Davvero non mi vedi?

Non osavo sperarlo: Marina Corradi si ispira al Betania’s… 🙂

Scherzo: ma invito i nostri amici almeno a confrontare l’articolo stupendo, pubblicato su Tempi i giorni scorsi, con il GIA’ E NON ANCORA che la nostra Antonietta Porro ci ha offerto l’11 aprile scorso. Stessa poesia, stesse emozioni e stesse illuminate intuizioni: Se lasceremo che i piccoli grandi segni della Bellezza intorno a noi ci emozionino e ci conducano a desiderare il “non ancora” che ci fanno intravedere, forse impareremo anche a riconoscere le grandi promesse che il nostro essere uomini ci riserva. (cit.)

MARINA CORRADI

Monferrato, aprile. Cammino sola per i campi, sotto a un cielo di un profondo azzurro. All’oro delle forsizie mi sono abituata, come all’abbondanza profumata dei glicini e al verde rigoglioso dell’erba. Ma, guarda, sembra che su quel piccolo albero si sia posato uno sciame di farfalle rosa. Ora che mi avvicino prenderanno il volo, penso. Ma le farfalle restano ferme: perché sono fiori, i fiori di un pero cotogno, ad aprile. La fioritura dura forse tre giorni, bisogna cogliere l’istante: ma che spettacolo il bagliore pallido di questi grandi petali che oscillano a ogni alito di vento, come in un respiro.
Tre giorni in tutto l’anno. Per il resto del tempo il pero cotogno è Continua a leggere

Già e non ancora.

Roberto Ferri “Deposizione” 2013

Prego i nostri Amici di leggere con attenzione e apertura di cuore il prezioso contributo che la nostra Antonietta Porro ci offre anche oggi. Ci parla di Bellezza. E ci accompagna per mano e con una delicatezza ineffabile a comprendere il nostro desiderio di pienezza che si compie finalmente a Pasqua. La riflessione di oggi è nello “scrigno della Memoria” di Antonietta, già pubblicata sul Bollettino della Parrocchia di San Giulio in Barlassina.

Oggi ritrovo in me un ricordo non lontano, quello di un’emozione speciale. Ricordo che, poco meno di un anno fa, percorrevo in auto la Comasina, in direzione Como. Era una giornata primaverile delle più tipiche: cielo azzurro ma non completamente terso; alberi non ancora rigogliosi, ma ricchi di gemme e di fiori; una luce bianca, luminosa, ma non abbagliante come quella dell’estate. Osservavo tutte queste cose e mi sentii improvvisamente e particolarmente bene, pur senza una Continua a leggere