VI domenica dopo il martirio.

Pieter Bruegel il
Vecchio Caduta di Icaro-
1558 ca Musées Royaux des Beaux Arts Bruxelles

Anche oggi don Giacomo Rossi ci offre la sua Omelia. E ci propone una domanda “cruciale” per la sera: “Oggi chi ho incontrato davvero?” L’avverbio, comprenderemo, orienta su umiltà e ricchezza. Niente di meno!

Link alle letture 

Mi viene in mente quel foglietto che Martin Lutero aveva lasciato sul suo scrittoio poche ore prima di morire: “Siamo mendicanti. Siamo mendicanti, ecco la verità”.

Questa verità fa eco al testo del Vangelo, come alla scoperta di Giobbe: rimaniamo “semplici servi”, così sarebbe meglio tradurre l’aggettivo greco “acreios”. Il servo che ha lavorato tutta la giornata non è inutile al suo padrone. Così la nonna o il nonno che hanno messo al mondo figli, con fatica, non sono inutili –il mondo è andato avanti anche grazie a loro. Sanno che ora non possono più fare nulla e devono “lasciare andare” ciò per il quale si erano tanto spesi. Non sono loro i padroni di ciò per il quale hanno faticato, come non lo erano per le tante cose che hanno loro stessi ricevuto. Noi adulti, malgrado lamentiamo sempre una prossima “fine del mondo”, dobbiamo invece Continua a leggere

Come mendicanti bussando alle porte di Dio.

Norman Rockwell: "Freedom from worship"
Norman Rockwell: “Freedom of worship”

Domandare senza stancarsi mai, perché il desiderio già significa amore. (Lidia)

RENATO BOCCARDO (arcivescovo di Spoleto – Norcia)

Subito dopo aver donato ai discepoli il «Padre nostro», Gesù raccomanda loro la perseveranza, caratteristica indispensabile della preghiera, e lo fa raccontando la parabola dell’amico importuno (Lc 11, 5-13). In effetti, uno dei maggiori ostacoli alla preghiera è la mancanza di costanza. Ci si scoraggia e si dimentica così presto di pregare! Bisogna invece domandare, cercare, bussare «senza stancarsi mai» (Lc 18, 1). Dunque Gesù non ci dice solo di pregare come figli, ma ci chiede di insistere. Tutti i particolari di questa Continua a leggere

Schegge: “il Mendicante.”

testimone«Il protagonista della storia di Salvezza è il mendicante»

Se il nostro sguardo non testimonia di aver visto Gesù, allora le parole che ricordiamo di Lui risultano soltanto delle figure retoriche vuote.
Forse esprimono la nostalgia di quelli che non possono dimenticare il Signore, ma comunque sono solo il balbettare di orfani accanto al sepolcro.

Parole alla fine incapaci di impedire che il mondo resti abbandonato e ridotto alla propria potenza disperata.

(Francesco, 13 febbraio 2016)