Il percorso che accende la Vita. Con Dante e Mina.

Una vita. Sconsolata da cui si vorrebbe fuggire.
D’improvviso l’irruzione di una presenza, una Presenza, questo Tu: “ma arrivi tu”, la rende completamente nuova, la rende gioiosa e così vera da far emergere la grande domanda che è: “Ti chiedo solo se mi perdoni”.
In questo c’è tutto il percorso della Divina Commedia. (Franco Nembrini)

La mente torna di Lucio Battisti – Mogol 1972

La mente va
Dove va
Chissà
Mi sento donna così
Come mai
Fuori c ‘è un mondo che
Ormai
Mi aspetta
Io lo so
Io voglio vivere
Anche per me,
Scoprire quel che c’è
Io voglio
Apro già la porta ma
Arrivi tu
La mente torna
Il cuore mio
Quasi si ferma
E intorno a me
Lo spazio immenso
Che persino io
Non ho più senso
Arrivi tu
Il mondo è acceso
Quello che era mio
Tu l’hai già preso
Non ci son più per me
Esitazioni
Ti chiedo solo se mi perdoni

Non mi saluti
Ti siedi
E poi
Apri il giornale
Non guardi più me
Mi lasci sola così
Perché io volo senza te
Io voglio vivere
Anche per me
Scoprire quel che c’è
Io voglio
Sono già decisa ma
Mi parli tu
La mente torna
Il cuore mio
Quasi si ferma
E intorno a me
Lo spazio è immenso
Che persino io
Non ho più senso

Mi parli tu
Il mondo è acceso
Quello che era mio
Tu l’hai già preso
Non ci son più per me
Esitazioni
Ti chiedo solo
Se mi perdoni

Vi racconto la bellezza dell’educare.

Ci piacerebbe dire che la cifra del nostro blog sia nei termini bellezza ed educazione…
Naturalmente si tratterebbe di millantato credito.
Ma che bello avere amici come Franco Nembrini che dell’educazione ha fatto la propria missione e testimonianza.
Oggi, qui, ci parla del mare.
Ricordo che mia nonna, che al mare c’è stata, mi pare, due o tre volte a Rimini e a Grado, mi raccomandava di stare in riva al mare, specialmente nei giorni di burrasca, e respirare profondo perché c’è lo iodio. Ecco: oggi Nembrini ci parla, in qualche modo, di quanto faccia bene lo iodio.

“Educare è dare testimonianza di una felicità, ora, e che viene da una Storia di cui siamo protagonisti.”

L’educazione è un problema da mo’. (7)

Torniamo a parlare di educazione, e lo facciamo grazie alla simpatia di Franco Nembrini e grazie ad Avvenire di oggi. Senza, per il momento, aggiungere altro… Solo: “Come è andata a scuola?”

Franco Nembrini, volto noto di Tv2000 per le lezioni su Dante e Pinocchio, è tornato a ‘Siamo noi’ con la nuova rubrica sulla bellezza dell’educare per parlare del rapporto genitori/figli adolescenti con aneddoti e storie quotidiane. Sul web la sua
storia dell’orso siberiano morto di polmonite  è diventata virale. Ecco un estratto del primo appuntamento in cui si parla di figli che tornano da scuola e mamme che fanno ‘troppe domande’.

Peccatori e felici (felix culpa!)

Cos’è il peccato originale?

Al Catechismo della Chiesa Cattolica occorrono sedici proposizioni per spiegarlo (396-412), in circa sette pagine di testo.

Franco Nembrini, nel suo libro “L’avventura di Pinocchio”, ci arriva mirabilmente in una sola frase: è una fuga dalla casa del Padre.

Nembrini osa un paragone ardito tra la vicenda del burattino più famoso del mondo e quella della prima famiglia della storia, Adamo ed Eva: tutti questi personaggi, all’inizio della loro avventura, fuggono dal Padre. Per il motivo medesimo: la certezza di essere bastanti a se stessi. Pinocchio, Adamo ed Eva, già poco dopo essere stati creati, tratti alla vita dalla materia inanimata (legno e polvere), concludono di non aver bisogno di un Padre. Rifiutano lo status di creature, con l’orrore di chi scorge nel Creatore un limite alla propria realizzazione, un segno inequivocabile della propria finitezza.

