Potrebbe accadere anche in Italia

Una casa sulla roccia

Salvo improbabili ripensamenti della Cedu, anche il piccolo Alfie Evans è destinato a morire, non già per la sua malattia ma per la sospensione delle cure. E’ da vedere se ciò sia davvero il ‘suo miglior interesse’, come pretendono i giudici inglesi, oppure se a prevalere sia solo l’interesse della spesa sanitaria britannica. Si sta affermando in Europa il concetto per cui la sospensione delle cure non solo è un diritto incontrastabile del soggetto capace di esprimere le sue scelte, ma costituisce anche un obbligo per coloro che ne pretendono troppe: basta avanzare il sospetto di futilità delle cure o di accanimento terapeutico per obbligare qualcuno a togliersi di scena. La legge sul biotestamento da poco approvata potrebbe portare anche in Italia ad un conflitto tra istituzioni sanitarie ed esercenti la potestà genitoriale. Anche da noi sarebbe chiamato a decidere il giudice. Per ora non è accaduto…

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Macché Biotestamento!..

…confidiamo in Dio, lottiamo e circondiamoci di amici veri. Proponiamo un film (d’accordo, è solo un film…) che ci insinua una buona possibilità! Lo recensisce il blog amico Aleteia. Si tratta di Ogni tuo respiro 

“Mi hai dato una vita meravigliosa”. E’ la moglie di Robin Cavendish oggi ultraottantenne a dirlo al marito. E non prima, ma dopo. Dopo la diagnosi, per lui, di poliomielite e la prognosi a precipizio: morirà in pochi mesi. Unita all’altro monito: “nessuno in queste condizioni può vivere fuori dall’ospedale”. Invece visse. Per 36 anni. E non fu mai sopravvivenza, dice lei e le farà eco il figlio. Si inventarono la sedia a rotelle e il respiratore portatile. Sì, la vita si può godere profondamente anche in condizioni oggettivamente ostili. Alla faccia delle vite non più vite e delle frettolose misurazioni di qualità di moda oggi: cercate una qualità della vita alta? Lottate e circondatevi di amici, come i coniugi Cavendish.

Lo sguardo non sia fisso sulla fine ma sull’inizio di ogni nuovo giorno.

Oggi su Avvenire, da e grazie a MARINA CORRADI. In piedi! Uno per uno: come ci è possibile, nelle Mani di Dio…

Caro Avvenire,

«finalmente ciascuno può decidere la propria fine». Giovedì 14 dicembre il Senato ha approvato una legge e io, quella stessa sera, ho terminato il pellegrinaggio per le case della parrocchia per la Benedizione natalizia. Ho incontrato molte persone: oriundi, nuovi italiani, vecchi, bambini, malati, atleti, sposati da anni, separati… e in ogni casa sono sempre stato colpito dalla prima occhiata all’apertura della porta. Dal primo sguardo si intuisce al volo che aria tira in una casa. L’inizio dell’incontro custodisce già il cuore di tutto. Alcuni non mi hanno aperto, altri mi aspettavano dal mattino, altri ancora avevano preso un giorno di ferie per  non mancare. Ho capito che il punto non è la fine, nemmeno quella della vita affidata alla sentenza di un giudice, ma l’inizio. Occorre avere un motivo per vivere, all’inizio di ogni giorno, al sorgere di qualsiasi prova, all’affacciarsi di una qualche sofferenza. L’alternativa, prima che essere l’eutanasia, sarà il vivere da morti. Questa legge descrive il modo con cui tante persone hanno deciso di affrontare il quotidiano, ma il veleno culturale che l’ha generata e che genererà potrà essere distrutto solo da un popolo di uomini e donne che preferirà iniziare piuttosto che finire, ogni giorno, anche oggi, perché l’Alfa e l’Omega è diventato uomo. 

don Simone Riva, Cinisello Balsamo (Mi)

 

C’è un’ansia che si sta impadronendo di non pochi e che si fa di tutto per amplificare come fosse di tutti: essere padroni della propria morte. Un’ansia di dire per tempo ‘non tenetemi in vita, in certe condizioni’, non curatemi, non nutritemi nemmeno. Ancora giovani e sani, e ben lontani dal raffigurarci quale sarà il nostro Continua a leggere

Jose Ocampos e padre Aldo Trento ci parlano della vita degna di essere vissuta.

“E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto?

Sì.

E cos’è che volevi?

Sentirmi chiamare amato, sentirmi amato sulla Terra.”   (Raymond Carver)

il blog di Costanza Miriano

Nella giornata che ha visto in Italia l’approvazione della legge sul biotestamento, padre Aldo Trento, dalla Casa della Divina Provvidenza don Giussani ad Asunción in Paraguay, ci propone  la  testimonianza di Jose Ocampos un uomo che ci dice cosa rende una vita degna.

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C’è da piangere…

Emma Bonino con alcuni rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni durante il voto al Senato. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

La legge sul testamento biologico è stata approvata dal Senato oggi, giovedì 14 dicembre, dopo mesi di ostruzionismo e decine di migliaia di emendamenti. È passata con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astensioni, con una maggioranza diversa da quella che sostiene il governo Gentiloni. Hanno votato a favore il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e la sinistra (MDP, Sinistra Italiana-Possibile), mentre alcuni senatori cattolici e gran parte del centrodestra hanno votato contro: Forza Italia, che ha lasciato però libertà di coscienza ai propri senatori, Lega Nord e Alternativa Popolare. La legge sul testamento biologico introdurrà entro alcuni limiti il diritto all’interruzione delle terapie, che finora doveva passare dai tribunali.

 

La nostra Gemma ci suggerisce la seguente breve rassegna stampa. La ringraziamo per la preziosa collaborazione.

Don Angelelli (CEI) “Legge tutela i modici, non i malati”
Comunicato del Movimento per la Vita Ambrosiano sulla Legge sul Biotestamento