Divino. Disumano.

Il mondo, l’universo appare divino;
ogni tristezza rientra nell’armonia generale,
ogni malinconia, nella pace.

J. Ruskin, 1896

La citazione del poeta britannico apre la mostra “L’adorazione dei pastori” del Perugino al Museo Diocesano di Milano fino al 28 gennaio. Ci racconta, mi racconta, di quanto anche tristezza e malinconia concorrano all’armonia e alla pace.

La nostra, la mia vita, “pencola” tra questa consapevolezza e quella di Ivan:

«Hanno fissato un prezzo troppo alto per l’armonia; non possiamo permetterci di pagare tanto per accedervi. Pertanto mi affretto a restituire il biglietto d’entrata (…) Non che non accetti Dio, Alëša, gli sto solo restituendo, con la massima deferenza, il suo biglietto».

“I fratelli Karamazov” di F. Dostoevskij, 1879

Restituire il biglietto, può sorgere questo pensiero: chiamarsi fuori, o, almeno, non dover vedere.

C’è quello stesso intollerabile dolore dei bambini, nella foto dalla Siria, che ha fatto dire mesi fa al Papa: «Non ci sono spiegazioni: è un mistero…». E ha parlato della Madonna quando le hanno dato il corpo morto del suo figlio, ferito, insanguinato… La Madonna lo ha accarezzato. E anche la Madonna, ha detto Francesco, non capiva.

 

Sentirsi irrequieti, desiderare di essere altrove, partire e scoprire che “no, non è nemmeno qui”.

un-millesimo-di-inquietudine-2015-5-638Condivido, con un certo orgoglio, l’irrequietezza, l’inquietudine di Marina Corradi. Una di noi.

MARINA CORRADI

Da tutta la vita mi prende certe mattine una irrequietezza, come la necessità assoluta di andare in un luogo diverso da quello in cui mi trovo. Si impadronisce di me l’idea che, se fossi in quella data città, o se vedessi il mare, sarei felice: e che quell’accidia, quella malinconia che ho sempre addosso se ne andrebbero, se fossi altrove.

Tante volte, fin da quando ero ragazza, ho ubbidito a questo istinto di partire, da sola, sospinta dall’idea che “laggiù” sarebbe stato diverso, oppure, addirittura, sarei stata diversa io. E sono partita per Continua a leggere

In giro a ritrovare le finestre di una vita.

winndowsStiamo imparando a conoscere bene Marina Corradi. Il suo approccio con il quotidiano sempre condizionato dalla nostalgia, si può dire?, di un futuro che intimorisce un po’… Ma con più fede di quanta non ammetta di possedere. Grazie ancora a Lidia.

Marina Corradi

Milano. Proprio lì davanti si alzano i nuovi grattacieli di Porta Nuova, altere torri di acciaio e cristallo. Ci passo in mezzo e in fondo al viale vedo i palazzi di via Galilei. Se il semaforo è rosso alzo gli occhi a una di quelle case, e conto: uno, due, tre, il sesto piano era casa mia, da bambina. Ora ci vivono degli sconosciuti, Continua a leggere