Sul treno fermo in mezzo al nulla.

frecciaMARINA CORRADI

Frecciabianca per Venezia parte da Milano Centrale alle 15.05 di un venerdì, sotto a una pioggia battente, perfettamente in orario. Strano, dico fra me, a causa di un’antica mia diffidenza nei confronti delle Ferrovie dello Stato.
Il treno è gremito di pendolari che tornano a casa. Tutti sono assorti su smartphone, tablet, pc, oppure con le cuffie nelle orecchie si isolano beatamente dal fragore del treno.
Il quale corre sicuro per mezz’ora, poi si blocca in aperta campagna. Passano cinque, dieci minuti, venti, nel silenzio. Finalmente Continua a leggere