«Sono Down e non mi fa problema. Perché ci impedite di parlare in tv?»

Sindrome di Down. Pubblicità "Cara futura mamma"
Sindrome di Down. Pubblicità “Cara futura mamma”

Sette persone affette da sindrome di Down hanno difeso ieri davanti al Consiglio di Stato francese la propria libertà di espressione, dopo che il Csa (autorità del settore audiovisivo) l’aveva tolto loro con motivazioni incredibili.

Il 96 per cento dei bambini con trisomia 21 viene abortito prima della nascita.

LEONE GROTTI

CARA FUTURA MAMMA. Tutto è cominciato nel 2014, quando diverse associazioni, tra le quali la Fondazione Jerome Lejeune, hanno realizzato e diffuso in televisione lo spot “Cara futura mamma” (in alto, un fotogramma), per «mostrare che è possibile essere orgogliosi delle persone con trisomia 21 e che queste possono inserirsi nella società e riuscire nella vita malgrado le difficoltà». Una pubblicità bella e positiva. Ma il Csa (Autorità Settore Audiovisivi n.d.B’sB) ha rimproverato le sei emittenti televisive che l’hanno trasmessa perché Continua a leggere