No Martini … no party

… nel senso che non si parte … (almeno così è stato per me!)

Ma procediamo con ordine …

Mi è sempre piaciuta la metafora del viaggio per descrivere l’esistenza dell’uomo; come diceva Oliver Clement: “La vita non è altro che un pellegrinaggio verso il luogo del cuore”.

Ecco sulla carta nautica del quotidiano, noi, capitani della nostra imbarcazione, siamo chiamati a tracciare la rotta della nostra esistenza, il nostro cammino personale. E, per mantenere la rotta, ci orientiamo osservando la posizione del Sole, della Luna, della Stella Polare.

Ma quando il cielo è nuvoloso? Quando la nebbia avvolge la nostra barca? O, ancor peggio, quando la tempesta sembra così violenta da poter sfasciare il nostro scafo? Cosa fare?

Ecco che, come per i navigatori di un tempo, abbiamo a disposizione almeno due strumenti fondamentali per la navigazione, anche, e soprattutto, in acque non proprio calme: la bussola e il sestante.

Ma un credente dove li può trovare? Semplice:

  • la bussola, che ci auita nell’orientamento, è la Parola letta, pregata, ma soprattutto vissuta;
  • il sestante, che serve per ritrovare la nostra posizione sulla mappa, è il discernimento, questo dono dello Spirito che ci aiuta a riposizionarci sulla giusta rotta.

 

Se dopo tanti anni, sono ancora in viaggio, anche dopo aver provato la violenza della tempesta, e se riesco ancora a gustare ogni giorno il fascino di questa navigazione, un grande GRAZIE va ad uno dei fari che ha illuminato la mia rotta …

martini

 

P.S.: grazie a Stefano per il suggerimento del titolo!