La preghiera PER l’altro.

Generoso lo spirito di questo post, dal blog amico “Matrimonio cristiano”.

Ho pensato, leggendolo, bello, suggestivo, un po’ impegnativo: non appena sarò un po’ più “a pari” col lavoro, quando avrò ripreso un po’ di fiato, prima mi voglio sentire col prete…

Mi sa che così perdo tempo utile alla mia felicità, e a quella della mia famiglia. Meglio sia SUBITO… No?

MARCO CHIAVINI

Oggi voglio essere un po’ critico, concedetemelo. Tranquilli, lo sarò nei miei confronti! Mentre guardavo un film, alcuni giorni fa, mi sono interrogato sul mio modo di pregare per mia moglie. Mi sono accorto che le mie preghiere alla fine ruotavano sempre intorno ai miei desideri, cioè chiedevo per lei delle cose che in fondo avrebbero fatto felice me, erano delle preghiere che chiedevano un cambiamento negli atteggiamenti, nei gesti. Mi sono scoperto egoista anche in questo frangente, allora aiutato dal film in questione ho iniziato a pregare veramente PER lei, chiedendo a Cristo di abitare il suo cuore, di donarle il Suo Santo Spirito, di ricolmarla di ogni bene e benedizione! Così le cose cambiano, pregando in questo modo si scopre piano piano il desiderio di vero bene per la propria moglie! Purtroppo per tanti motivi, invece, siamo portati a vedere l’altro/a come un nemico, come colui o colei che non ci dà abbastanza, non riempie a sufficienza il mio vuoto, ma chi ci sta a fianco è un forte alleato nella ricerca di Colui che può dare la pienezza che cerchiamo, solo Egli può riempire il vuoto e non un’altra realtà ferita come la mia. Questa alleanza sancita nel matrimonio cristiano, unita e immersa nella grazia di Cristo è la via per la salvezza e la felicità che tanto desideriamo. Ovvio, a volte la via è in salita, ci sono dei pericoli, ma possiamo sempre guardare a Gesù Cristo che ha fatto prima di noi il cammino sulla terra tenendo sempre fisso lo sguardo sul Padre. Continua a leggere

Annunci

Chi colma il cuore della donna.

Ary Scheffer "Dante e Beatrice"
Ary Scheffer “Dante e Beatrice”

Ecco la proposta del nostro Giordano. Ci raccomanda questa riflessione di Costanza Miriano, specie nella prima parte, come “sublime”.

Quando lessi la prima volta la “Mulieris Dignitatem” credo proprio che non ne capii praticamente nulla, nella sostanza: avevo diciassette anni, e idee tutte strampalate su come dovessero essere maschi e femmine, sul matrimonio, su una malintesa parità tra i sessi. Mi sembravano belle parole, ma destinate a rimanere su carta.
Dieci anni dopo l’enciclica mi sono sposata, e i successivi anni li ho passati praticamente a cercare di comprenderla. Piano piano, con il tempo, le parole del Santo Padre si stanno traducendo in carne, si sono incarnate nella storia della nostra coppia, hanno dato un nome a ciò che vivevo e anche in parte soffrivo.
Credo che in amore si soffra quando si dimentica che “C’è un paradosso nell’esperienza dell’amore: due bisogni infiniti di essere amati si incontrano con due fragili e limitate capacità di amare”. (R. M. Rilke) “Solo nell’orizzonte di un amore più grande è possibile non consumarsi nella pretesa reciproca e non rassegnarsi, ma camminare insieme verso un Destino di cui l’altro è segno”. (C. S. Lewis)
Uomo e donna sono due povertà che si incontrano e si donano. Continua a leggere

L’amore per sempre, un gene nascosto.

 gli_sposiNel tempo in cui si plaude alle unioni civili, perché perdiamo tempo a guardare la sposa tutta bianca che esce dalla chiesa? (Lidia) Aspettavamo il ritorno di Marina Corradi, qui al Bar! 

MARINA CORRADI

Milano, aprile – Il sagrato di una chiesa di periferia, un sabato mattina. Una piccola folla di invitati vestiti a festa si accalca fuori dal portone. I bambini corrono qui e là, eccitati. Attorno, il traffico scorre intenso. Chi va al mare, chi a fare compere. Qualcuno passa carico di borse della spesa da cui spuntano sedani e lattughe. Poco lontano c’è mercato.
Finalmente dalla chiesa si affaccia la sposa. Continua a leggere