“Gracias a la vida” il dolore di Violeta e l’inno del Paradiso.

Parra01fIl binomio gioia-dolore è parte integrante della nostra umanità: non può esistere l’una senza l’altro. L’ultima frase di questo articolo mi ha sconvolto.

“Gracias a la Lidia”!

José Tolentino Mendonça

«C’è un verso di Khalil Gibran che spiega come prima il dolore debba scavare lo spazio che la gioia verrà poi a colmare. Unire dolore e gioia, collegare la pazienza al grido, cogliere come siano cucite con lo stesso delicato filo la notte più aspra e la lievità del riso (o viceversa), sono conoscenze che ci fanno accedere alla profondità della vita. Per dirla tutta, la sfida ci viene da ogni lato, anche se celata da una crosta che dobbiamo spezzare. Succede, per esempio, che associamo questa o quell’altra cosa a una visione giubilante, ma anche ingenua, di ciò che è vivere.
Quando però ci arrischiamo a guardarla da vicino, Continua a leggere

La potenza del seme

Dal San Francisco Chronicle:

Alla fine del gennaio 2005 un insegnante d’agraria ha piantato un seme di palma risalente al tempo di Gesù Cristo e rinvenuto a Masada, in Israele. Nessuno credeva che da esso potesse germinare qualcosa. Invece, ecco il miracolo che ha sbalordito tutti: “Sei settimane dopo – dice l’insegnante – ho visto spuntare qualcosa dalla terra del vaso nel quale avevo piantato il seme”.

Da Feodor Dostoevskij:

Occorre solo un piccolo seme, un minuscolo seme che gettiamo nell’animo di un uomo semplice ed esso non morirà, ma vivrà nella sua anima per tutta la vita; resterà nascosto in lui tra le tenebre, tra il lezzo dei suoi peccati, come un puntino luminoso, come un sublime ammonimento.

Da Kahlil Gibran:

La tempesta è capace di disperdere i fiori
ma non è in grado di danneggiare i semi.

Non distruggiamo la speranza del seme!