Vivere volentieri.

L’Autore è Luigi Patrini, un amico di Gallarate (Varese) ora scrittore. L’articolo è pubblicato oggi su La Prealpina. Il Titolo è “Libertà o capriccio”. Abbiamo lasciato le colonne come appaiono sul giornale perché secondo me queste parole sono poesia. Ho rinominato questo brano “Vivere volentieri” perché, secondo Luigi, è la prerogativa, o dovrebbe proprio esserlo, del cristiano che cerca la Verità che lo libera. Grazie!

Più frequento il pensiero cristiano
e più capisco la sua valenza
“laica”! Sembra un paradosso,
ma è proprio così,
perché sempre più mi appare
evidente la “ragionevolezza”
degli insegnamenti di Gesù e, Continua a leggere

Catechesi d’Avvento: Dio. L’audio.

“Tu cominci appena a cercarlo, e Cristo ti è già vicino. Non può sottrarsi a chi lo desidera, lui che si è manifestato a chi non lo attendeva; poiché Cristo è amore”.

Ambrogio nella Liturgia di una vergine e martire

fonte: Radiorizzonti inBlu

Catechesi d’Avvento: Dio

unnamedcatechesiavvento2017Carissimi,

qui di seguito trovate il testo della Catechesi di Avvento tenuta ieri nella Parrocchia Ss. Pietro e Paolo di Saronno e animata dal gruppo “storico” del Betania’s Bar.

Lasciandoci guidare e ispirare dal Catechismo della Chiesa Cattolica, abbiamo lavorato sulle tre lettere che da millenni scuotono il cuore di noi creature: Dio.

Attraverso il metodo dell’Officina di espressione, caro all’associazione Bombacarta, evitando le trappole di un inutile “fare accademia”, abbiamo messo in dialogo tra loro testi e brani musicali.

A noi il risultato piace molto. E ve lo proponiamo, sperando di ricevere numerosi riscontri.

Un grazie speciale a Silvia e Norma, Stefano e Maurizio, Giordano e l’impareggiabile Giannino che con il “coretto” della parrocchia Regina Pacis ha regalato bellezza alla parte musicale.

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Sete di Felicità. Francesco.

Roberto Ferri "Sua Santità Papa Francesco" Ritratto ufficiale - 2014 (part.)
Roberto Ferri “Sua Santità Papa Francesco” Ritratto ufficiale – 2014 (part.)

L’uomo è come un viandante che, attraversando i deserti della vita, ha sete di un’acqua viva, zampillante e fresca, capace di dissetare in profondità il suo desiderio profondo di luce, di amore, di bellezza e di pace. Tutti sentiamo questo desiderio! E Gesù ci dona quest’acqua viva: essa è lo Spirito Santo, che procede dal Padre e che Gesù riversa nei nostri cuori. «Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza», ci dice Gesù (Gv 10,10).

Papa Francesco, 8/5/2013

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano.

sulle ginocchia

Ecco una poesia di Giovanni Pascoli, Gesù. E’ poco nota ma, posso dire? “da pelle d’oca”… Ce la propone la nostra ineffabile Lidia come una “confidenza”. E’ un ricordo d’infanzia, pensiamo ricordo d’Amore. E una premonizione: diversi anni più in là si sarebbe innamorata, dopo Gesù, del suo Giordano. Da centellinare:

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.
E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.
Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.
Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.
Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste;
Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
-Il figlio – Giuda bisbigliò veloce-
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:
Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi
-No-, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

 

Schegge: “Gesù? Un guastatore…”

mano GrunewaldNegare la verità per affermare se stessi apre la strada al male più violento. «Quando l’egoismo regna, per evitare di nuocere a se stessi ci si adopera a nuocere agli altri». Gesù, è per eccellenza l’Innocente, colui che non nuoce. Egli «manda a monte tutto il gioco. È un guastatore, lo si uccide». «Quel che è accaduto a Gesù accade nel corso della storia a coloro che portano in sé un riflesso dell’innocenza eterna: li si sopprime». Pensiamo all’imponente testimonianza di non-violenza, ma meglio ancora di innocenza, che i martiri cristiani (ma non solo) ci hanno consegnato, lungo la storia e, in proporzioni ancora più impressionanti, nel secolo scorso fino ad oggi. Essi sono la documentazione più luminosa di che cosa significhi avere lo stesso pensiero e gli stessi sentimenti di Cristo.

A. Scola 23 febbraio 2016

Maria Teresa Carabelli. Il dolore degli amici.

Niccolò dell'Arca "Compianto sul Cristo morto" gruppo in terracotta (Maria di Cleofe e Maddalena) fine XV sec. - Bologna
Niccolò dell’Arca “Compianto sul Cristo morto” gruppo in terracotta (Maria di Cleofe e Maddalena) fine XV sec. – Bologna

Il Mistero, che fa tutte le cose, ha voluto con sé Maria Teresa.

Sia benedetto il Nome del Signore.

Milano, 25 febbraio 2016. Quaresima.

La moltiplicazione. Frammenti: don Federico Bareggi.

**ADVANCE FOR MONDAY, MARCH 24--FILE** Egyptian protesters share a loaf of bread while chanting anti government and anti President Hosni Mubarak slogans during a demonstration in front of an ancient mosque to protest high prices and government carelessness, in Cairo, Egypt, in this Jan. 18, 2007 file photo. (AP Photo/Nasser Nasser, file)

Per parlare della “Moltiplicazione dei pani” ai ragazzi ho preparato 2 simboli: degli occhiali e alcuni zaini.

Gli occhiali ci spiegano quello che sa fare Gesù. Dice l’Evangelista Matteo: “Gesù guarda la folla con compassione”. Possiamo dire quest’anno: con misericordia cioè con amore, capace di vedere i bisogni delle persone che incontra. Dovremmo metterci anche noi gli occhiali della misericordia e della compassione! Così emergono le cose più belle, come quando un ragazzo e una ragazza si guardano con amore. Come quando i genitori Continua a leggere

Ancora il fariseo e il pubblicano: una prospettiva originale.

CristoRiceviamo dal nostro Giordano il suo commento al più recente gruppo d’ascolto:

(Lc. 18, 9-14) 9Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 10«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. 11Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 13Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. 14Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

Dopo aver letto il testo del sussidio diocesano e due o tre altri trovati in rete, ho deciso di seguire la traccia di un articolo comparso nel 2008 su Tracce. L’autore è Josè Miguel Garcia, di cui parecchi anni fa ho letto un libro, che mi aveva interessato molto: ‘La vita di Gesù nel testo aramaico dei vangeli’.
Nel brano che abbiamo davanti Garcia individua una difficoltà: quello che conosciamo dei farisei rende poco probabile che uno di essi tollerasse la compagnia di pubblicani, meno che meno quando saliva al tempio per pregare; essi evitavano con cura scrupolosa il loro contatto. Il nostro testo, d’altra parte, non dice mai esplicitamente che i due uomini si recarono insieme Continua a leggere