La vita oltre.

Abbiamo ricevuto il commento al post della nostra Norma dall’oramai -nostro- Fausto. Anche oggi riteniamo di dare un’evidenza. Perché la Resurrezione, la Pasqua è un fatto che ci interessa tutti i … santi giorni!

Torna a trovarci, Fausto!

Mi diceva un amico per confortarmi pochi mesi fa, quando piangevo la morte di mia madre: “E’ strano, quando finiscono di morire tutti e due i genitori, ci si sente orfani, qualunque sia l’età in cui l’evento si verifica”. E’ vero. Ora che è morta anche mia madre ho l’impressione di aver completato la mia nascita al mondo. E’ come se con la morte mia madre avesse finito di partorirmi. Davanti alla morte di tutti e due i genitori, ci si sente come se le radici della vecchia quercia venissero recise. E allora ci si guarda in giro e si prova una sorpresa strana: è come se si avesse la conferma definitiva che si può restare in piedi anche senza le radici. Noi che non siamo dei “clonati,” ma tutti originali, sentiamo però che i nostri genitori portano via nella morte qualcosa che faceva parte di noi, del nostro corpo ed è come se qualcosa di noi venisse sepolta con loro, e tuttavia noi continuiamo a vivere senza quelle radici, essendo diventati a nostra volta radici, in attesa di essere recise.
La trasmissione della vita, questa catena meravigliosa che dura da decine e decine di milioni di anni e che andrà avanti chissà fino a quando, non è interrotta dalla morte, anche se qualcuno dei suoi anelli non genera altri anelli. E’ una catena così ricca da sopportare sterilità fisiche naturali, volute per il Cielo o per altre ragioni. E’ la catena della specie che non può interrompersi e garantisce la continuità. Eppure la morte appare come Continua a leggere

Io, tuo padre, ti sarò sempre accanto.

padre-e-figlio-tramontoMarina Corradi riesce ad esprimere così bene i suoi sentimenti che mi ci ritrovo sempre. – “Anche per noi è così! Grazie Lidia.”

di Marina Corradi

Un amico mi racconta che ha appena perduto suo padre. Gli faccio le condoglianze – quelle condoglianze, mi accorgo, educate e misurate che si fanno quando a perdere un genitore è un adulto. Quando la morte è nella natura delle cose, nell’ordine consueto della vita. Ma il mio amico ha bisogno di parlare: «Sai – mi dice – benché mio padre fosse così anziano, stento a capacitarmi che non ci sia più. Lo sentivo al telefono tutti i giorni. E ancora mi sorprendo a prendere il cellulare, a fare il suo numero; solo all’ultimo istante metto giù. Continua a leggere