10 febbraio: Giorno del Ricordo (3)

Nel carcere di Fiume il 9 ottobre 1945 Stefano Petris scrisse il suo testamento sui fogli bianchi della “Imitazione di Cristo“:

Non piangere per me. Non mi sono mai sentito così forte come in questa notte di attesa, che è l’ultima della mia vita. Tu sai che io muoio per l’ Italia. Siamo migliaia di italiani, gettati nelle Foibe, trucidati e massacrati, deportati in Croazia falciati giornalmente dall’odio, dalla fame, dalle malattie, sgozzati iniquamente. Aprano gli occhi gli italiani e puntino i loro sguardi verso questa martoriata terra Istriana che è e sarà Italiana. Se il tricolore d’ Italia tornerà, come spero, a sventolare anche sulla mia Cherso, bacialo per me, assieme ai miei figli. Domani mi uccideranno. Non uccideranno il mio spirito, né la mia fede. Andrò alla morte serenamente e come il mio ultimo pensiero sarà rivolto a Dio che mi accoglierà e a voi, che lascio, così il mio grido, fortissimo, più forte delle raffiche dei mitra, sarà: viva l’ Italia!“.

10 febbraio: Giorno del Ricordo. (2)

nobelA tanti anni  dalla caduta del Muro di Berlino, è ancora difficile calcolare con esattezza le vittime del Comunismo ateo.

Solzenitsyn, tra i più grandi scrittori russi e premio Nobel nel 1970, riferiva che nella sola Unione Sovietica, secondo i calcoli del professore di statistica Kurganov, tra il 1917 e il 1959 le VITTIME innocenti dovessero aggirarsi intorno ai 66 milioni. In un discorso dell’ottobre 1994 alla Duma,  davanti a tutti i deputati, ha parlato di oltre 60 milioni di vittime, quasi tutte inermi, senza che nessuno dei presenti osasse obiettare. Si tratta – pensiamoci bene – di cifre oltre dieci volte superiori allo sterminio degli Ebrei causato dal Nazionalsocialismo.

Ricordiamo questi fatti, quando gli eredi di quel sistema sanguinario, come mai ce ne furono nella storia, ci vengono a parlare dei tribunali dell’Inquisizione.

10 febbraio: Giorno del Ricordo.

foiba10 febbraio Giorno del Ricordo, “nelle foibe migliaia di vittime. E almeno 200 mila deportati. Ma gli italiani preferiscono dimenticare”.

Dall’articolo di Ilaria Lonigro:

I comunisti di Tito misero in atto arresti, esecuzioni, deportazioni nei campi di concentramento balcanici, portando alla morte brutale di migliaia di civili e all’esodo di altrettante persone, persino a guerra finita. Nelle foibe, una parola dialettale che deriva dal latino fovea (fossa) e che indica cavità profonde anche decine di metri, tipiche dei terreni carsici, sparirono migliaia di persone. (…) Non solo contro gli italiani:

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10 febbraio – Giorno del Ricordo

giorno_ricordoCon queste righe spero di aver in parte assolto ad una promessa muta fatta ad una signora conosciuta per caso su un autobus che da Muggia portava a Trieste, durante l’Adunata Nazionale degli Alpini del 2004, che mi aveva chiesto di tenere vivo il ricordo delle vittime delle foibe…

Perché la notte, mamma, ha vinto muri e porte e arriva nella mia cameretta?

Perché la notte, mamma, ingoia i peluches, le bambole, le trottole e pure i libri della Buonanotte?

Perché la notte, mamma, ci spinse su un treno con la paglia e il puzzo di animali e ci disse “Italiani, andate via! Questa non è più casa vostra”?

Perché la notte, mamma, spinse i tuoi fratelli giù in mare dal Quarnaro o dalle bocche strette e secche della terra, nelle foibe senza fiori?

Perché la notte, mamma, non insegnò ai nuovi vicini e ai parenti di lì che eravamo italiani proprio come loro?

Perché la notte, mamma, non ingoiò pure i bambini che mi tiravano le trecce, le madri cattive che sputavano in terra e mi dicevano slava ?

Perché la notte, mamma, è così nera certe notti, notti profughe per sempre, mamma. Per sempre e il suo poi. Anche i miei figli e i figli dei miei figli avranno addosso notti così, oltre lo zucchero e il miele riconquistato all’inizio del giorno. Giorni lavorati con gentilezza, sai?, e speranza al telaio del perdono, giorni conquistati oltre il limite della notte?

(da “Perché la Notte” di Lorella Rotondi)