Cuori di pietra, cuori di Pietro.

Caravaggio "la crocifissione di san Pietro" olio su tela - 1600 ca - Roma - S. Maria del Popolo
Caravaggio “la crocifissione di san Pietro” olio su tela – 1600 ca – Roma – S. Maria del Popolo

Quando, in un momento simbolico, stava ponendo le basi della Sua grande società, Cristo non scelse come pietra angolare il geniale Paolo o il mistico Giovanni, ma un imbroglione, uno snob, un codardo: in una parola, un uomo. E su quella pietra Egli ha edificato la Sua Chiesa, e le porte dell’inferno non hanno prevalso su di essa.
Tutti gli imperi e tutti i regni sono crollati per questa intrinseca e costante debolezza: che furono fondati da uomini forti su uomini forti. Ma quest’unica cosa, la storica Chiesa cristiana, fu fondata su un uomo debole, e per questo motivo è indistruttibile. Poiché nessuna catena è più forte del suo anello più debole.

(G.K. Chesterton, Eretici, 1905)

 

Citazione solo a prima vista “impegnativa”. Ce ne ha parlato, qui al Betania’s, il 10 luglio san Paolo in 2 Corinzi,12:

«Ti basta la mia grazia; Continua a leggere

Quale libertà? Chesterton, cinte esterne.

Gilbert K. Chesterton. Autore de "I racconti di padre Brown"
Gilbert K. Chesterton. Autore de “I racconti di padre Brown”

I paesi di Europa rimasti sotto l’influenza dei preti sono precisamente quelli dove ancora si canta, si danza, e ci si mettono vestiti sgargianti e l’arte vive all’aperto. La dottrina e la disciplina cattolica possono essere dei muri, ma sono i muri di una palestra di giuochi. Il Cristianesimo è la sola cornice in cui sia preservata la gioia del paganesimo. Immaginiamoci dei fanciulli che stanno giocando sul piano erboso di qualche isolotto elevato sul mare; finché c’era un muro intorno all’orlo dell’altura, essi potevano sbizzarrirsi nei giochi più frenetici e fare di quel luogo la più rumorosa delle nurseries; ora il parapetto è stato buttato giù,

Oratorio estivo Repax Saronno
Oratorio estivo Repax Saronno

lasciando scoperto il pericolo del precipizio. I fanciulli non sono caduti, ma i loro amici, al ritorno, li hanno trovati rannicchiati e impauriti nel centro dell’isolotto, e il loro canto era cessato. (…) La cinta esterna del Cristianesimo è un rigido presidio di abnegazioni etiche e di preti professionali; ma dentro questo presidio inumano troverete la vecchia vita umana che danza come i fanciulli e beve vino come gli uomini. (…) Nella filosofia moderna avviene il contrario: la cinta esterna è innegabilmente artistica ed emancipata: la sua disperazione sta dentro.

(G. K. C. – Ortodossia, cap. IX, L’autorità e l’avventuriero)