Io vado avanti come un asino.

Saremo fino a Pentecoste nel tempo pasquale; non è quindi tardiva la proposta di questo nuovo articolo della nostra Antonietta Porro. E’ pubblicato anche nella rubrica Tu lo hai fatto come un segno sul periodico parrocchiale della Parrocchia di san Giulio in Barlassina.

Anche ciò che uno di noi scrive può essere per tutti un segno. Tanto di più quando l’autore è una persona autorevole nella Chiesa, come nel caso di cui sto per raccontare. Una persona della nostra comunità – alla quale esprimo la gratitudine mia e di tutti – mi ha fatto conoscere un testo scritto anni fa dal Card. Roger Etchegaray, oggi novantaseienne Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Il Card. Etchegaray, che quando era vescovo non aveva scelto uno stemma e un motto, ritenendoli una specie di ‘retaggio medievale’, aveva collocato però sulla porta della sua residenza una piccola insegna con una scritta, «J’avance comme un âne…» (Tiro avanti, come un asino…). Continua a leggere

“Siamo autorizzati a pensare”.

Siamo autorizzati persino a pensare” ha ripetutamente esortato l’Arcivescovo di Milano Delpini nel suo  Discorso alla Città di Milano per la Patronale di sant’Ambrogio 2018. Affermazione tutt’altro che scontata durante una Dittatura Del Pensiero Unico che stiamo controvoglia sopportando.

Con questa premessa e senza altri commenti diffondiamo il Comunicato che segue, di don Luigi Fabbri, vicario generale della Diocesi di Viterbo. L’argomento? La censura di Gesù Cristo come Parola e come Persona.

COMUNICATO STAMPA della CURIA VESCOVILE della DIOCESI DI VITERBO n. 20/2018 del 14.12.2018
DICHIARAZIONE del VICARIO GENERALE della DIOCESI DI VITERBO
Canto di Natale nella scuola di Tuscania
Sollecitato ad esprimere un parere su quanto accaduto in una classe della Scuola Elementare dell’Istituto Comprensivo “Ildovaldo Rodolfi” di Tuscania a proposito del nome di Gesù che una insegnante ha tolto dalla canzone di Natale e sostituito con la parola “laggiù” forse per non offendere la sensibilità dei “vicini di banco” non cattolici, come comunità ecclesiale condividiamo lo stupore e la meraviglia delle famiglie, delle Istituzioni Civili e di quanti faticano a capire la logica di una scelta didattica che contraddice il ruolo stesso della Scuola, chiamata ad offrire un’educazione aperta ed inclusiva e non esclusiva soprattutto di ciò che costituisce la nostra identità e le nostre radici più profonde.
Ricordiamo che l’integrazione è un dovere, ma, come ha affermato recentemente Papa Francesco, “nella misura in cui non sia una minaccia contro la propria identità”.
Scelte di questo genere riteniamo siano offensive proprio di Continua a leggere

Appunto: per me è vivo o morto??

Crocifisso nella cappella rurale di Pian di Rocca nel territorio di Castiglione della Pescaia

Avvenire di oggi: la nostra MARINA CORRADI. La sua rubrica di questi tempi si intitola “Figli dei figli”. (Come la Madonna di san Bernardo in Dante: “Figlia del tuo Figlio”) Mi viene da ringraziare il Cielo per una giornalista come Lei. Penso a “quanto” abbia vissuto, patito e creduto per mantenersi la testimone che è. E,  per me, Cristo è VIVO O MORTO?

IL CROCIFISSO

Sulla costa toscana dove andavamo d’estate c’era un paesino arroccato su una collina. Mi piaceva andarci a contemplare il mare, dal belvedere dietro la chiesa. Quel giorno avevo con me solo uno dei figli, allora sui cinque o sei anni. Guidavo assorta, po’ stanca di spiaggia, di chiasso, di chiacchiere fra sdraio. Mi sembrava che mi mancasse qualcosa – il silenzio forse, oppure una parola vera. Eravamo arrivati intanto a un incrocio dove, raro in quella Toscana allora rossa, stava un grande crocifisso di legno scuro. C’era uno Continua a leggere

Regali e doni.

Grazie ancora Stefano!
E attenzione, amici, questa testimonianza non è buona per le “mezze tacche”!

E neppure per stomaci deboli…

Piovono Miracoli 2.0

di Stefano Bataloni

Di recente, non ricordo dove e da chi (sono un paio di giorni che mi interrogo in proposito senza esito), ho ascoltato una bella catechesi (o omelia, non ricordo nemmeno questo!), probabilmente sulla Parabola dei Talenti (Mt 25, 14-30), in cui si illustrava molto bene quale differenza passa tra un regalo e un dono.

Un regalo, diceva la persona, è qualcosa che ci viene dato, in una circostanza particolare, come premio, come riconoscenza per qualcosa che si è fatto. Molto spesso è qualcosa di tangibile.

Si regalano libri, abiti, gioielli, viaggi, denaro…a volte si regala del tempo agli altri.

Un regalo è gratuito, non chiede niente in cambio. Un regalo è qualcosa che, una volta ricevuto, ci appartiene, ne possiamo fare ciò che vogliamo, possiamo cederlo.

Un dono, invece, è qualcosa che si riceve e non è legato ad una circostanza particolare, non è legato a qualcosa…

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