Salvati da uno sguardo.

“La salvezza di Pietro, che sarà salvezza dell’intero equipaggio, è in quello sguardo, condito da una parola. Mentre affoga, si ricorda dove sta Cristo”.

E’ pubblicato oggi su Il Sussidiario questo articolo del bravo don MARCO POZZA. A tema lo sguardo magnetico (una bussola!) di Cristo; poi nel passaggio “Voi stessi date loro da mangiare” penso a “Famiglia soggetto di evangelizzazione”; secondo me, eredità ancora da “incassare” dal nostro Cardinale Scola. Un prosaico “Aiutiamoci che il Ciel ci aiuta”! Mi sembra un po’ il (mio) “sugo della Storia”, di manzoniana memoria. 

Disegno Rembrandt (1606-1669)

E’ particolare di pittore: “Dopo che la folla ebbe mangiato”. Cioè dopo che si era consumato il miracolo di Cristo, l’ennesimo. Anche una delle figuracce più brutte degli amici, l’ennesima: il sole sta per tramontare, i negozi stanno chiudendo, la gente ha fame. Gli apostoli, impauriti d’essere infastiditi, hanno la soluzione: “Congeda la folla” (“Mandali a casa!”) Pratici loro: pancia-mia-fatti-capanna. Così smemorati da scordare d’essere stati pure loro pescatori senza pesci, uomini senza troppo avvenire, storie all’ormeggio. Continua a leggere

Quel mazzolin di fiori

…ecco in quattro parole spiegato ai semplici come me il significato bello e vero dei miracoli. Grazie Antonio aka Berlicche!

Berlicche

Immaginate una donna felicemente sposata con suo marito. Il giorno del loro anniversario di nozze scende in salotto e trova, sul tavolo, un bellissimo mazzo dei suoi fiori preferiti.

Cosa penserà quella donna? Che i fiori abbiano deciso di materializzarsi da soli? Che uno scherzo della fisica quantistica li abbia depositati lì? Che un estraneo si sia intrufolato in casa e abbia per qualche suo strano fine creato quella disposizione?

La spiegazione più probabile è che sia stato il marito a farle quel regalo. Ora, domandiamoci: la donna aveva bisogno di quel dono per essere certa dell’amore del suo uomo? No: se sa che lui la ama non saranno quei fiori a dirglielo; semmai lo confermeranno, saranno un segno in più in quella direzione. Così, se viceversa la donna fosse convinta dell’odio del suo compagno o non ne avesse uno, quei fiori sarebbero un mistero, e davvero si domanderebbe chi…

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Quello che su Hiroshima (e Nagasaki) ancora non dicono

Trasfigurazione: La Trinità con Pietro, Giacomo e Giovanni.
Trasfigurazione: La Trinità con Pietro, Giacomo e Giovanni.

Una speranza atomica.

Nel giorno della Trasfigurazione.

Grazie al “blog” amico di Giuliano, 

e a Luca per l’immagine.

Giuliano Guzzo

hiroshima

A settant’anni dallo sgancio dall’atomica su Hiroshima, avvenuto com’è noto il 6 agosto 1945 alle ore 8:45, c’è aspettarsi – oltre alla doverosa commemorazione delle 80.000 vittime – una prevedibile ondata di retorica che nulla

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