Manca. Ma questo è il mio Te Deum!

Di che è mancanza questa mancanza,

cuore,

che a un tratto ne

sei pieno?

di che?

…si chiede Mario Luzi in “Di che è mancanza questa mancanza“.

Ce lo siamo chiesto anche noi, tra amici, ragionando attorno al libro di Franco Nembrini “L’avventura di Pinocchio“, proprio qualche sera fa.

Pinocchio, preso per mezzo libro a fuggire il Padre, pardon: il babbo, per l’altra metà si affanna nel cercare di tornare da lui, pardon: da Lui.

E che cercava fuggendo, e poi, tentando di tornare? Quale mancanza, lui, cercava di colmare? Di che mancanza era pieno il suo cuore? Di che mancanza è pieno il mio?

La mancanza è Cristo!

Il cuore è pieno della mancanza di Cristo. Questa è la consapevolezza che ho maturato più… pienamente quest’anno. E di questo ringrazio Dio e gli Amici.

Ma il… bello potrebbe cominciare, comincia,  proprio ora. Il percorso per la Familiarità con Gesù è tutt’altro che lineare. E per questo chiedo aiuto a Dio e agli Amici.

Ma Te, Deum, laudo!

Ferite e mancanza. Quando siamo “unitari”.

Creation_of_Adam_(Michelangelo)_Detail(…)Lodo le mie ferite e i miei bisogni perché mi obbligano ad alzare lo sguardo verso di Lui quando niente altro li colma. Perché purtroppo funzioniamo così: solo quando c’è una mancanza, un bisogno, una paura siamo veramente unitari (che poi è il motivo per cui non c’è nessun ateo in un aereo che precipita), sennò quando la vita ci si aggiusta siamo doppi, tripli, quintupli. Il monaco infatti deve il suo nome non al fatto che è solo, monos, ma che è un uomo, una donna la cui unità è ricostituita.

Lo ringrazio, infine, perché mi costringe ad alzare lo sguardo a Lui non come alla ciliegina che può guarnire la mia torta, ma alla torta stessa. Che Lui ci sia davvero o no è questione di vita o di morte (…)

da “Laudato si’ mi’ Signore per la mia pochezza.”

(la splendida) Costanza Miriano 23/09/15