Sperare ancora.

Oggi è possibile sperare? Le amare delusioni di questo quasi ventennio di secolo, che soltanto tempo fa si sognava felice, tutto da godere, in una ritrovata pace universale, possono indurre a considerare la speranza un eccesso, un peccato. E’ una tentazione possibile. Ripensando alla lunga strada percorsa, e davanti ai molti inutili passi compiuti, sempre sotto la spinta e il segno della fiducia vien da dire: ho peccato di speranza.

Cari Amici,
un caro abbraccio e buon cammino a tutti.

FAUSTO CORSETTI

Ogni anno torna la Pasqua, e si rinnova la grazia di quella notte unica di tutta la storia e ogni anno si dà notizia della vittoria della vita sulla morte da tutte le chiese, in ogni angolo della terra, e i giorni registrano morte, violenza, ingiustizia, disonestà, corruzione, immoralità.
C’è una ragione per sperare ancora, per insistere e seminare Continua a leggere

Orto e Vita.

Da qualche mese mi sono appassionato alla cura dell’orto. Ma solo ieri, seminando i fagiolini bianchi, ho pensato quante suggestioni possa ispirare la geminazione dei semi nella terra.

I semi, appunto: secchi, duri, a volte raggrinziti e brutti da vedere, oppure minuscoli e quasi impalpabili. Si direbbe: quanto di meno adatto a generare alcunché di  vivo. Invece questo materiale “inerte”, più morto che vivo, posato sotto uno strato di terra e adeguatamente innaffiato, qualche giorno al buio, germoglia diretto verso il sole e si trasforma in nuova vita, pianta, frutto. Nulla, proprio nulla, finché rimane nella confezione del vivaista…

Come non pensare al nostro destino dopo la morte nel Signore, e al post di qualche giorno fa, dove monsignor Tonini rassicurava: “Oltre la morte sarà bellissimo.” E come insegna la Storia di Chiara Corbella: “Siamo nati e non moriremo mai più.”

 

Cinque anni fa la scomparsa di Tonini. «Noi oltre la morte? Sarà bellissimo».

foto Ansa

Ancora MARINA CORRADI, ancora da Avvenire, oggi 28 luglio. In questo estratto, QUI l’articolo completo, ci racconta, e rassicura, della “visione” del Cardinal Ersilio Tonini su ciò che ci attende dopo la morte. Nel quinto anniversario della Morte.

Lucido fino a pochi mesi dalla morte, a chi lo interrogava su come avvertiva l’avvicinarsi di quel giorno rispondeva: «Oltre la morte, sarà bellissimo. Perché vedremo finalmente la nostra storia, tutta intera. Voglio dire: vedremo la storia di ciascuno di noi, dal suo vero principio, dall’istante in cui Dio ci ha concepito nei suoi pensieri. Perché ciascuno è stato pensato, progettato dall’inizio del tempo. È una prospettiva sterminata. È posare gli occhi sull’orizzonte infinito per cui sono stati fatti. Sarà, l’abbraccio di Cristo, una felicità ineguagliabile».

Sandra è di nuovo a Casa.

Sandra, per cui chi è passato al Bar ha trovato richiesta di preghiera, è tornata a Casa dal Padre.
Condividiamo allora volentieri l’annuncio ricevuto da Ali. Qui ci dice del valore della vita quando il “Faro” è Gesù Cristo:

A mezzanotte e un quarto la mia mamma è salita in Cielo, da Chi la vita ce la dona e ce la ridona sempre anche se non capiamo la modalità. Ogni secondo vissuto con lei in questo mese è un dono, che custodirò per sempre.

Un grazie a tutte le vostre preghiere e alla vostra vicinanza.

Un grazie a chi mi ha aiutata fino all’ultimo secondo ad assisterla per farla andare in Cielo serenamente e a chi mi ha fatta diventare ancora più grande e a voler più bene a mia mamma ricordandomi quanto sia stata la guerriera più coraggiosa che io abbia conosciuto, così attaccata alla vita da aver lottato fino all’ultimo per tenersela, certa che la vita è dono di un Altro.

Un MEMORARE alla Madonna a cui era molto devota e un GLORIA a san Giuseppe.

Vi abbraccio, Ali

Viviamo davvero!

Fausto Corsetti, oltre che un Amico è per noi una ricchezza. Mi affretto a dare evidenza al suo ultimo commento perché riesce a parlarci con libera verità e con lucida leggerezza di vita e di morte insieme. E’ una prerogativa di chi ha fede.

Ricambiamo, stretto, il suo abbraccio.

E’ strappato l’ultimo foglio del calendario: l’anno vecchio è alle spalle. Quanti avvenimenti e quanti incontri sono successi! Alcuni belli che ci hanno dato gioia; altri brutti che ci hanno preoccupato e rattristato. La storia di ciascuno di noi si è intrecciata con quella dei nostri amici, dei parenti e sicuramente con quella di qualcuno incontrato per la prima volta.
E’ stato un anno difficile ed ora siamo tentati di voler dimenticare quello che non ci è piaciuto oppure non è andato come avremmo desiderato. Eppure tutto ciò che accade ha un senso e sarebbe un peccato – oltre che impossibile – pensare di poterlo cancellare. Piuttosto è bene provare a capire e giudicare quanto è accaduto, soprattutto in questo momento in cui si apre davanti a noi una nuova occasione. Eh, sì! Il nuovo anno, ancora neonato, si spalanca con tutte le sue opportunità e il nostro cuore è pieno di speranze e di propositi.
Speranza di stare bene, insieme alle persone cui teniamo, e speranza che accada qualcosa che Continua a leggere

Come giocattoli… relegati in soffitta.

Ciao Fausto Corsetti! Ti attendevamo. E che sorpresa… Ci permettiamo, se non ti spiace, oggi di corredare il tuo componimento con “I Vecchi” di Claudio Baglioni. Parrebbe scontato, ma che versi!..

Ascoltiamola QUI.

L’autunno mi fa pensare a quella che con parola pietosa si chiama la terza età. E’ la vecchiaia, ma è come se si avesse paura a chiamarla con il suo nome, quasi che la “vecchiaia” fosse una parola invereconda. Forse non il nome, ma la vecchiaia è invereconda. Mi chiedo spesso se questa sia la ragione della solitudine degli anziani.
Sempre più frequentemente ascolto storie tremende: genitori, con numerosi figli, abbandonati.
Nessuno che li vada a trovare, nessuno che si interessi di loro.
Oppure figli che litigano per i turni di visita o per quelli di assistenza domiciliare.
Figli che arrivano a farsi pagare l’assistenza. E autorevoli dirigenti e professionisti affermati che, appena passata la festa di saluto per il pensionamento, sono ignorati da tutti, non ricevono più Continua a leggere

Silenziosa sorella morte.

Il nostro Fausto Corsetti ci scrive: “La morte è poesia inespressa” e “al silenzio eterno manca il linguaggio”. E allora facciamo silenzio…

Grazie per l’ennesima volta. Un abbraccio stretto a Te!

Mia madre non c’è più. Una parola rimbomba, simile a un’ombra scura nella mente, quando non ti aspetti di sentirla.
Ricordo il dolore associato ad essa come tanti piccoli spilli che penetrano ogni parte del corpo e lì si fermano, andando sempre più a fondo a ogni respiro, a ogni pensiero nostalgico.
Dovrò imparare a chiamarla con il suo nome. La ripeto ancora, quella parola, eppure non riesco mai a darle forma. Continua a leggere