gran rischio…
E’ il rischio che corrono ancora oggi tutti quei bambini che vengono al mondo in quelle regioni della terra dove la globalizzazione ha solo tolto le risorse ma non ha lasciato nessun confort e nessun segno di quella che noi oggi chiamiamo civilizzazione. I bambini poveri nascono non nelle cliniche, ma dove capita. Vengono al mondo per espulsione della natura e non per decisione di qualche parto cesareo. Gesù nasce così. Nasce povero, in uno sperduto villaggio della Giudea di nome Betlemme. E questo bambino non solo fin da subito combatte per restare in vita, nonostante sia nato in una stalla e adagiato in una mangiatoia. Questo bambino nasce già con addosso la taglia dei potenti del tempo. Continua a leggere

Serenità.

Un caro abbraccio a Voi tutti, con la serenità che viene da un amico comune. Fausto Corsetti accompagna così, oggi,  la riflessione che condivide con gli amici del Bar. E noi ricambiamo, stretto, il suo abbraccio.

“Sono abbastanza soddisfatto di quanto ho realizzato, ma vorrei un po’ di pace, mi accontenterei di essere sereno”. Chissà quante volte abbiamo ascoltato una frase del genere. E già: essere sereni…
Forse, sarebbe il caso di intenderci anzitutto sul significato della parola “serenità”.
Il vocabolario la definisce come “assenza di turbamento interpretabile come limpida armonia spirituale”. Suggestivo ma un po’ vago. Normalmente facciamo un altro uso di questa parola che adoperiamo sovente nelle espressioni augurali: “che la tua vita scorra serenamente”, “tanti giorni sereni”, eccetera. E intendiamo con ciò invocare per quella persona giornate e sentimenti vissuti nella quiete e nella consapevolezza. Non siamo soliti annettere alla serenità anche il Continua a leggere