Il segreto della gioia.

DON VINCENT NAGLE

(…) Conclusa la Via Crucis mentre me ne andavo, mi ha telefonato una mamma chiedendomi di pregare per sua figlia. Una ragazza molto sensibile fin da bambina alla vita altrui, al dramma dell’esistenza e perciò del male e della morte. Soffre molto e allo stesso tempo vede che tante sue compagne non soffrono come lei. Allora comincia a domandarsi come sarà la sua vita se ora deve soffrire così, e perché a lei tocca tutto questo e agli altri no. Ho detto alla madre di dire a sua figlia di rallegrarsi, perché è stata scelta da Dio per vivere più degli altri. Ciò che dobbiamo cercare nella nostra esistenza non è come soffrire di meno, ma come vivere di più. La sensibilità di quella ragazza la mette in contatto diretto con tante storie, tanti drammi, tanti cuori che agli altri sono preclusi, perché rimangono in superficie. Lei no. Perciò non può non porsi certe domande, non cercare risposte, speranza. Sempre. E’ privilegiata perché a lei non sfuggirà mai la gioia di una promessa di vita. La gioia è la risposta del cuore umano davanti alla promessa credibile di una vita più piena. E’ un’esperienza rara. La promessa c’è ma ci sfugge, non la notiamo. Perché? Perché per noi la vita è una cosa scontata, e la consapevolezza della morte imminente è bandita e confinata a regioni deserte della nostra coscienza. Latente resta l’irrequietezza, e non capiamo perché in tante occasioni dovremo provare gioia ciò non accade. A volte vediamo il volto di un bambino mentre gioca o quando riceve un bel regalo e ci domandiamo come sia possibile essere così contenti. Perciò rimpiazziamo la gioia con divertimenti, distrazioni, impegni, cause e attività. E tutto questo può darci tanto, non la gioianon la promessa di più vita. (…)

fonte: Tempi 1/4/2017

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La Bellezza è contagiosa.

siena…ma la bellezza delle cattedrali divenne urgenza di bellezza delle città. Certamente una città, questa, Siena, documenta come nessun’altra quest’urgenza di bellezza che diventa forma dell’abitare. Dalle cattedrali la bellezza invase la città; a Siena nel ’300 il governo dei Nove fece della bellezza il suo programma politico. Pensate che nel Costituto del 1309 il governo di Siena scrisse: “che chi governa”, cito, “deve avere a cuore massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini”. Una città ornata, dunque, in
cui la bellezza è prevista per statuto e pretesa per contratto, e infatti i Nove ebbero come programma quello di rendere bella tutta la città. Nel 1310, nell’anniversario della vittoria di Montaperti, fecero lastricare Piazza del Campo e venne costruito il palazzo pubblico, in un clima in cui non c’è soluzione di continuità tra politica e bellezza, perché lo splendore della città ha lorenzettibisogno della concordia dei cittadini come dell’armonia delle cose. Il palazzo all’interno è tutto affrescato, e in particolare è affrescata la sala dove si riuniva il Governo, e sulle pareti di questa sala dipinta da Ambrogio Lorenzetti, l’effetto primo del Buon Governo sulla città e sulla campagna è identificato con la bellezza. Guardate questa città, i particolari della cura di questa città, perché la bellezza è tanta parte della gioia degli stranieri e di quella dei cittadini.

fonte: Mariella Carlotti “Senza bellezza il vivere è una noia”

Impossibile gioia!? Beato Pino Puglisi.

w-a-bouguereau-montaggio“Oggi con tutto quel che sentiamo, possiamo vivere nella gioia? E’ possibile questo? Non è un estraniarsi dal mondo, un alienarsi il voler pensare a una gioia costante o magari a momenti di vera gioia?
Con tante sofferenze e ingiustizie è possibile parlare di gioia?
Noi siamo chiamati a scoprire i germi di bene che sono nel mondo, svilupparli in noi e negli altri e farli fruttificare, mettendo ovunque speranza.

