Mancanza di comprensione

La cosiddetta Finestra di Overton …

Berlicche

E’ assolutamente normale che chi non ha una speranza per il proprio futuro non possa capire la speranza delle altre persone; che chi non dà un senso alla propria vita non possa comprendere il senso della vita degli altri. Non fa che applicare la mancanza di comprensione su se stesso al resto del mondo.

Così si può capire il caso ieri di Charlie Gard, oggi Alfie Evans, e con loro tanti altri adulti, bambini, vecchi, le cui esistenze non sono ritenute meritorie di proseguire. In vista di un paradiso materiale immaginario in cui niente di ciò che rende umani potrebbe sopravvivere. Usando scuse che sanno di putrefazione.

E’ il paradosso più grande: che chi crede che la propria vita sia l’unica parentesi in un oceano di nulla sia così pronto a ridurre a nulla tutto il resto.
In fondo è proprio questa la più grande pena per costoro: quella…

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Crepa (piano piano)

Gustave Courbet “Uomo disperato” – circa 1843

Berlicche

Stiamo arrivando. Piano piano. Non ve ne accorgete? No, certo che no. Perché noi facciamo piano. Un passetto per volta. Un pezzettino per volta. Vi cambiamo. Cambiamo voi. Cambiamo te. Delicatamente. Profondamente. Cambiamo il modo con cui guardi agli altri. Cambiamo il modo con cui consideri quelli che ami. In maniera che non li ami più così. In maniera che non li ami più. Che li ami in modo diverso. Più rispettoso, diciamo. Allontanandoti. Lasciandoli andare. Tagliando i legami. Facendoti pensare che il loro bene sia non volere loro bene. Che sia il non volere il loro bene. In piccole cose. E poi nelle grandi cose. Ma non subito. Per gradi. Passando dall’amore al rispetto. Dal rispetto all’indifferenza. Dall’indifferenza a quello che c’è dopo, e dopo c’è tanto. Noi lo sappiamo. Ieri non potevate ammetterlo. Poi sono arrivati i casi speciali. I casi pietosi. Quasi mai veri. Mai veri del…

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Vita. 10mila euro per morire.

arundatiIl suicidio assistito viaggia sulla rotta Italia-Ticino.

Arundhati proclama: “Siamo molti e loro sono in pochi”. In realtà temo che la “finestra di Overton“, anche su questo versante si sia già socchiusa… E se la questione non fosse “scabrosa” il linguaggio dell’articolo che segue sarebbe da catalogare tra il sarcastico e il comico. L’infilata inizia con l’attribuzione di “Clinica” al luogo dei suicidi (poveri monaci medievali inclinati sui pazienti!…) E il brand? “Dignità”, “Exit (dalle nostre parti è nientemeno che un centro benessere a 4 stelle), Circolo della VITA, Spirito Eterno,  Vita e Libertà. Poi la “Luce Verde Provvisoria”, il personale “Omicida” che esprime il proprio cordoglio ai parenti dell'”assassinato” (faso tuto mì), il tariffario “Cifra Tonda”, la pagina Facebook, Sos Eutanasia e altre facezie…

Ma quante, quante gole ha tagliato l’Isis?!

DANILO POGGIO

Da Torino al Canton Ticino con la rete delle associazioni che praticano il suicidio assistito. Ecco come funziona. Continua a leggere