Speranza e pace in musica

Vi svelo un segreto. Così non sarà più un segreto. Ma che importa? Diciamo allora che vi faccio un regalo, giusto per cominciare bene questo nuovo anno.

Andate ad ascoltarvi il concerto dei Wiener philharmoniker, che la Rai trasmette ogni anno dalla splendida cornice del Musikverein di Vienna  (si trova sul web, in replica…).

Un posto magico, pieno di ori, sovrabbondante di bellezza. Dove fanno musica e il concerto di Capodanno è ormai una tradizione.

Io lo adoro. Quest’anno l’ha diretto Riccardo Muti. In un’intervista, qualche giorno fa, ha detto: “È un concerto particolare, perché arriva al mattino del nuovo anno, come un sogno: intrecciato di note che hanno un fondo di malinconia, ma che dicono anche speranza e pace. È un concerto unico, dove la musica si apre a tutto il mondo.”

Pace, speranza. La Marcia di Radetsky è il pezzo che chiude il concerto, dopo i valzer degli Strauss che ci cullano,  le polke che ci fanno ballare, il Danubio Blu che ci fa rappacificare con noi stessi.

La Marcia di Radetsky è un invito a muoversi, a ricominciare sempre. A non dormire, ad aver fiducia nel futuro.

Avanti! Il 2018 ci aspetta. Quali note vogliamo suonare?

Sogni per un anno.

Attendevamo la riflessione di… stagione del nostro Fausto Corsetti. Ed ecco: Con l’augurio affettuoso di un sereno Anno Nuovo, è oggi giunta e lo ringraziamo per l’amicizia che ci dimostra.

Fausto: possiamo contare su di Te, e naturalmente su tutti gli altri Amici, per esprimere sulle colonne del Betania’s Bar il Tuo Te Deum?

Quando ovunque sovrasta il silenzio e ogni cosa resta avviluppata dal grande freddo non è facile pensare a come sarà il tempo della fertilità, il tempo della pienezza dei frutti. Giocherellare con un seme nella mano che anticipa qualcosa che verrà, che certamente si compirà, ma che ancora non si vede, non si può vedere: promessa di un inedito che accadrà spontaneamente e soltanto al tempo giusto.
Giusto è lo spazio di un quaderno bianco, colmo di fogli vuoti, per raccogliere frammenti di vita che divengono veri quando incontrano, abbracciano i giorni che passano, quando tessono relazioni e vissuti che non si ripetono uguali, che durano, che non si offrono mai in modo scontato o prevedibile.
Tutto inizia fragile, piccolo, inevidente. Tutto passa attraverso Continua a leggere