Cosa nutre la vita? GUARDARE OLTRE

trattoriaSolo due parole sulla Catechesi di Quaresima preparata dal Diacono Massimo Tallarini e tenuta in S.S. Pietro e Paolo l’8 marzo. A tema “Le ragioni della nostra speranza”. Introduzione con San Paolo 4, 18-21; 5,1-5. “Davanti alla promessa di Dio di diventare padre di molte generazioni Abramo non vacillò per incredulità. Noi dunque ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che

l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza e l’esperienza speranza. Or, la speranza non delude, …”

A seguire il racconto “La trattoria” del nostro Giovannino Guareschi.     Sul sito http://www.chiesadisaronno.it (ama Dio e i Sacramenti,/ Quaresima 2015,/ Cosa nutre la vita,/ le ragioni della nostra speranza,/ ascolta) se ne può ascoltare (addirittura!) la registrazione in vernacolo.
E’ la descrizione di una vera e propria esperienza di fede fatta carne e sangue nella fede che è speranza, quella di cui ci ha parlato Paolo nella lettera ai Romani.

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Affinchè questa non sia nè una “Befana”, nè una “happyfania”

gesu-compagnoneDato che il gestore di questo strampalato bar ama (evangelicamente) i propri avventori, egli corre ai ripari perchè l’indigestione di zuccheri perpetrata in questo periodo di festa non sciolga in caramello l’annuncio che siamo chiamati a meditare e diffondere.

Affinchè quella che vivremo tra poche ore non sia una “Befana” che ci richiama alle nostre faccende e scopa in cantina i simboli della Natività, e nemmeno una commerciale “happyfania”.

Due storie quindi che mescolano il dolce all’agro. Continua a leggere

Don Camillo

camillo-u-peppone16Quando, da bambino, ho cominciato a leggere e ad appassionarmi a “Don Camillo” (pubblicato nel 1948), i due protagonisti già avevano una fisionomia definita: quella di Fernandel e Gino Cervi.

Quei volti mi hanno accompagnato negli altri racconti (Don Camillo e il suo gregge – 1953 – , Il compagno Don Camillo – 1963-), per diventare poi i grandi assenti con la lettura del “Don Camillo e i giovani d’oggi”, pubblicato postumo nel 1969.

Ebbene si…..quelle due figure sono state il filo conduttore che hanno resa più viva la mia fantasia, sin da quel primo raccontino (“peccato confessato”) pubblicato, nell’antivigilia del natale 1946, sul “Candido”, un celebre settimanale umoristico dell’epoca, curato fra gli altri proprio da Guareschi. Continua a leggere