Dignità

Grazie Antonio. Sei righe. La riflessione su una vita. E sulla morte. In sole sei righe…

Berlicche

C’è gente che si appella alla magistratura per andare via dall’ospedale e morire a casa, e gente che paga per lasciare casa propria e ammazzarsi in una clinica.
In ambedue i casi si sostiene che ciò sarebbe in nome della dignità.

Io penso che non è dove si muore, ma come si muore. Tu, davanti a quel salto infinito.

Non è la morte a potere essere degna, ma solo noi stessi.

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Vita. 10mila euro per morire.

arundatiIl suicidio assistito viaggia sulla rotta Italia-Ticino.

Arundhati proclama: “Siamo molti e loro sono in pochi”. In realtà temo che la “finestra di Overton“, anche su questo versante si sia già socchiusa… E se la questione non fosse “scabrosa” il linguaggio dell’articolo che segue sarebbe da catalogare tra il sarcastico e il comico. L’infilata inizia con l’attribuzione di “Clinica” al luogo dei suicidi (poveri monaci medievali inclinati sui pazienti!…) E il brand? “Dignità”, “Exit (dalle nostre parti è nientemeno che un centro benessere a 4 stelle), Circolo della VITA, Spirito Eterno,  Vita e Libertà. Poi la “Luce Verde Provvisoria”, il personale “Omicida” che esprime il proprio cordoglio ai parenti dell'”assassinato” (faso tuto mì), il tariffario “Cifra Tonda”, la pagina Facebook, Sos Eutanasia e altre facezie…

Ma quante, quante gole ha tagliato l’Isis?!

DANILO POGGIO

Da Torino al Canton Ticino con la rete delle associazioni che praticano il suicidio assistito. Ecco come funziona. Continua a leggere