Buon Natale! Siamo vivi!

Il Presepe napoletano

Voglio dirvi qualcosa che è la più difficile da esprimere a parole, qualcosa che è più privato della vita privata.

È il fatto che siamo vivi, e che la vita è la cosa di gran lunga più stupefacente di qualsiasi gioia o sofferenza che può capitarci durante la vita.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

6. Officina: “Quanto è corretto il politicamente corretto?”

acero_foglie_verdi“Paraplegico non trombante”. Così viene definito dal Necchi (alias Renzo Montagnani) il conte Lello Mascetti (un indimenticabile Ugo Tognazzi) colpito da ictus e costretto su una sedia a rotelle nelle scene conclusive del mitico “Amici miei – atto II”.

In una sola fulminante battuta, ecco concentrata l’essenza del “Politically correct”: la sostituzione dei nomi che ha come fine la sostituzione della realtà e della verità. Perchè la realtà, essendo vera, non è nè politica nè corretta. William Bourroughs scriveva che la realtà è carne sanguinante sulla punta di una forchetta. Carne e sangue. Meglio edulcorarla, dopotutto. Continua a leggere

Antipatiche canaglie.

Non c’è che un unico peccato: dire che una foglia verde è grigia.
Per questo anche il sole in cielo rabbrividisce.
G. K. Chesterton

il blog di Costanza Miriano

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di Padre Maurizio Botta  

Assicuro che è inquietante conoscere molto di un argomento, essere informati e vedere gridato dalla potente arroganza dei mezzi di comunicazione il contrario. Non ci sono differenze. RadioUno, Ansa, Repubblica un unico orrendo e deforme coro di menzogna. Il senso di impotenza e di vera frustrazione nel sapere che pochissimi leggeranno il punto 85 dellaRelazione finale del Sinodo quello che ha fatto titolare all’ANSA “Sinodo, ostia a divorziati passa con 1 voto di scarto”.

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Cuori di pietra, cuori di Pietro.

Caravaggio "la crocifissione di san Pietro" olio su tela - 1600 ca - Roma - S. Maria del Popolo
Caravaggio “la crocifissione di san Pietro” olio su tela – 1600 ca – Roma – S. Maria del Popolo

Quando, in un momento simbolico, stava ponendo le basi della Sua grande società, Cristo non scelse come pietra angolare il geniale Paolo o il mistico Giovanni, ma un imbroglione, uno snob, un codardo: in una parola, un uomo. E su quella pietra Egli ha edificato la Sua Chiesa, e le porte dell’inferno non hanno prevalso su di essa.
Tutti gli imperi e tutti i regni sono crollati per questa intrinseca e costante debolezza: che furono fondati da uomini forti su uomini forti. Ma quest’unica cosa, la storica Chiesa cristiana, fu fondata su un uomo debole, e per questo motivo è indistruttibile. Poiché nessuna catena è più forte del suo anello più debole.

(G.K. Chesterton, Eretici, 1905)

 

Citazione solo a prima vista “impegnativa”. Ce ne ha parlato, qui al Betania’s, il 10 luglio san Paolo in 2 Corinzi,12:

«Ti basta la mia grazia; Continua a leggere

Quale libertà? Chesterton, cinte esterne.

Gilbert K. Chesterton. Autore de "I racconti di padre Brown"
Gilbert K. Chesterton. Autore de “I racconti di padre Brown”

I paesi di Europa rimasti sotto l’influenza dei preti sono precisamente quelli dove ancora si canta, si danza, e ci si mettono vestiti sgargianti e l’arte vive all’aperto. La dottrina e la disciplina cattolica possono essere dei muri, ma sono i muri di una palestra di giuochi. Il Cristianesimo è la sola cornice in cui sia preservata la gioia del paganesimo. Immaginiamoci dei fanciulli che stanno giocando sul piano erboso di qualche isolotto elevato sul mare; finché c’era un muro intorno all’orlo dell’altura, essi potevano sbizzarrirsi nei giochi più frenetici e fare di quel luogo la più rumorosa delle nurseries; ora il parapetto è stato buttato giù,

Oratorio estivo Repax Saronno
Oratorio estivo Repax Saronno

lasciando scoperto il pericolo del precipizio. I fanciulli non sono caduti, ma i loro amici, al ritorno, li hanno trovati rannicchiati e impauriti nel centro dell’isolotto, e il loro canto era cessato. (…) La cinta esterna del Cristianesimo è un rigido presidio di abnegazioni etiche e di preti professionali; ma dentro questo presidio inumano troverete la vecchia vita umana che danza come i fanciulli e beve vino come gli uomini. (…) Nella filosofia moderna avviene il contrario: la cinta esterna è innegabilmente artistica ed emancipata: la sua disperazione sta dentro.

(G. K. C. – Ortodossia, cap. IX, L’autorità e l’avventuriero)