Beato Pino Puglisi

La nostra gioia è la felicità altrui.

suor LauraSi tratta di una piccola notizia. Ci piace rilanciarla perché continua la ricerca che stiamo conducendo con gli ultimi post sull’individuazione della felicità, e della gioia.

 

Il Presidente Mattarella ha consegnato a Suor Laura Girotto l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale Suor Laura Girotto, fondatrice della missione salesiana KIDANE MEHRET in Etiopia, alla quale ha consegnato l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Roma, 11 marzo 2016

fonte: La Presidenza della Repubblica

Grazie alla nostra Gemma per lo spunto.

Regeni, quell’ideale da piangere e da amare.

RegeniScusate: continuiamo ad esser colpiti dal fiuto di Lidia che propone prospettive interessanti ed originali sul giudizio della realtà. Ci piace pubblicare “a ruota” dell’articolo di ieri,”La felicità è troppo poco“, questo nuovo articolo perché ne è un’applicazione esistenziale. E propone l’esperienza di Giulio Regeni.

«Mi sembra che il titolo da solo dica tutto». (Lidia)
di Goffredo Fofi

“Abbiamo seguito tutti con un sentimento d’orrore e con una compassione profonda la vicenda di Giulio Regeni, che ancora riempie le pagine dei giornali senza acquietarci. Ho conosciuto negli anni molti giovani come Regeni, che peraltro alcuni miei amici hanno conosciuto. E tremo ora pensando a quelli che, animati anche loro da una sorta di sincero idealismo, si sono buttati in imprese delicate, dentro organizzazioni nazionali o internazionali che, bene o male o così così, si occupano degli esseri umani che più soffrono dei disastri del mondo, Continua a leggere

La felicità è troppo poco.

Agnolo Bronzino "Allegoria della felicità" 1564 - agli Uffizi -
Agnolo Bronzino “Allegoria della felicità” 1564 – agli Uffizi –

“La ricerca della propria felicità è ben poca cosa rispetto ad altri beni.” E’ il commento della nostra ineffabile Lidia che ci propone questo buon articolo

di Luigino Bruni
«Un giorno ti dirò, che ho rinunciato alla mia felicità, per te». Le prime parole della canzone degli Stadio, vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo, è una buona occasione per riflettere sulla felicità nostra e su quella degli altri. La nostra civiltà ha messo la ricerca della felicità individuale al centro del proprio umanesimo, relegando sempre più sullo sfondo altri valori e la felicità degli altri – a meno che non siano un mezzo per aumentare la nostra felicità. E così non abbiamo più le categorie per poter comprendere le scelte (che ancora esistono) di chi rinuncia, consapevolmente, alla propria felicità per quella di un’altra persona. Abbiamo immaginato e costruito un’etica, che sta diventando l’unica disponibile sulla piazza, che non ha più gli strumenti per comprendere decisioni e stili di vita nei quali la nostra felicità non è l’obiettivo più importante da raggiungere.
La felicità ha una storia molto lunga. Continua a leggere

Bando alla tristezza!

bando alla tristezza

Beato Piergiorgio Frassati in una lettera alla sorella Luciana:

Tu mi domandi se sono allegro. E come potrei non esserlo? Finché la fede mi darà la forza, sempre allegro! Ogni cattolico non può che essere allegro; la tristezza deve essere bandita dagli animi cattolici: il dolore non è la tristezza, che è una malattia peggiore di ogni altra.
Questa malattia è quasi sempre prodotta dall’ateismo; ma lo scopo per cui siamo stati creati ci addita la via, seppur seminata di molte spine, ma non una triste via: essa è allegra anche attraverso i dolori… La nostra vita per essere cristiana è una continua rinunzia, un continuo sacrificio, che però non è pesante quando si pensi cosa sono questi pochi anni passati nel dolore in confronto all’eredità felice, dove la gioia non avrà misura e fine, dove noi godremo di una pace inimmaginabile.

fonte: quadrotti.blogspot.it