La vita e i letti ben rifatti.

Ci facciamo aiutare dal cardinal Ravasi a cercare di “sbrogliare la matassa”. Almeno un po’: qualche nodo, districare qualche filo, liberare un passaggio. Anche se poi sicuramente la… paura non svanirà del tutto.  La citazione finale, pur non immediata, è decisiva! Ma gustiamo la chiarezza!

“L’uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova su un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello; e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s’è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo, in somma, a un di presso, alla storia di prima.” Avete, certo, tutti indovinato di chi sia questa considerazione: siamo in pratica all’ultima pagina dei Promessi Sposi (cap. 38) e Manzoni, con l’immagine dell’infermo e dei letti, centra due aspetti fondamentali dell’umanità. Continua a leggere