Impronunciabile

boltCirca le 21.30. Meeting di Londra di atletica, Diamond League. Gara dei 100 metri. “La gara”.

Il mito Usain Bolt è sulla pista bagnata di pioggia. Gigantesco non solo per talento. Il suo corpo straripante sovrasta gli altri atleti che intorno a lui sembrano nani a corona di un’improbabile Biancaneve.

Il recordman giamaicano saluta il pubblico, piega arti e muscoli e punta i piedi sui blocchi di partenza.

Si allunga e poi, già in ginocchio, disegna un segno di croce sul petto e solleva occhi e dito lassù.

Commento del cronista italiano: “Bolt saluta gli dèi.”

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