La creatura sta nel giardino del Creatore. Il figlio dimora col Padre. Nessuna preoccupazione. Solo bellezza. Il Paradiso. Ma stare di fronte a Dio giorno e notte significa essere esposto continuamente al fatto che tu dio non sei e che non lo sarai mai. Ah sì? Tsè! Ti faccio vedere io se non posso essere dio. Me ne vado. Ciao. Continua a leggere

Libertà e Pinocchio.

…E più una persona ha legami e più è ricca, e più una personalità è forte, altro che non dipendere da nessuno: è esattamente il contrario. La libertà è la coscienza che hai dei legami che ti costituiscono e la forza con cui li vivi. E la criticità con cui li vivi, anche: non come uno schiavo, come uno sciocco il cui pensiero dipende da altri. Ma la forza di una persona è la sua storia, cioè i legami che ha. la tradizione da cui proviene, quel che c’è dietro, la ricchezza di un passato, la forza di una storia. E’ perché apparteniamo che siamo forti: se uno non è di nessuno non esiste. La verità è che se uno non è di un padre è di un padrone. Si finisce per scoprire che l’alternativa nella vita è secca: o Geppetto o Mangiafoco, o un padre o un padrone. L’idea che la libertà sia non avere né l’uno né l’altro, cioè che esistiamo come individui, senza relazioni, è veramente una menzogna, forse la menzogna più grande della modernità. 

Ho trascritto un passo de “L’avventura di Pinocchio” in cui Franco Nembrini affronta, in un passaggio cruciale, la questione della libertà. Quando tra amici ci siamo confrontati sulla prima parte della storia la nostra Elisa, commossa, ha segnalato proprio questo passo come vitale nella propria esperienza. Rifletterci significa davvero ribaltare ciò che “la modernità” ci “educa” a condividere…

Manca. Ma questo è il mio Te Deum!

Di che è mancanza questa mancanza,

cuore,

che a un tratto ne

sei pieno?

di che?

…si chiede Mario Luzi in “Di che è mancanza questa mancanza“.

Ce lo siamo chiesto anche noi, tra amici, ragionando attorno al libro di Franco Nembrini “L’avventura di Pinocchio“, proprio qualche sera fa.

Pinocchio, preso per mezzo libro a fuggire il Padre, pardon: il babbo, per l’altra metà si affanna nel cercare di tornare da lui, pardon: da Lui.

E che cercava fuggendo, e poi, tentando di tornare? Quale mancanza, lui, cercava di colmare? Di che mancanza era pieno il suo cuore? Di che mancanza è pieno il mio?

La mancanza è Cristo!

Il cuore è pieno della mancanza di Cristo. Questa è la consapevolezza che ho maturato più… pienamente quest’anno. E di questo ringrazio Dio e gli Amici.

Ma il… bello potrebbe cominciare, comincia,  proprio ora. Il percorso per la Familiarità con Gesù è tutt’altro che lineare. E per questo chiedo aiuto a Dio e agli Amici.

Ma Te, Deum, laudo!

Per che cosa vale la pena vivere. La Divina.

Henri Matisse "il volo di Icaro" (1944 -47)
Henri Matisse “il volo di Icaro” (1944 -47)

La Divina Commedia spiegata “alle Casalinghe”.
Metodo di Franco Nembrini che ha ispirato direttamente Roberto Benigni. Ecco la breve relazione di un suo incontro:

“Se aveste incrociato Dante mentre andava al bar a bere una birra e gli aveste chiesto, così a bruciapelo, “ma tu per che cosa vivi?” Lui vi avrebbe certamente risposto “ma come? Per che cosa dovrei vivere? per essere felice, per essere un uomo compiuto, vero.” Per Dante e per gli uomini medievali era normale sentire consapevolmente di essere capaci di un desiderio infinito di bene, di bellezza e di verità. E’ a questo punto che Dante ha un’intuizione speciale, Continua a leggere