Immagini come da lontano e una strana nostalgia.

Da Avvenire dell’altro ieri, da MARINA CORRADI che “canta”della Nostalgia spesso e con maestria. Ringraziando Silvia per la sua “Nostalgia canaglia” e per la sua sensibilità.

Navigando sul web, sul sito di un quotidiano imbattersi – dopo il dramma degli esuli della ‘Sea Watch’ e della ‘Sea Eye’, tra crisi della Carige e «prima gli italiani!» – in un video diverso. Aprirlo, guardarlo, guardarlo ancora. Quasi in una misteriosa nostalgia. Una videocamera nascosta in un bosco dell’Appennino parmense mostra il passaggio degli animali selvatici nell’anno appena finito, da una stagione all’altra. Non sono immagini insolite per gli amanti della natura, forse lo sono tra le cronache quotidiane. L’occhio tecnologico sembra essere stato posto lungo un sentiero battuto dalla fauna.

Apre la sfilata una volpe affamata, che si lascia dietro sul manto candido Continua a leggere

VI domenica dopo il martirio.

Pieter Bruegel il
Vecchio Caduta di Icaro-
1558 ca Musées Royaux des Beaux Arts Bruxelles

Anche oggi don Giacomo Rossi ci offre la sua Omelia. E ci propone una domanda “cruciale” per la sera: “Oggi chi ho incontrato davvero?” L’avverbio, comprenderemo, orienta su umiltà e ricchezza. Niente di meno!

Link alle letture 

Mi viene in mente quel foglietto che Martin Lutero aveva lasciato sul suo scrittoio poche ore prima di morire: “Siamo mendicanti. Siamo mendicanti, ecco la verità”.

Questa verità fa eco al testo del Vangelo, come alla scoperta di Giobbe: rimaniamo “semplici servi”, così sarebbe meglio tradurre l’aggettivo greco “acreios”. Il servo che ha lavorato tutta la giornata non è inutile al suo padrone. Così la nonna o il nonno che hanno messo al mondo figli, con fatica, non sono inutili –il mondo è andato avanti anche grazie a loro. Sanno che ora non possono più fare nulla e devono “lasciare andare” ciò per il quale si erano tanto spesi. Non sono loro i padroni di ciò per il quale hanno faticato, come non lo erano per le tante cose che hanno loro stessi ricevuto. Noi adulti, malgrado lamentiamo sempre una prossima “fine del mondo”, dobbiamo invece Continua a leggere

Pensare al futuro con l’allegria del passato.

sete-di“non siamo esseri viventi il cui orizzonte è la morte, ma esseri mortali il cui orizzonte è la vita”

Padre Marco Arciszewski

Siamo tutti cercatori di felicità, appassionati e mai sazi. Questa inquietudine ci accomuna tutti. Sembra quasi che sia la dimensione più forte e consistente dell’esistenza, il punto di incontro e di convergenza delle differenze.
Non può essere che così: è la nostra vita quotidiana il luogo da cui sale la sete di felicità. Nasce con il primo anelito di vita e si spegne con l’ultimo. Nel cammino tra la nascita e la morte, siamo tutti cercatori di felicità.
Tutti possiamo riconoscerci nel bisogno di felicità: ma quale Continua a leggere

Il signore ha dato, il Signore ha tolto… Benedetto il Nome Del Signore

Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo?…

Piovono Miracoli 2.0

di Mario Barbieri
Il tema del “dolore”, della prova, della croce o comunque si voglia chiamare ciò che identifichiamo con un “male”, una “sventura” o una cosiddetta “disgrazia” (termine che credo non dovrebbe esistere nel vocabolario di un Cristiano), suscita sempre domande nel nostro cuore, crea un combattimento, alle volte un dubbio, altre volte un vero e proprio “scandalo”.

Anche io come tanti, soprattutto quando dalla Prova e dalla Croce si è “visitati” con fatti seri e personali, ho “dovuto” affrontare queste domande che scuotono la propria fede, ho dovuto cercare le risposte che la propria fede rinsaldano, perché non si rimanga su un pericoloso crinale, in bilico, laddove il Maligno viene e trovandoti in equilibrio “precario”, soffia e spinge e percuote cercando di farti cadere in un ruzzolare che, se non si arresta aggrappandosi ad un sostegno sicuro, rischia di divenire valanga che tutto travolge.

Ma non vorrei affidare…

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