Tutto è dono. Grazie!

Caro Avvenire,
tutti ci lamentiamo di qualche cosa che non va in Italia: i treni sono sporchi e sempre in ritardo, i politici sono tutti corrotti, i giornali ci nascondono la verità, la sanità pubblica non funziona… Ma perché non iniziamo a vedere la parte positiva delle cose e non ce la diciamo? I treni regionali sono non pulitissimi, ma molto economici e spesso in orario. Cerchiamo di denunciare i politici corrotti, ma per coloro che non lo sono riconosciamoglielo. Ci sono giornali più corretti che altri (questo lo è!), leggiamoli e consigliamoli. La Sanità pubblica salva molte persone, fa ottime cose: diciamolo. Dobbiamo sforzarci di ricostruire un senso di appartenenza, e un orgoglio di essere italiani, che ci faccia vedere anche il bicchiere mezzo pieno. Tutto questo deve passare dal nostro senso civico, che si tramuta nel denunciare quello che non funziona – ma con l’intento di migliorarlo. Contemporaneamente occorre divulgare quello che funziona, perché, altrimenti, non riconosceremo più tutte le cose belle che abbiamo costruito, e ne abbiamo tante. Basterebbe in fondo pensare di più al bene comune e un po’ meno al bene personale.

Enrico Reverberi

MARINA CORRADI

Sono d’accordo con il lettore nel percepire nelle nostre strade, nelle nostre case, un gran malcontento, una frustrazione appena contenuta, ma pronta a emergere. Del resto testimonia questo malcontento la percentuale elevatissima dei non votanti alle ultime elezioni amministrative, quando al secondo turno meno della metà degli elettori si è presentata al seggio. Continua a leggere

Operai per la sua Messe.

Ecco il dono, da parte di Antonietta, di un’altra perla colta dal suo “Scrigno della Memoria”. Ricordiamo che sono testimonianze già pubblicate sul periodico della Parrocchia di San Giulio in Barlassina. Nel mese delle Ordinazioni oggi ci fa riflettere sulla missione dei sacerdoti.

ANTONIETTA PORRO

C’era da scommetterci che l’incontro con don Giorgio Marelli, lo scorso 10 maggio, in occasione della S. Messa in suffragio di Giuditta Pozzoli a 25 anni dalla scomparsa, avrebbe causato per me l’apertura dello scrigno della memoria: don Giorgio è stato per me il prete dell’adolescenza e della prima giovinezza, la guida spirituale mia e di tanti miei coetanei e coetanee, una presenza insostituibile nella maturazione personale di molti di noi.
Così lo scrigno si è aperto, anzi, scoperchiato in maniera attesa, ma sorprendentemente i ricordi che ne sono usciti hanno portato con sé non tanto la nostalgia per un tempo che non torna, quanto piuttosto la gratitudine per ciò che quel tempo è stato e un guardare avanti fatto di serenità e fiducia.
Don Giorgio è un uomo dello spirito: basta sentirne una omelia per rendersene conto. Eppure è stato capace di essere vicino alla nostra esuberanza giovanile, di corrispondere alle aspirazioni che allora ci muovevano. Continua a leggere

La Gratitudine

graziaAlzatevi la mattina e ringraziate la Vita per ciò che avete, e se non avete nulla ringraziate per il fatto di non avere nulla, perché, evidentemente, il motivo per cui non avete nulla è che usereste male le cose, per cui è un bene che non abbiate nulla finché non siete pronti interiormente. La Gratitudine è un pilastro del lavoro su di sè… Oltre alla Gratitudine c’è la Fede, ossia la capacità di sentire che qualunque cosa vi riservi la vita è sempre la cosa migliore per il vostro cammino evolutivo. Questa è Fede e la Fede dà sicurezza… che è un’altra importante emozione superiore. Una persona che prova Gratitudine, ha Fede e sente Sicurezza dentro di sè diventa invulnerabile, inarrestabile, un punto di Luce, un faro per chi la circonda. Abituatevi a provare Gratitudine fino alle lacrime e la vostra vita verrà capovolta nel giro di pochi mesi.

Salvatore Brizzi

proposto da Camilla