E’ una pena. Di morte.

I giovanissimi genitori di Alfie Evans.

Liverpool. «La vita di Alfie è inutile»: il giudice ordina di staccare la spina.

Il piccolo ha due anni e soffre di una grave malattia degenerativa del sistema nervoso. I macchinari potrebbero essere spenti presto.

SILVIA GUZZETTI Avvenire, 11 aprile 2018

È stato l’ennesimo giudice dell’Alta Corte di Londra Anthony Paul Hayden a dire la parola fine alla vita di Alfie Evans, il piccolo che non ha neppure due anni ed è affetto da una malattia degenerativa del sistema nervoso.

La spina dei macchinari verrà staccata presto, forse anche domani, giovedì, ma nessuno che era presente alla dura sentenza di morte può dire il giorno e l’ora. La legge ha deciso così per proteggere i medici e gli infermieri dell’Alder Hey Children Hospital di Liverpool Continua a leggere

C’è da piangere…

Emma Bonino con alcuni rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni durante il voto al Senato. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

La legge sul testamento biologico è stata approvata dal Senato oggi, giovedì 14 dicembre, dopo mesi di ostruzionismo e decine di migliaia di emendamenti. È passata con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astensioni, con una maggioranza diversa da quella che sostiene il governo Gentiloni. Hanno votato a favore il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e la sinistra (MDP, Sinistra Italiana-Possibile), mentre alcuni senatori cattolici e gran parte del centrodestra hanno votato contro: Forza Italia, che ha lasciato però libertà di coscienza ai propri senatori, Lega Nord e Alternativa Popolare. La legge sul testamento biologico introdurrà entro alcuni limiti il diritto all’interruzione delle terapie, che finora doveva passare dai tribunali.

 

La nostra Gemma ci suggerisce la seguente breve rassegna stampa. La ringraziamo per la preziosa collaborazione.

Don Angelelli (CEI) “Legge tutela i modici, non i malati”
Comunicato del Movimento per la Vita Ambrosiano sulla Legge sul Biotestamento

L’ultima parola sul destino di un figlio non è solo una questione di misure.

Francisco de Zurbaran “Agnus Dei” 1635-40. Al Prado

Chiedo perdono, sono ripetitivo: reagisco a questo tipo di notizie in questi termini, i soliti termini…

Si chiama selezione della specie!

Quante gole ha tagliato l’Isis?

Complimenti ancora a Marina Corradi, quanto più la si frequenta tanto più la si apprezza. Da Avvenire di ieri.

Caro Avvenire,
ho letto con molto interesse e attenzione gli interventi pubblicati da Avvenire sul caso Charlie. Nella posizione dei genitori mi sono però particolarmente immedesimato, perché mi è accaduto di portare mio figlio (a due-tre mesi dal suo concepimento) dal medico. Così facevano tutti. Il medico voleva misurare mio figlio «perché si era ancora in tempo se le misure non fossero rientrate in certi parametri…». Peccato che sia io, sia mia moglie consideriamo la vita umana un dono e ci occupiamo di misure e probabilità all’Università di Torino. Il medico, pur con tutte le ragioni della medicina difensiva, è stato costretto a rispondere alla mia domanda «siamo in tempo per fare cosa?…» e prontamente è stato pagato e licenziato. Inconsapevolmente avevo portato mio figlio nella tana del lupo, ma siccome ero il responsabile di mio figlio ce ne siamo andati via. Il destino, la stessa vita di mio figlio era nelle mie mani e stava per essere posta in mani altrui sulla base di qualche tabella… Tutto questo per porre questa domanda: a chi spetta l’ultima parola sul destino di un figlio come Charlie, se i genitori sono giuridicamente capaci e vogliono tutelarne la vita? A Londra si è avuta l’impressione che spettasse all’ospedale e poi ai giudici (invocati dall’ospedale) impegnati a valutare la dignità di una vita.

Valter Boero – Presidente MPV, Torino

Sono passati vent’anni, ma nel ricordo è come fosse ieri. Aspettavo la terza figlia e il medico mi ordinò un’ecografia precoce, indicandomi anche lo specialista cui rivolgermi. Mi ritrovai in uno studio privato a Milano. L’ecografista esaminò a lungo, attentamente, le immagini in bianco e nero sullo schermo. Mi chiese la data d’inizio della gravidanza, poi me la chiese ancora. Infine Continua a leggere

Dopo 45 mesi il risveglio miracoloso di Rosalba.

moiraNoi non tratteniamo la gioia!

Ci tratteniamo invece, magari a stento ma ci tratteniamo, da commenti poco riguardosi nei confronti dei nemici della vita. E ci permettiamo di raccomandare ai nostri amici il sorriso di Moira della sua bella Famiglia.

E’ bello che l’articolo sia stato pubblicato su Avvenire oggi, ricorrenza della Natività di Maria.

ALESSANDRA TURRISI

Una donna, madre di sei figli, si risveglia dal coma dopo quasi quattro anni e ricorda perfettamente le parole delle canzoni che hanno segnato i momenti di tutta la sua vita. «Rose rosse per te», scandisce la nipote accanto al letto d’ospedale. «Ho comprato stasera », sussurra Rosalba con la sicurezza di chi ha cantato mille volte quel successo di Massimo Ranieri. È il trionfo della gioia e della speranza. Gioia dei figli che non si sono arresi e hanno visto quella madre, che sembrava morta, tornare in vita. Speranza di medici e infermieri che svolgono il loro lavoro con competenza, professionalità e passione. Continua a leggere